In Guascogna, anche gli alberi fanno della politica!

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Sauternes, albero di maggio “onore alla nostra eletta”  in un giardino al crepuscolo.

E’ una tradizione che risale alla Rivoluzione francese, quella di piantare degli alberi per festeggiare la Libertà e per ringraziare i rappresentati del popolo che hanno permesso ai francesi di liberarsi dai tiranni. E’ la ragione per cui, in ogni città di Francia, troverete una via della Libertà oppure una piazza della Libertà dove, talvolta, troneggia ancora un antico platano, piantato più di due cento anni fa e che simboleggiava la libertà nuovamente conquistata. Tradizione ancora molto vivace in Guascogna in cui, in maggio, la gente va in foresta tagliare dei pini marittimi, chiamati appunto “maggio” e piantarli nei giardini dei sindaci e degli assessori (che siano di destra o di sinistra perché gli alberi di maggio non hanno colore politico), l’operazione si fa quando l’eletto è  assento. Quando torna, il tizio (o la tizia) si ritrova con un albero adornato ai colori francesi con lo scudo tricolore al centro dove è scritto: onore al nostro eletto (o alla nostra eletta). Per ringraziare gli elettori (e le elettrici) che hanno offerto l’albero di maggio, l’eletto si deve di pagare a bere a tutti i suoi concittadini. Bella questa tradizione, no? Poi, in autunno arriva il tempo di togliere il maggio e l’eletto per ringraziare la gente che è venuta partecipare all’operazione si deve di nuovo di annaffiare la gola a tutti 🙂

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Pasqua : la frittata di Gargantua !

Oggi, vorrei parlarvi di una tradizione tipica del Sud Ovest della Francia, che è molto vivace in molti paesi d’Aquitania in questo lunedi di Pasqua e che risale alla notte dei tempi, quella delle omelette giganti. Colpa di questi maledetti cristiani che mettevano tutta la gente alla dieta durante la Quaresima (e non mi chiedete cos’è la Quaresima, sono francese !). Ammettete, comunque, che l’idea di vietare alla gente di mangiare delle uova nel periodo dell’anno in cui le galline fanno più uova è  l’idea più strana che sia, no ? E non solo strana ma anche criminale ! Immaginate tutta questa gente che si ritrovava con tonnellate d’uova dopo la Quaresima e che moriva di passare in un colpo da una dieta ipocalorica ad una dieta ipercalorica. Atroce. Quindi, un giorno, qualcuno ha avuto l’idea di inventare il suicidio collettivo – è più conviviale – organizzando una grande abbuffata con tutte queste uova. La frittata gigante era nata. Un mese prima Pasqua, i cartelli che invitano gli abitanti alla frittata gigante fioriscono in città e occhio quest’anno non è questione che gli abitanti di M…oppure di L…ci battono con la loro frittata. E’ la ragione per cui, ogni anno, le frittate diventano sempre più giganti. Il primato è detenuto da un paesello vitivinicolo dell’Entre-Deux-Mers, Haux, già conosciuto dai lettori di Bordeaux e dintorni perché l’autore di questo blog vi aveva fatto visitare lo Château Lamothe e la sua straordinaria cantina al centro della Terra. Volete sapere a cosa assomiglia una frittata gigante fatta per 1200 persone con quasi 6000 uova, 45 kg di Aillet e 45 kg di ventrèche (la pancetta guascone) ? Guardate il video sotto !

Geografia : Il matrimonio della carpa e del coniglio !

Buon coraggio a Manuel Valls che vuole dimezzare il numero delle regioni francesi ! Roba da fare scattare una nuova rivoluzione francese. Qui, in Aquitania non vogliamo sentire parlare di un’unione con gli abitanti del Poitou-Charentes che odiamo. Ai tempi di internet, si svegliano antichi antagonismi e la gente si sta ricordando che, una volta, il fiume Garonna segnava il confine tra Guascogna e Francia. Tutto quello che si trova sulla riva sinistra del fiume, è civiltà ; tutto quello che si trova a nord dall’estuario della Gironda, è barbaria. Al limite potremmo accettare i mangiatori di “cassoulet” della regione Midi-Pyrénées, ma il Poitou-Charentes, mai !

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Prima di pubblicare alcune reazioni virulente e divertenti dei lettori del giornale Sud-Ouest a proposito di questa fusione, devo assolutamente fare un piccolo punto di geografia francese. In Francia, grossomodo, la gente chiama Sud-Ovest la zona costituita dalla regione Aquitania e dalla regione Midi-Pirenei. La regione Aquitania è costituita da cinque dipartimenti : Gironda, Dordogna, Landes, Lot e Garonna e Pirenei atlantici. Il dipartimento del Gers e quello degli Alti Pirenei fanno parte della regione Midi-Pirenei tranne che storicamente fanno parte di una specie di regione mitica chiamata Guascogna perché, come a Bordeaux, ci si parlava il guascone. La regione Poitou-Charentes è costituita da quattro dipartimenti : Charente, Charente-maritime, Vienne, Deux-Sèvres, a cui si aggiungerebbe, non mi chiedete il perché, il dipartimento della Vandea in caso di fusione tra l’Aquitania e il Poitou-Charentes. Ci siete ? Allora, potete godere le reazioni dei miei concittadini e constatare che il provincialismo e il campanilismo non sono soltanto specialià italiane…

  • Brrrrrr…Il lettore ancora traumatizzato dal film Benvenuti al Nord : Sopra Bordeaux, il Nord !
  • Il lettore drogato del Lotto e scarso in geografia : L’Aquitania sono i dipartimenti : 33, 40, 24, 32, 47, 64, 65 . (N.B : 32 e 65 cioè il Gers e gli Alti Pirenei appartengono alla regione Midi-Pirenei)
  • Il lettore che pensa di vivere nel XV secolo quando esisteva il ducato d’Aquitania : Il confine della Guascogna è la Garonna.
  • Il lettore che non sogna mai : Il Poitou-Charentes sogna di fare parte dell’Aquitania, invece noi non sogniamo del Poitou-Charentes !
  • il lettore umile e la sua modesta domanda : Quale contributo potrebbe apportare la modesta Charente alla gloriosa Gironda ? (Io direi il Cognac e il Pineau, secondo me, non è trascurabile !)
  • Il lettore del Poitou-Charentes smarrito In Aquitania : Aiuto ! i bordolesi son pronti ad invaderci !
  • Il lettore che ha paura di perdere il suo dolce accento bordolese : Vogliono metterci con quelli che parlano con l’accento parigino !
  • Il lettore anticlericale : Ma cosa vengono a fare i baciapili vandeani in Aquitania ?
  • Il lettore che pratica l’eufemismo : Credetemi, saranno più felici le Deux-Sèvres e la Vandea con la Bretagna ! 
  • Il lettore che preferisce la peste al colera : Va bene, ci possono rifilare i tolosani, ma il Poitou-Charentes, no !
  • Il lettore che fa un’allergia al cavolo : I mangiatori di cavoli, no ! (N.B : i vandeani sono soprannominati i ventrachoux).
  • Il lettore irredentista : Poitou e Aquitania ? No, grazie. La Vandea e le Due-Sèvres non hanno nulla a che vedere con la nostra regione. Invece il Gers e gli Alti Pirenei, sì !
  • Il lettore angosciato che si pone una domanda esistenziale : E come faranno per il concorso Miss Francia ?

Francamente, io vedo una sola soluzione per risolvere il problema : staccare l’Aquitania, il Gers e gli Alti Pirenei dalla Francia e legare il destino del Poitou-Charentes a quello del Midi-Pirenei ! 🙂

 

 

Il viticoltore bordolese che salvò il suo castello grazie a qualche bottiglia di Graves

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Conoscete l’espressione francese “donner (offrir) un pot de vin” che significa dare una bustarella, un pizzo, una mancia ? Oggi, vi porto in un paesino vitivinicolo, Mazères, nelle Graves tra Langon e Bazas e anche se la cittadina di Sauternes si trova a meno di dieci chilometri, a Mazères siamo nell’appellazione Graves. In questo paese di Mazères, un viticoltore è riuscito a salvare il suo castello dal rogo  corrompendo una masnada di rivoluzionari grazie a qualche bottiglia di vino e l’espressione “donner un pot de vin”  è entrata nella lingua francese. Ma cominciamo dall’inizio e perché mi sono ritrovato a Mazères da una gelida e tempestosa giornata di febbraio. E’ la diabolica figlia di mio fratello, che conoscete già, che ha voluto guardare, una sera, la serie poliziesca : Sulle tracce del crimine, che si svolge nei dintorni di Bordeaux. Che delusione ! Dopo dieci stagioni a risolvere crimini nei posti più turistici del Sud-Ovest della Francia, i protagonisti hanno chiesto il trasferimento sulla Costa Azzurra ! E noi, non possiamo più praticare il nostro gioco favorito : riconoscere i luoghi e notare tutte le incongruenze tipo la questura che si trova nella città mondiale del vino, i protagonisti che si trovano a Bordeaux e due minuti dopo sono sulla scena del crimine a Sauternes oppure che riescono a fare la strada tra Arcachon e Saint-Emilion in un lampo, il viticoltore morto durante la vendemmia tranne che la vegetazione della vite indica che siamo in primavera…ecc…ecc… Adesso che l’azione si svolge sulla Costa Azzurra, la serie ha perso tutto interesse per noi. Sai, ho detto alla ragazzina, che ho un collega che ha fatto, qualche anno fa, la comparsa nell’episodio a Roquetaillade e il tizio ci rompe ancora i corbelli con….Wow ! esclama, la bambina. Lo conosco questo episodio, è il mio preferito ! C’è una rievocazione storica davanti al castello di Roquetaillade in cui l’attore principale che gioca il ruolo dell’eretico viene veramente bruciato sul rogo. Dobbiamo andare a Roquetaillade ! Ti prego zio, voglio visitare il castello ! Perché no, mi sono detto, Roquetaillade è un alto luogo del turismo in Aquitania e anche se ho sentito parlare del loro vino, non conosco il castello. Ecco, come mi sono ritrovato una fredda e ventosa giornata di febbraio con la bambina e quattro altri gatti davanti al castello di Roquetaillade per la visita.

La cosa davvero divertente a Roquetaillade è che il castello è l’archetipo dei castelli medievali come potete sognarlo a tale punto che hanno girato un sacco di film di cappa e spada (l’ultimo è stato il patto dei lupi), che fanno delle rievocazioni della guerra dei cent’anni, delle guerre di religione, che, ogni anno, dei tizi travestiti da cavalieri danno l’assedio al castello, ma in realtà, a Roquetaillade non è mai successo niente. Il castello è riuscito l’exploit di evitare tutte le guerre, non troverete nella storia di Roquetaillade nemmeno un piccolo scontro. Niente, proprio niente. Come se il castello non avesse di storia. Pensate un po’ che è la stessa famiglia di viticoltori, la famiglia de Baritault du Carpia discendente della famiglia de la Motte, che possiede il castello da 700 anni   !

In realtà, ci sono due castelli che sono stati eretti a Roquetaillade su un isolotto di roccia calcarea che domina la piccola vallata di Bazas. Un primo castello è eretto nel XII secolo all’estremità dello sperone roccioso per difendere il borgo di Roquetaillade. Il borgo era situato tra la cappella attuale e questo primo castello. Di questo castello ne rimane un torrione in rovina, due cento metri di muro di cinta e la vecchia porta del borgo. Una delle persone che faceva la visita ha chiesto, piena di speranza davanti a queste rovine : cos’è successo qui ? è la guerra che ha distrutto il castello ? No, ha risposto la guida, il vecchio castello è stato ristrutturato nel XIV secolo dai proprietari, la famiglia de la Motte di cui discende il papa Clement V. Poi, il castello, diventato troppo piccolo, è stato abbandonato e distrutto per erigere il nuovo castello. Il secondo castello è stato eretto nel XIV sotto l’impulso di Clément V. Si tratta di un castello fortificato di tipo edoardiano con un imponente torrione al centro. È vero che il castello ha un lato scozzese d’altronde per l’aneddoto è stato girato anche il film Fantomas contro Scotland Yard a Roquetaillade. Il castello (e anche la cappella) è stato completamente ristrutturato nel XIX secolo dall’architetto Viollet le Duc quindi se vi piace il medioevo alla salsa XIX secolo, se vi piacciono le false chimere e doccioni medievali, il castello di Roquetaillade vi piacerà sicuramente. In ogni caso, i bambini adorano tutti i gadget tipo il finto ponte levatoio nella sala pranzo, le sedie medievali a rotelle…e le favole a proposito di cavalieri e di principesse raccontate dalla guida. E non solo ai bambini perché anche a me la guida mi ha raccontato una bellissima storia. Alla fine della visita, le ho chiesto : Ma, veramente non è mai successo niente a Roquetaillade ? è durante la rivoluzione ? allora, la guida mi ha raccontato l’aneddoto seguente : quando il comitato rivoluzionario di Bazas è arrivato a Roquetaillade per bruciare il castello, il proprietario ha risposto : prima, cari amici, dobbiamo svuotare la cantina, non vorreste perdere tutto questo prezioso vino, no ? Dovete essere assetati con tutta questa strada da Bazas ? Una volta nella cantina e dopo tante bottiglie di Graves mandate giù, i rivoluzionari avevano completamente dimenticato lo scopo iniziale cioè bruciare il castello. Così, il castello fu salvato e la lingua francese impreziosita da una nuova espressione : “offrir un pot de vin”. Una bellissima storia alla moda di Guascogna e comunque se non è vero è ben trovato  !

Aquitania : La ragazza di Guascogna che flirtò tragicamente con un Re di Francia

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Cari lettori, per qualche post, Bordeaux e dintorni si sposta a Nérac, una piccola cittadina del Sud Ovest della Francia che conta 7125 abitanti – nel dipartimento del Lot-et-Garonne – e che fu la capitale del regno di Navarra ma ne riparleranno in un prossimo post. Perché prima di visitare la città medievale e il castello di Enrico IV di Francia, voglio assolutamente portarvi nel parco reale per narrarvi la triste leggenda di Fleurette, ragazza disperata di Nérac, che si è suicidata gettandosi in acqua per la colpa di un Re.

La fontana che vedete sopra è dedicata a Fleurette, d’altronde la statua adagiata nella grotta raffigura Fleurette. Ovviamente, conoscete la parola Flirt e il verbo flirtare. Ma forse non sapete che la parola e il verbo derivano di una bellissima espressione francese del XVI secolo per dire amoreggiare  : Conter Fleurette. Conter non nel senso di contare, ma di intraprendere, Fleurette essendo il nome della ragazza morta a qualche passo dalla fontana. L’espressione è passata in inglese e ha dato la parola flirt, poi questa parola è tornata in francese qualche secolo dopo.

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Siamo nell’estate del 1565 e il futuro Re di Francia, Enrico IV, trascorre le vacanze estive dalla madre, Giovanna d’Albret, alla corte dei Re di Navarra a Nérac. Lo stesso estate, il Re Carlo IX, che aveva iniziato un giro di Francia nel 1564 per tentare di unire la Francia alla sua persona, arriva a Nérac per visitare la corte di Navarra. Dovete sapere che questo Carlo IX era un appassionato di tiro con l’arco, un misto tra Guglielmo Tell e Robin Hood, e sono organizzati delle gare di tiro con l’arco nel giardino reale. Lo scopo era di colpire un arancia e ovviamente nessuno si rischia a battere l’avversario reale tranne il giovane Enrico IV, tanto abile che ridicolizza addirittura il Re. Il povero Carlo IX non lo sopporta e si scattena un tafferuglio, Enrico IV minaccia di trafiggerlo con le sue frecce e il Re deve scappare nei boschi. I giorni successivi ricominciano le gare ma senza il Re, offeso a morte. Durante una gara, le arance vengono a mancare, ma il giovane Enrico vede una rosa sul seno di una giovane spettatrice, la prende e la mette al posto dell’arancia. Ovviamente, il nostro Robin Hood guascone è il solo a colpire la rosa al centro e senza distaccarla dalla freccia, la riporta alla ragazza.

Potete immaginare la scena ! Gli sguardi che si incrociano, le mani che tremano, i cuori che battono…Bene, avete capito. La ragazza si chiama Fleurette, vive in una casa vicina alle scuderie, ed è la figlia del giardiniere. L’indomani, il giovane Enrico abbandona il tiro con l’arco per un nuovo hobby : il giardinaggio. Aiutato da padre di Fleurette, il giovane principe sceglie un terreno strategico vicino alla fontana, fa delle piantagioni, sistema un graticolato sopra la fontana, ma sopratutto contempla Fleurette che viene venti volte al giorno per prendere l’acqua alla fontana. Una sera, Fleurette si reca alla fontana un po’ tardi : la luna brillava, l’aria era pura, si sentiva il canto di un usignuolo. Possiamo solo immaginare cosa è successo perché i due morosi tornano la mano nella mano e il futuro Re di Francia porta la brocca di Fleurette in testa. Si separano all’ingresso del parco. Enrico torna al castello fischiando e Fleurette torna a casa piangendo. L’indomani Enrico è mandato a Pau dove sarà deciso il massacro dei protestanti.

Ovviamente, Enrico e Fleurette si giurano amore eterno, che lui tornerà il più presto possibile, che non guarderà le altre ragazze. Lei dice che l’aspetterà ogni giorno davanti alla fontana. Mentre Fleurette aspetta alla fontana, Enrico dimentica Fleurette fra le braccia delle damigelle d’onore di Caterina de’ Medici. Quando il principe, dopo quindici mesi, torna a Nérac, Fleurette è solo un lontano ricordo.

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Fleurette tenta di vedere Enrico, ma lui è circondato da nuvole di ragazze e non è più interessato dalla giovane contadina. Un giorno, nel parco, Enrico scorge la bella e triste Fleurette e l’amore rinasce. Dei biglietti sono cambiati, un appuntamento è previsto alle otto della sera alla fontana. Enrico aspetta febbrilmente Fleurette, ma lei non si fa vedere. Sui bordi della fontana dovo gli adolescenti si sedevano, c’è una bachetta e Enrico riconosce la freccia con una rosa appassita all’estremità. Una carta è legata alla punta, ma non c’è più abbastanza di luce per leggere il messaggio. Enrico corre al castello, apre il biglietto e legge queste parole : “ho detto che lei mi troverebbe alla fontana. Forse lei è passata davanti a me senza vedermi. Torni e cerchi meglio. Lei non mi amava più….ci voleva….Dio mio ! Perdonami…”. Il corpo di Fleurette fu ritrovato dove, oggi, c’è la statua.