Canzone: place Fernand-Lafargue

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Musica : Si dice che è con questo vino qua che Ulisse ha messo il ciclope in ginocchio e Circe nel suo letto…

Più volte, durante Bordeaux festeggia il vino e anche in un bar del centro città in compagnia  di amici, ho sentito la petite messe solennelle, ma non quella di Gioachino Rossini, ma una versione profana interpretata da Juliette e che celebra l’amore e il vino. Se volete ascoltarla, cliccate l’immagine sotto !

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Musica : Se fossi a Roma un venerdi 27 giugno alle ore 20.30 ?

Andrei sicuramente a vedere il concerto gratis di Irene Grandi e Emilie Simon in piazza Farnese nell’ambito del festival Suona francese ! Non conosco Irene Grandi, ma sono completamente innamorato della cantante francese Emilie Simon.

Dal sito internet dell’ambasciata di Francia in Italia :

“Venerdì 27 giugno, Roma ospiterà due dei più grandi talenti musicali al femminile di Italia e Francia, per un concerto gratuito nella cornice intima di Piazza Farnese, nell’anno del rilancio del gemellaggio tra le due città, con il Tandem Parigi Roma.

Lo spettacola dalle ore 20,30 in poi vedrà esibirsi, nell’ordine, Betta Blues Society, band vincitrice del concorso Edison Change the Music, la seducente Emilie Simon, annoverata tra le musiciste francesi più interessanti degli ultimi anni, grazie alla sua fusione tra pop ed elettronica e un’ospite d’onore italiano, Irene Grandi, che con la sua grinta è stata una delle protagoniste indiscusse della scena musicale italiana degli ultimi venti anni.

Artista eclettica, nativa di Montpellier, studiosa di musica medievale ed elettronica e diplomata alla prestigiosa IRCAM di Parigi, Emilie Simon ha all’attivo ben 6 album (di cui 3 vincitori dei Victoire de la Musique), che l’hanno annoverata tra le musiciste più interessanti della scena musicale pop contemporanea. Sul palco di “Suona francese” Emilie interpreterà alcuni dei suoi brani più acclamati insieme ad una selezione del repertorio tratto dal suo ultimo lavoro discografico, MUE (uscito a marzo 2014) nel quale troneggia un’orchestra a corde che mette in rilievo in modo esemplare la sua scrittura immaginifica e l’energia scintillante di una voce particolarissima.

Protagonista della scena musicale femminile italiana da lunghi anni, Irene Grandi è artefice di un repertorio vastissimo, composto di grandi hits che nel corso degli anni la stessa interprete-compositrice ha saputo vestire di mille colori, dal pop al rock, dal blues al jazz.
Sul palco di Piazza Farnese Irene si presenterà al suo pubblico in una versione più calda, acustica, rileggendo i suoi classici più amati insieme ai musicisti con i quali ha più spesso collaborato negli ultimi anni: Saverio Lanza alle chitarre e pianoforte, Piero Spitilli al basso e contrabbasso e Fabrizio Morganti alla batteria.

Il festival Suona francese è organizzato e promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut français Italia, con il sostegno dell’Institut français, della Fondazione Nuovi Mecenati, della Sacem, del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e con Edison in qualità di main partner.”

GRAZIE A MONICA PER LA SEGNALAZIONE !

Canzone francese : Claire Fontaine

E’ appena uscito il terzo album del cantante francese Barcella, intitolato Puzzle. Personalmente, sono un fan assoluto di questo giovane artista. E se non conoscete Barcella, vi propongo una canzone tratta dall’album Charabia che si chiama Claire Fontaine. Da non confondere con : Nell’acqua della chiara fontana che è una canzone tradizionale francese, la Claire Fontaine di Barcella racconta gli amori sfortunati di un foglio di quaderno Clairefontaine e di una penna Waterman. Notate una cosa abbastanza divertente, in francese foglio (feuille) è femminile mentre penna (stylo) è maschile ! 🙂

Canzone : il tempo del mughetto

In francia è di tradizione di offrire il primo maggio un rametto di mughetto a tutte le persone che amiamo. E io ho pensato di regalarvi, in questo giorno particolare, non un triste rametto di mughetto virtuale, ma la canzone : il tempo del mughetto, interpretata dalla più famosa attrice bordolese di tutti i tempi : Danielle Darrieux e che festeggia il suo compleanno oggi. Buon primo maggio a tutti(e) !

Purtroppo, ho i giorni contati…

Devo dire che accogliere a casa una bambina di dieci anni, la figlia di mio fratello, per le vacanze scolastiche non è sempre la cosa più piacevole del mondo. Sopratutto, quando la detta bambina vi canta con una voce d’angelo, dalla mattina alla sera, una canzone di Louis-Ferdinand Céline intitolata : Regolamento, che dice che sono una carogna, che lei mi bucherà gli occhi, che la festa è finita, che lei sarebbe contenta se fossi ghigliottinato…ecc…ecc…Ne ho ancora la pelle d’oca. Ma ti imparano delle belle canzoni a scuola ! ho esclamato. No, mi ha risposto la perfida, ho imparato la canzone da nonna, è una canzone portafortuna. Nonna ha detto che sarebbe un bel regalo da farti per le vacanze di febbraio e la sorniona, di aggiungere, l’occhio malizioso, e come dice nonna : non si sa mai….Inutile dire che, da allora, dormo la porta della stanza chiusa.

Ho cercato e ho trovato una versione italiana di questa canzone intepretata da Pasquale Panella e Marco di  Gennaro (la canzone è stata completamente riscritta da Panella) che potete leggere sotto. Purtroppo la versione italiana è troppo soft e non restituisce affatto la  “noirceur” della canzone di Céline. Ma forse era un compito impossibile in italiano…

Io mi… ti troverò carogna
Sarà una brutta sera
Ho qui per te due buchi neri
Nella mia mira
Somaro dall’anima vacca
Campata in aria
Vedrai che assistenza plenaria
Vedrai come svaria la danza
Al gran cimitero della dolce infanzia

Ma guarda chi c’è… la zia Ortensia
E il suo piccolo Leo’
E c’è Clementina e la lenza Totò
Bisogna dire a questi amici
Che la festa è finita
A morte la sorte
Che cosa m’importa
A morte gli inganni
Che il vento si porti
Foglie morte e tormenti

Lo vedi? Ti stai sbriciolando
Piangi marcendo
Chissà se sei più nauseante
Morto o vivente
Ti faccio fare io il raro affare
Di respirare
Ho qui con me il mio… il tuo
lasciapassare
Per l’ossario delle infanzie più care

Ma guarda chi c’è… la zia Ortensia
E il suo piccolo Leo’
E c’è Clementina e la lenza Totò
Bisogna dire a questi amici
Che la festa è finita
A morte la sorte
Che cosa m’importa
A morte gli inganni
Che il vento si porti
Turbamenti e tormenti

Canzone : Il lamento delle ragazze di vita.

ya van desplumados

Cliccate la stampa di Francisco Goya : Ya van desplumados (los caprichos) per ascoltare  Barbara interpretare la canzone di Brassens : Il lamento delle ragazze di vita. Sotto la traduzione in italiano della canzone.

Sebbene quegli stronzi di borghesi [bis]
Ci chiamino ragazze di vita [bis]
Non è che tutti i giorni ci divertiamo,
parola mia,
non è che tutti i giorni ci divertiamo.

Poiché, pur avendo zampe da gru [bis]
Andare su e giù per le strade [bis]
È faticoso per le gambe
Parola mia
È faticoso per le gambe

Non solo abbiamo calli [bis]
Occhi di pernice; ma ancora [bis]
È pazzesco cosa consumiamo di scarpe
Parola mia
È pazzesco cosa consumiamo di scarpe

Ci sono dei clienti, dei sozzoni [bis]
Che non si lavano mai [bis]
Eppure li dobbiamo coccolare
Parola mia
Eppure li dobbiamo coccolare

Dobbiamo fargli “scaletta” [bis]
Per farli sentire al settimo cielo [bis]
I soldi non crediate che li rubiamo
Parola mia
I soldi non crediate che li rubiamo

Siamo disprezzate dalla gente [bis]
Siamo strapazzate dai piedipiatti [bis]
E minacciate dalla sifilide
Parola mia
E minacciate dalla sifilide

Sebbene tutta la vita facciamo l’amore [bis]
Ci sposiamo venti volte al giorno [bis]
Non ci godiamo mai la festa
Parola mia
Non ci godiamo mai la festa

Figlio di una smorfiosa e di un deficiente [bis]
Non ridere della povera Venere [bis]
La povera vecchia baldracca
Parola mia
La povera vecchia baldracca

C’è mancato poco, caro mio [bis]
Che questa puttana non fosse tua madre [bis]
Questa puttana che tu prendi in giro
Parola mia
Questa puttana che tu prendi in giro.

Canzone : Una bambina MOTIVATA !

Sono rimasto stupito stamane davanti ad una bambina bordolese di 10 anni che mi ha cantato il canto dei partigiani – l’inno della resistenza francese scritto nel 1943 da Maurice Druon e Joseph Kessel – a cappella. I bambini hanno imparato  la canzone a scuola ed è diventata la sua canzone preferita. La versione che lei adora è quella del gruppo Zebda che unisce il canto dei partigiani con un’altra canzone, un rap intitolato : Motivati ! Da stamattina, mi sono dovuto ascoltare la canzone una ventina di volte e non posso più levarmela dalla testa. Allora non c’è nessuna ragione per non condividere questo tormentone con i lettori di Bordeaux e dintorni 🙂 Buon weekend a tutti !

Le parole del canto dei partigiani :

Amico, lo senti il nero volo dei corvi sulle nostre pianure?
Amico, le senti le grida sorde del paese che è incatenato?
Ohé, partigiani, operai, contadini, è l’allarme.
Stasera il nemico saprà il prezzo del sangue e delle lacrime […]

Siamo noi che spezziamo le sbarre delle prigioni per i nostri fratelli
Con l’odio in bisaccia e la fame che ci spinge, e la miseria.
Ci son dei paesi dove la gente sogna nel proprio letto.
E qui, lo vedi, noi si marcia, si uccide e si crepa.

Qui ognuno sa quel che vuole e che fa quando passa.
Amico, se cadi un amico esce dall’ombra al tuo posto.
Domani, nero sangue seccherà al sole vivo sulle strade.
Cantate, compagni, nella notte la Libertà ci ascolta.

Amico, le senti le grida sorde del paese che è incatenato?
Amico, lo senti il nero volo dei corvi sulle nostre pianure?
[…]

Musica : Between dogs and wolves

Conoscete il talentuoso follksinger inglese Piers Faccini e i suoi precedenti album : Leave no Trace, two Grains of Sand, My Wilderness ? L’artista ha appena fatto uscire il suo nuovo album : Between dogs and wolves. Piers Faccini si era già avventurato a cantare in napoletano nel suo precedente album, questa volta, il cantante ha scelto di aggiungere una freccia in più al suo arco con una lingua che lui padroneggia alla perfezione : il francese (Piers Faccini vive in Francia nelle Cévennes). Quindi vi invito a cliccare l’immagine sotto per sentire la canzone che Piers Faccini interpreta in francese nel suo nuovo album. Chi lo sa ? Forse, il mio post vi farà scoprire questo artista non banale e acquistare il suo album !

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Cliccate l’immagine !

Francia, XIV luglio : La canzone di una rivoluzione

Il 14 luglio 1790 è stata organizzata a Parigi, sul campo di Marte, un’immensa festa per commemorare il primo anniversario della presa della Bastiglia : la Festa della Federazione. E’ questo giorno unico nella storia di Francia in cui è nata l’unità nazionale francese che festeggiamo ogni 14 luglio. I francesi  vennero da tutte le regioni di Francia per festeggiare la Rivoluzione. Michelet scrive nella sua storia della Rivoluzione francese : “si vide al 14 luglio dei marinai di ottant’anni che camminarono dodici ore di seguito ; avevano ritrovato le loro forze, si sentivano, al momento della morte, partecipare alla gioventù della Francia, all’eternità della patria”. Tutti questi francesi “en route” verso Parigi cantavano una canzoncina su un vecchio ballabile, e tutta la gente che sentiva il ritornello si metteva a cantare la canzoncina. L’organizzazione della Festa della Federazione fu un cantiere caotico, un casino spaventevole. Non solo pioveva come a Woodstock, ma gli aristrocratici e il clero tentarono tutto per impedire la celebrazione. Allora per confortarsi i parigini che siano ricchi, poveri, operai, artigiani, avvocati, contadini…ecc…cantavano la famosa canzoncina che dice : “Colui che si innalza sarà abbassato. Colui che si abbassa sarà innalzato”. Forse avete già indovinato il nome della canzone ? Si tratta di : Ah ça ira ! L’espressione significa semplicemente “ce la faremo”, “riusciremo” nel senso riusciremo a finire i preparativi per la Festa della Federazione. Una canzone gioiosa, pacifista, ottimista. La canzone di una Rivoluzione da non confondere con l’altro Ah ça ira, quello di 1793.

Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Il popolo in questo giorno ripete senza sosta,
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Malgrado gli ammutinati tutto riuscirà
I nostri nemici resteranno qui confusi
E allora noi canteremo “Alleluia!”
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Quando un tempo Boileau parlò del clero
Come un profeta ha predetto tutto questo.
Cantando la mia canzonetta
Con piacere diremo:
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!

Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Seguendo le massime del Vangelo
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Del legislatore tutto si compierà.
Colui che si innalza sarà abbassato
Colui che si abbassa sarà innalzato.
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Il vero catechismo ci istruirà
E il terribile fanatismo si spegnerà.
Per essere docile verso la legge
Ogni francese si eserciterà.
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!

Ah! terrà, terrà, terrà!
Lo legheremo troppo bene perché possa slegarsi,
Ah! terrà, terrà, terrà!
E fra duemila anni ce ne ricorderemo

Il dispotismo spirerà

La libertà trionferà

Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Non abbiamo più nobili né preti
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
L’uguaglianza ovunque regnerà
Lo schiavo austriaco lo seguirà
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
E il loro seguito infernale
Al diavolo andrà.

Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Gli aristocratici al lampione
Ah! riusciremo, riusciremo, riusciremo!
Gli aristocratici li impiccheremo!