Ci sono soltanto i luigi d’oro che piacciono a tutti !

moneteoro

La produzione di monete d’oro in Francia (1936).

Quando ero bambino non c’era l’euro, ma i franchi. Posso dirvi che c’erano anche due tipi di franchi : i vecchi franchi e i nuovi franchi. I vecchi franchi erano scomparsi da quaranta anni, ma le vecchiette di Bordeaux continuavano a dire mille franchi invece di dire dieci franchi e un milione di franchi invece di dire dieci mille franchi. Insomma la gente aveva l’impressione di essere ricca con un milione di franchi e povera con dieci mille franchi ; dieci mille nuovi franchi corrispondevano a 1500 euro di oggi. Questa storia dei vecchi e dei nuovi franchi non dava fastidio a mia nonna perché lei era scocciata da un’altra cosa : i centesimi di franchi. Quando un commerciante le rendeva i centesimi gialli da 5, 10, 20, mia nonna non osava più riutilizzare quei centesimi e gli spiccioli finivano in una specie d’urna funeraria che troneggiava sul camino del salotto. Quante liti hanno avuto i miei nonni a proposito di questi centesimi di franchi sopratutto che mio nonno era abbastanza tirchio. Una volta l’anno, mi ricordo che mio nonno andava in banca a cercare la carta per fare i rotoli di monete e  il povero trascorreva un’intera giornata a fare la cernita, contare ed avvolgere tutti questi maledetti centesimi. Ovviamente, mia nonna che conosceva suo marito, preferiva andare a fare un giro durante la giornata dei centesimi. Poi, sono arrivate le carte di credito e mia nonna ha pensato che il suo incubo fosse finito con l’informatica, ma niente è veramente cambiato perché, tranne i supermercati, i commercianti, ieri come oggi, non accettano le carte di credito sotto un certo importo. Mi ricordo ancora come lei mi diceva quanto ero fortunato perché, nell’anno 2000, non ci sarebbe più la moneta  fisica, che vivrei in un paradiso dematerializzato. Siamo nel 2014, mia nonna è morta venti anni fa, ho ereditato della casa e c’è sempre la specie d’urna funeraria che troneggia sul camino e che mi fa l’occhiolino. Ho ereditato anche del difetto di mia nonna e la vecchia urna funeraria trabocca di monete rosse da 1,2 e 5 cent di euro perché anch’io non oso utilizzare i centesimi d’euro nei negozi. Cara nonna hai sbagliato le monete esistono ancora !

Un giorno d’estate atroce

Sabato 20 luglio.

Per me, oggi, è stato un giorno d’estate atroce. Voglio dire veramente, letteralmente atroce. Sapete cos’è un giorno atroce ? No, perché se pensate che un giorno d’estate atroce sia la temperatura fuori che sfiora i quaranta gradi ; se pensate che sia un giorno di luglio al lavoro mentre quasi tutti i vostri colleghi sono in vacanza ; se pensate che sia guardare il giornale televisivo che sta raccontando, per ore, i tormenti dei turisti negli ingorghi sulla strade verso Bordeaux ; se pensate che siano cose veniali di questo tipo, allora sbagliate !

Un giorno d’estate atroce è sentire lo squillo del telefono, rispondere e mettersi ad urlare davanti agli occhi spalancati dei colleghi perché, tra i singhiozzi del vostro interlocutore, non avete capito niente al discorso tranne due parole : il nome di un amico e la parola suicidio. Un giorno d’estate atroce è tornare a casa piangendo, per le strade deserte, raggelato fino al midollo ; prendere un bagno caldo che non riesce a riscaldare le vostre ossa ; sdraiarsi sul letto e ripetere : non è possibile, non ci credo, è un incubo, devo svegliarmi….ecc…sapendo pertinentemente che tutto è realmente avvenuto.

Un giorno d’estate atroce è ricordare mille cose di questo ragazzo : una vacanza in camping, le giornate interminabili insieme sulla spiaggia a sbirciare le ragazze, una sbornia, un pranzo in famiglia, un compleanno, uno strano viaggio in treno nei paesi baschi ; il suo sorriso, la sua gentilezza senza limite. Era pasticciere di mestiere e gli ordinavamo sempre i nostri dolci per i compleanni e lui non voleva mai essere pagato per quei dolci. Quante volte mia madre si è arrabbiata e l’ha costretto ad accettare i soldi per i dolci !  Non era un ragazzo fortunato. Bambino era stato operato al cuore e adolescente aveva avuto un grave incidente stradale. Sembrava sempre sfuggire qualcosa e, per esempio, andava volontieri lavorare all’estero : Cina, Thailandia, Messico…ecc…Di recente aveva aperto un ristorante a Bordeaux con un socio, ma l’avventura è finita male perché i due campavano in un minuscolo appartamento sopra il ristorante e, dopo un momento non si sopportavano più. Il socio che aveva la maggioranza nel ristorante l’ha buttato fuori e il ragazzo è tornato dai genitori.

Un giorno d’estate atroce è sentirsi colpevole di non avere notato nessun segnali d’allarme. Vorrei tanto tornare indietro e dirgli : va bene, ho quattro soldi in banca, voglio aiutarti, facciamo un prestito per un nuovo ristorante ! Perché lui continuava a sorridere ed a essere gentile ? Perché non mi ha mai parlato ? Forse tornare dai genitori a quasi trenta anni è stato un fallimento totale per lui. Voglio dire quando le tue sorelle sono sposate, tutti i tuoi amici lavorano e hanno figli e tu devi ricominciare a zero : accettare lavori interinali, fare la stagione estiva in un ristorante sulla costa atlantica…ecc…mercoledí il ragazzo mi aveva invitato ad un aperitivo ma non ho potuto liberarmi. Secondo un altro amico, il ragazzo stava bene, rideva, scherzava, aveva un nuovo progetto professionale, si era innamorato di una ragazza e parlava già di un bambino. Cosa è successo nella notte, nessuno lo saprà mai.

Un giorno d’estate atroce è trovare il coraggio domani di presentare le mie condoglianze ad una famiglia distrutta che ha scoperto il figlio impiccato nel garage.