Animali : Il gatto diabolico !

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Non vi lasciate abbindolare dagli occhi blu, è semplicemente un volgare gatto di grondaia che pensa di avere un pedigree e di essere un gatto siamese. Lo vedete al suo posto favorito, la forca di un catalpa, pronto a scotennare un povero disgraziato che passerebbe sotto. E’ già successo e ho due vicini che ormai sono calvi : il più grande si è preso un colpo di rasoio, il più piccolo si è ritrovato con il gatto sulla testa. Una carneficina. I due tizi non mi parlano più e ho evitato il processo chissà come. L’altro giorno, avevo la polizia forestale a casa che stava indagando su una sedicente belva che terrorizzerebbe le cicogne della riserva naturale dietro casa mia. La polizia non pensa che sia una bestia selvatica, ma sospetta il mio diabolico gatto. C’è un testimone che avrebbe visto il gatto vagare verso la  riserva. Ovviamente, la guardia forestale voleva vedere il gatto. Mi dispiace, ho risposto, il gatto viene solo alle ore dei pasti e alla sera per dormire ; è un gatto che pensa di avere un pedigree e quindi di vivere in un albergo. Non ho detto che il gatto era alla dieta da qualche mese perché il veterinario lo trova troppo grasso. Notate che non era veramente una menzogna, semplicemente la polizia non ha fatto la domanda. Finalmente, la polizia se ne è andata poco convinta dalle mie spiegazioni. Inutile dire che ho dimenticato i consigli del veterinario e l’indomani sono andato al supermercato per acquistare una scorta di pappe ! L’estate si avvicina e presto dovrei andare dal veterinario per fare vaccinare l’orrenda bestiola. Solo a pensarci, mi sento male. E’ un gatto che pensa di avere un pedigree, ma che non sopporta i viaggi in macchina. Sto ancora ripensando all’incubo dell’anno scorso. Prima di effettuare l’odissea di due chilometri per raggiungere la clinica veterinaria, sono dovuto andare in farmacia per acquistare uno spray di feliway da spruzzare nell’abitacolo della macchina e nel trasportino. La farmacista, che conosce il mio gatto, mi ha convito che lo spray non sarebbe sufficiente e sono uscito dalla farmacia con una botte di Feliway. Rivedo ancora il sorriso stampato sul viso della farmacista, già che il piccolo spray costa il prezzo di un profumo Chanel !  E’  un gatto che pensa di avere un pedigree, ma che è completamente insensibile ai feromoni sintetici per gatti. Appena il gatto ha sentito il motore che la bestiola si è messa a distruggere il trasportino, poi a pisciare e cagare sui sedili. Quando ho aperto la portiera, il gatto è scappato ed è scomparso durante una settimana. Ovviamente, ho dovuto cancellare l’appuntamento dal veterinario. Nuove spese.  E’ un gatto che pensa di avere un pedigree e che il padrone è proprietario dello château Lafite Rothschild nel Médoc ! Ho comprato un nuovo trasportino modello XXL e dei prodotti per pulire i sedili della macchina. Ho telefonato al veterinario per un nuovo appuntamento e alla figlia di mio fratello per darmi una mano. Non solo ho un gatto che pensa di avere un pedigree, ma anche una nipote che non perde mai il nord e che mi ha chiesto : Quanto ? 5 euro, ho risposto rassegnato. No, 10 euro altrimenti resto a casa. Va bene per 10 euro, ma sarei andato fino a 15 tanto sono disperato ! Eccoci partiti con l’auto che puzzava di prodotti chimici e di Feliway, il gatto miagolando a squarciagola e la bambina seduta sul nuovo trasportino per impedirne la distruzione. Cos’è ? ha chiesto il veterinario. Il gatto ! ho risposto. Ma non l’avevo messo alla dieta ? Lei ha sentito parlare delle cicogne della riserva che scompaiono misteriosamente ? Sì, allora, secondo la polizia sarebbe il gatto, ma tranquillo, caro complice, non ho parlato di questa fottuta dieta che lei ha imposta alla bestiola. La bambina avverte il veterinario che lui farebbe meglio di utilizzare un fucile ipodermico prima di aprire la porta del trasportino, ma tutti sappiamo che i veterinari con 20 anni di esperienza non ascoltano le ragazzine di 10 anni.  E’ un gatto che pensa di avere un pedigree e che ha sempre sognato di una carriera di entomologo, dice la bambina, contemplando il gatto che tenta di  appuntare il veterinario al suo trofeo….Che incubo ! E dire che devo di nuovo chiamare il tizio per l’appuntamento annuale !

Animali : Ho sognato di essere un’orsa canadese !

Mi piacciono i grandi spazi, le foreste infinite, i libri di John Irving e di Arto Paasilinna, la solitudine, il miele, le lunghe sieste in inverno…insomma ho sempre avuto la fantasia segreta di vivere una vita da orso. E sapete il più bello, cari lettori ? Ho realizzato questo sogno grazie all’ufficio del film del Canada che ha sviluppato un progetto magico di immersione interattiva in cui vi mettete al posto di una giovane orsa canadese di tre anni, chiamata semplicemente numero 71, e che campa in un parco nazionale del paese. Un momento di pura poesia e di tristezza infinita. Quindi se apprezzate gli orsi, le nozioni di immerzione interrativa e di cartografia…e se masticate non solo tartine di miele, ma anche un po’ d’inglese, vi invito a cliccare l’immagine sotto.  Non lo rimpiangerete !

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Buon fine settimana a tutti !

 

Médoc : gli uccelli nel giardino di Alex

Per dire la verità, tutti questi uccelli non vivono nel mio giardino, ma tutti vivono entro un raggio di 2 km da casa mia. Le illustrazioni sotto sono di John e Elisabeth Gould, tratte da un libro inglese pubblicato nel 1837 a Londra e intitolato : Gli uccelli d’Europa.

Héron cendré/Airone cenerino ; Bergeronnette des ruisseaux/ballerina gialla ; Cisticole des joncs/Beccamoschino ; Cormoran/Cormorano ; Huppe fasciée/Upupa ; Martin-pêcheur/Martin pescatore ; Aigrette garzette/Garzetta ; Pic épeiche/Picchio rosso maggiore ; Poule d’eau/gallinella d’acqua ; Rossignol philomèle/Usignolo ; Sittelle torchepot/Picchio muratore ; Tarier pâtre/Saltimpalo ; Tarin des aulnes/Lucherino eurasiatico ; Troglodyte mignon/Scricciolo comune

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Médoc : un airone a caccia fra le iridi !

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lunedì primo Aprile. Mentre sto osservando un airone cenerino a caccia nella palude dietro casa mia. Mi sta tornando in mente i versi di una favola di La Fontaine imparata a scuola ed intitolata : l’airone. La conoscete ?

L’Airon dal lungo collo e dal più lungo becco,
che sta su gambe lunghe, a spasso iva nel secco
d’un torrentello e a riva;
come nei giorni belli erano l’acque chiare
e i miei dolci carpioni vedevansi a guizzare
coi lucci in comitiva.

Venian tanto dappresso, che avria potuto al solo
mover del becco, e come se li pigliasse a volo,
mangiarseli in buon’ora.
Ma volle invece attendere d’aver più fame. Assai
egli era in ciò metodico e non usava mai
mangiare fuori d’ora.

Tornato pien di fame più tardi sulla sponda,
non vide altro che tinche a diguazzar nell’onda
e fece il disgustato…

cliccate qui per leggere il seguito.

Niente di più falso di questa favola. Ma, possibile che La Fontaine non abbia mai osservato un airone ? E non lo dico perché, bambino, sono stato traumatizzato da questa favola. Dovete sapere, cari lettori, che tutti i bambini di Francia devono imparare a memoria, un giorno o l’altro, una favola di questo fottuto La Fontaine e recitarla davanti tutta la scolaresca. Che incubo ! Quanti pianti ho versato per imparare questi maledetti versi. Certe persone hanno una memoria da elefante, io ho piuttosto una memoria da pesce rosso ! Comunque, dicevo che La Fontaine non aveva mai osservato un airone, se fosse il caso, il tizio si sarebbe reso conto che l’airone non fa mai il difficile oppure il disgustato come dice lui. Anzi, è un ghiottone  temibile che inghiottisce, a tutte le ore, tutto quello che gli passa in prossimità : carpe, lucci, anguille, vermi, rane…ecc…In inverno, gli aironi fanno anche strage di topi nei prati vicini alla palude e riducono i poveri gatti alla fame….

A Pasqua, accontentatevi di conigli di cioccolato !

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A caso della ruota della fortuna,

Bevetroppo rischia sei quattrini, e gioca.

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Favorito dal destino,

Vince uno stupendo Coniglio.

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Soddisfatto, lascia la festa,

Accarezzando la brava bestia.

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Torna a casa e si corica subito,

Ma si sveglia presto

Colpito da una paura spaventosa

perché sente un chiasso del diavolo !

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E’ il Coniglio, trottando dappertutto,

Che saltella e rovescia tutto.

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Furioso di vedere maltrattare così la sua casa,

Bevetroppo non si tiene più di rabbia,

Pretende buttare fuori l’ospite infelice,

Ma il Coniglio gli salta agli occhi,

tra l’uomo e la bestia una lotta ingaggia

In cui l’uomo non ha il vantaggio.

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Sentendo questo bacano tremendo

Il portiere che è novizio,

Crede che la casa sia a fuoco

E corre al posto di Polizia.

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Gli agenti  corrono alla colonnina di soccorso

Per trasmettere l’allerta al posto di guardia dei pompieri.

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Accorrono con la pompa,

Ma sul luogo, si accorgono dello sbaglio,

E dire che un Coniglio da sei quattrini

Ha messo tanta gente sottosopra !

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– Non è tutto dice la polizia,

Eccomi, è normale che io punisca !

Bevetroppo per soprappiù

manca di essere docciato.

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Intanto, davanti allo specchio,

Il Coniglio ride e si rilassa.

Conclusione :

Quando vincerete un Coniglio da sei quattrini

Non lo mettete mai in camera !!

Potrebbe costare di più

Come lo dimostra questa immagine.

Medoc : gli strani e discreti gatti dietro la casa di Alex !

Forse non lo sapete, ma c’è uno strano “gatto” endemico nel Sud Ovest della Francia, nella regione di Bordeaux, nel Médoc, nelle Lande di Guascogna, nei Pirenei ; non lo troverete altrove. Voglio parlare della genetta che è stata introdotta, da noi, dagli arabi nel VIII secolo. I saraceni utilizzavano la genetta per cacciare i topi e come animale di compagnia. Insomma, la genetta era l’equivalente medievale del nostro gatto domestico. Non possiamo dire che l’animale sia a rischio di estinzione, anzi è molto presente. Stasera, con la macchina, ho mancato investire una genetta sulla strada tra Lacanau e Carcans ! Un gatto ! ho gridato, frenando di botto. Non, mi ha risposto l’amico che mi accompagnava, secondo me, era una genetta. È vero che non eravamo lontano dalla riserva naturale di Cousseau dove ci sono cartelli nella foresta che indicano la presenza di genette.  Per dire la verità, non avevo mai visto una genetta prima stasera ! Ma forse, anche voi, cari lettori, non conoscete questo strano e discreto “gatto” che vive, da secoli, nelle foreste di Guascogna !

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La genetta è un mammifero grande come un gatto, un gatto di cui la testa sarebbe minuta ed allungata, il muso appuntito e le orecchie più lunghe di quelle dei gatti. Come potete vedere sull’immagine : la coda è molto lunga e le serve per mantenere l’equilibrio quando si arrampica sugli alberi. Secondo le rare persone fortunate che hanno già osservato delle genette, il pelo è grigio-biancastro oppure marrone con varie sfumature, è maculato sulla schiena e sulla pancia. Come il gatto, la genetta miagola, grugnisce, sputa, strilla, fa le fusa ; come il gatto, la genetta è un animale carnivoro, notturno, con le unghie retrattili, ma non è un felino. La genetta appartiene alla famiglia  dei viverridi, come lo zibetto e il suricato. Non vedrete quasi mai una genetta nella natura perché la bestiola sfugge la presenza dell’uomo e preferisce le foreste profonde, le paludi impenetrabili. La genetta si nutre di un’ampia varietà di prede :  topi, ghiri, toporagni, uccelli, rane, pesci, uova…ecc…che uccide azzannandole alla nucca. La genetta caccia di notte e la giornata, dorme in cima agli alberi e nei nidi degli uccelli o quelli degli scoiattoli…Quando vi dico, cari lettori, che l’Aquitania non è semplicemente una regione di Francia ma un Universo !

Bordeaux : i cavalli guasconi discendenti di principi arabi

Il telefono squilla, neanche il tempo di dire pronto che sono travolto da un fiume di parole. E’ la figlia di mio fratello che vorrebbe che io venissi alla sua gara dei Pony Games : Dai ! dai ! dai zio ! ti prego, ti prego, vieni a vedere la gara ! Ti supplico, ti supplico ! Sono scocciato perché la gara si svolge un sabato in un paesello del Perigord, non esattamente la porta accanto, ma come dire no ad una bambina di 9 anni ?  Appena, la signorina ha saputo camminare che i genitori l’hanno iscritta all’equitazione. So che mio fratello fa dei sacrifici per pagare i corsi. So ugualmente che la bambina partecipa raramente ad una gara perché l’iscrizione non è gratis quindi non mi sento di rifiutare l’invito.

Mentre le bambine si affrontano in giochi esoterici chiamati : tazze, postino, slalom, pietre, cartoni…ecc…Veramente, io non ci capisco niente ! Tranne una cosa : i pony sono testardi e fanno quello che vogliono. Un disastro indescrivibile, una mischia in cui mia nipote manca di essere calpestata a morte da un pony particolarmente vizioso. Mentre gli allenatori urlano ed i genitori filmano la carneficina, sto pensando che l’Aquitania è davvero il paese dei cavalli. Non lontano da questo paesello, c’è la grotta di Lascaux dove sono stati dipinti straordinari cavalli preistorici ; in ogni prato di questa regione, ancora oggi, ci sono dei cavalli. Lungo l’estuario della Gironda, nelle Lande di Guascogna : i cavalli sono ovunque. Nei paesi baschi, i Pottok  pascolano in libertà nelle montagne ; ci si dice che il piccolo cavallo rispecchia l’anima della sua gente…E poi l’Aquitania è il paese di un mito, Jappeloup, il piccolo cavallo nero di Pierre Durand che ha esterrefatto il mondo intero ai giochi olimpici di Los Angeles e a quelli di Seul.

Dopo la gara, devo portare la bambina a Bordeaux dalla nonna perché i genitori lavorano la domenica. Malgrado la medaglia, la bambina è un po’ triste : la squadra si è classificata all’ultimo posto. Sai cosa potremmo fare domani ? chiedo alla bambina per consolarla. No ? allora, te lo dico, conosco a Bordeaux un posto segreto dove ci sono dei cavalli selvaggi ! ti piacerebbe ? D’accordo facciamo cosi, vengo a prenderti dopo il pranzo, ma non dice niente alla nonna è un segreto.

Nel Médoc, dopo Saint-Estèphe fino alla bocca della Gironda, i cavalli sono ovunque a pascolare nelle maremme. Ma, i cavalli possono trovarsi anche a Bordeaux !

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Siamo a Bruges, un paese in periferia di Bordeaux, dove si trova una riserva naturale. Una minuscola palude grande come un fazzoletto da tasca (appena 265 ettari !) incastrata tra una strada, una ferrovia ed una zona industriale. Un relitto, un vestigio delle grande paludi a nord di Bordeaux che si estendevano ancora su più di 3000 ettari nel XIX secolo. Una volta, queste paludi erano spazi dedicati all’allevamento dei bovini, dei cavalli, alla caccia, alla pesca, alla raccolta del giunco e delle sanguisughe. Poi, le paludi sono state bonificate per creare delle ortaglie, delle attività industriali e non parlo dell’urbanizzazione galoppante negli ultimi 60 anni. Per farla breve, questo parco nazionale è stato creato per la salvaguardia delle specie, più di 2500 tra la testuggine d’acqua, il cavallo, la farfalla Lycaena dispar, la pulicaria (una pianta), la cicogna bianca, il visone, l’avèrla piccola…ecc…che vivono nella palude.

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I pony che vedete sulle immagine si chiamano “poney des Barthes” altezza al garrese compresa fra i 118 e i 148 centimetri. Vivono in libertà nella palude. La specie è a rischio di estinzione. E’  una razza molto antica, il suo antenato sarebbe il Tarpan della steppa. Comunque la sua presenza in Aquitania (Landes) risale alla preistoria. Spesso questo cavallo viene chiamato “purosangue arabo in miniatura” perché il “poney des Barthes” si è incrociato con i cavalli arabi abbandonati dalla cavalleria di Abd el Rahman dopo la sua disfatta di Poitiers. Poi, il “poney des Barthes” fu incrociato con cavalli anglo arabi. Esistevano due popolazioni di questi  pony in Aquitania : Il pony dei pini (estinto dopo la seconda guerra mondiale) che viveva sul litorale atlantico e il “poney des Barthes” che viveva nelle paludi. La parola Barthe designa una palude in guascone. Qui la  mandria è composta da una quindicina di cavalli che vivono all’aperto tutto l’anno. La bambina ha il sorriso stampato sul viso e non vuole più lasciare i suoi nuovi amici. Devo prometterle di tornare nella palude. Per le vancanze scolastiche, dico, quando le iridi gialle delle paludi fioriranno !

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Bordeaux : il grido squillante che annuncia la primavera

Da mesi il giardino è in stato di abbandono. Colpa della pioggia incessante che cade da mesi, ma soprattuto della mia pigrizia. Finalmente, oggi, il sole splende, la temperatura è di 16 gradi e mi decido a fare un po’ di giardinaggio. C’è tanto da fare che non so da dove cominciare : devo rastrellare i miliardi di foglie che si sono accumulate durante l’autunno, tagliare i rami secchi, passare un prodotto contro il muschio, pulire le aiuole. Dopo due ore di lavoro sodo, sono riuscito a fare una sola cosa : fermare la partita che si giocava nello stadio vicino. Davvero è stata una pessima idea, voglio dire bruciare queste maledette foglie ammucchiate ed umide. Risultato : la partita è stata interrotta e alcuni giocatori si lamentano di  essere stati intossicati. Poverini. D’accordo ho affumicato tutto il quartiere ma quante storie per un po’ di nebbia !  Spegno il  fuoco e, dopo un paio d’ore, i giocatori possono riprendere la partita. Mentre sto tagliando qualche ramo secco, nel lontano sento un grido squillante che riconosco subito ! Rassicuratevi i rompiscatole del calcio non c’entrano ! Alzo gli occhi al cielo aspettando gli stormi di gru cenerine. Devono ancora trovarsi a qualche chilometro di distanza ma il vociare è riconoscibile tra tutti. Poi, gli uccelli arrivano e volteggiano  sopra la mia casa. Tutto sembra caotico e confuso, ma dopo un momento gli uccelli si mettono in formazione a V e, dopo avere svernato sul bacino di Arcachon, le gru cenerine intraprendono il loro viaggio verso il nord. Il segno a Bordeaux che la primavera sta per arrivare !

Le gru cenerine sopra la mia casa !

Il francese che odiava i gatti

Si chiamava Jean de La Fontaine e non troverete mai nelle 14 favole dove apparisce la bestiola qualcosa di positivo. Francamente, Il bravo La Fontaine avrebbe odiato internet : un universo pieno di immagini e di film dedicati ai gatti. La Fontaine fa del gatto un ritratto poco lusinghiero nel quale il gatto viene sempre chiamato : Alessandro, Attila, Mangialardo, Grippe-fromage, Raminagrobis…ecc…Il gatto caccia con furberia e crudeltà ;  la bestiola è sempre pronta a tradire i suoi amici per i propri interessi…ecc… Sotto un esempio con la favola intitolata : il Gatto e il vecchio Topo dove un gatto nazista sopranominato l’Alessandro di tutti i gatti vuole sterminare tutti i topi del mondo.

Cliccate qui per la traduzione della favola in italiano.

Quando gli animali parlano francese.

Onomatopee francesi : ahan, atchoum. badaboum, bang, bim, boum, brr, bzz, cocorico, coin-coin, couac, crac, cric, crin-crin, croâ, cui-cui, ding ding-dong. drelm ou grelin, drmg, dzing, flac, floc, flic-flac, flon-flon, frou-frou, frrt, glouglou, grr, hi-han, meuh, miam miam, miaou, ouah, paf, pan, patatras, pif, pouf, poum, rataplan ou rantanplan, ronron, snif, tac, tagada, teuf-teuf, tic-tac, toc-toc, tutu, vlan, vraoum, vroum, vrrout….

grenouille

Mentre in italiano la rana fa CRA-CRA (gracida), la rana francese fa  CROÂ-CROÂ (coasse).

gallina

Quando la gallina italiana fa COCCODÈ (chioccia), la gallina francese fa COT-COT-COTCODÊÊÊT ; quando la gallina non cova fa soltanto COT-COT (caquette).

chien

Il cane italiano fa BAU BAU (abbaia), il cane del mio vicino che mi sveglia ogni mattina alle cinque fa OUAH OUAH (aboie).

coq

Il gallo italiano fa CHICCHIRICHI (canta) invece il gallo francese che ha sempre i piedi nella merda fa COCORICO (chante).

vache

Mentre la mucca italiana fa MUUU (mugisce), la mucca francese fa MEUH (beugle, meugle o mugit).

cochon

Quando il maiale italiano fa OINC (grugnisce), il maiale francese  fa GROIN-GROIN (grogne).

chat

Il gatto italiano fa MIAO (miagola), il gatto francese è più generoso e fa MIAOU (miaule). A volte, i gatti fanno anche RON-RON…

Nicolas Poussin

Il pulcino italiano fa PIO (pigola), il pulcino francese fa PIOU-PIOU (piaille o pépie).

souris

Il topo italiano fa SQUIT (squittisce), il topo francese emette piccoli versi stridenti (couine).

oiseau

Mentre l’uccello italiano fa CIP (cinguetta), l’uccello francese fa CUI-CUI (gazouille).