Giornata internazionale della donna : 14 milioni di urli

All’occasione della giornata internazionale della donna, la regista francese, Lisa Azuelos, ha realizzato 14 milioni di urli, un cortometraggio che denuncia il flagello dei matrimoni forzati attraverso il mondo. Lisa Azuelos dice : “Non riesco a capire perché le donne sono ancora vittime di schiavitù oggi, perché la comunità internazionale accetta che 14 milioni di ragazzine siano sposate a forza e si facciano violentare ogni anno”. E non pensate che i matrimoni forzati siano roba del terzo mondo, in Francia, ogni anno, 70.000 ragazze sono vittime di matrimoni forzati. Per dare più risonanza al suo film, Lisa Azuelos ha chiesto ad Alexandre Astier e Julie Gayet, attori francesi conosciutissimi in Francia, di interpretare i genitori della piccola Emma. Il film inizia all’uscita del liceo quando Emma, dodici anni, dà appuntamento al cinema ad un ragazzo e finisce sull’urlo di Emma quando il vecchio perverso che lei si è dovuta sposare abbassa i suoi pantaloni.

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11 novembre : i negri seppelliti ai piedi della duna del Pyla

Già se pensate a come furono trattati i soldati bianchi durante questo mattatoio internazionale che fu la prima guerra mondiale, immaginate un po’ quale fu il destino dei giovani africani, strappati dalla loro terra, per essere anche loro mietuti come campi di grano sul chemin des Dames, a Verdun oppure a Craonne. Mentre, oggi, si celebra i sacrifici, l’eroismo dei combattenti e la fine della prima guerra mondiale, vorrei ricordare la memoria di 1200 tirailleurs senegalesi morti obbrobriosamente nei dintorni di Arcachon e seppelliti in una fossa comune ai piedi della duna del Pyla.

Questi 200 000 tirailleurs senegalesi che la Francia mobilitò e arruolò sotto la bandiera francese in difesa della Madrepatria non vennero tutti dal Senegal ma da tutto l’impero francese : Senegal, Mali, Ciad, Burkina Faso, Guinea. Nel 1916, lo stato maggiore francese decise di creare un campo di tirailleurs senegalesi nella palude del Courneau sul comune di la Teste-de-Buch, oggi una frazione di Arcachon dove si trova la duna del Pyla. Di questo campo che fu soprannominato il campo della miseria oppure il campo dei negri, ne rimane niente tranne qualche cartolina postale ingiallita e un monumento perso nell’immensità della foresta delle Landes di Guascogna dove era situato il campo, su un terreno chiamato pomposamente : la necropoli nazionale di Natus. Si dice che l’anno prossimo, dopo quasi 100 anni di dimenticanza, i nomi di questi morti verranno iscritti sul monumento.

Il campo del Courneau nel 1916

Questo campo del Courneau, il più grande campo di tirailleurs senegalesi di Francia, doveva essere un luogo di transito per i soldati in provenienze dall’Africa e di riposo per i soldati africani dopo mesi a combattere sui campi di battaglia del nord e dell’est della Francia. In realtà, fu un inferno in cui 1200 tirailleurs senegalesi morirono in modo spaventevole da un’epidemia di polmonite.

Immaginate un campo composto da 600 baracche di legno e un ospedale di campagna costruiti su una palude insalubre. Ogni baracca era lunga 30 metri e larga 6 metri. In questi 180 metri quadrati erano stipati più di 100 soldati. Queste topaie, focolai d’epidemia, avevano un suolo in terra battuta, erano aperte ai quattro venti e alla pioggia. Non c’era il riscaldamento e solo il piccolo “ospedale di campagna” disponeva dell’elettricità. Per quanto riguarda l’acqua potabile e i sanitari, non esistevano. I soldati dovevano utilizzare il canale che collega il bacino di Arcachon al lago di Sanguinet.

Quando si sa gli autunni umidi che possiamo avere nei paesi immobili con questa pioggia che può cadere per mesi, gli inverni freddi e le estati africane non è sorprendente che dei soldati possano morire di polmonite. Ma il clima solo non può spiegare perché 1200 soldati morirono al ritmo di 2 a 3 ogni giorno dal 1916 al 1917.

Perché l’incubo non finisce qui. I soldati neri non avevano diritto a vestiti invernali, stivali, copertine, soffrivano della mancanza di cure, di maltrattamenti, venivano addirittura affamati. Ma il più terribile è che servirono probabilmente di cavie umane per delle sperimentazioni mediche in vista di trovare un vaccino per fermare l’epidemia di polmonite. E non pensate che inoculare il pneumococco a dei soldati malnutriti e vivendo in queste condizioni precari non vi decima 1200 uomini in qualche mese.

Volevo ricordare questi soldati dimenticati dalla Storia perché, oggi, esiste solo questo monumento e qualche tomba al cimitero di Arcachon. Spero che l’anno prossimo, i soldati seppelliti ai piedi della duna del Pyla, sulla strada tra Arcachon e Sanguinet, possano finalmente ritrovare i loro nomi.

David Bowie versus Gabriele d’Annunzio

Triste, stamane, vedere i 45 milioni di articoli su Google news Italia dedicati al nuovo album di David Bowie e alla sua presunta vita sessuale sbrigliata mentre non c’è una sola riga per il poeta italiano Gabriele d’Annunzio. Silenzio stampa. Forse non lo sapete, ma noi, ad Arcachon, festeggiamo un altro “viveur” tutto italiano : Gabriele d’Annunizio. Perché, oggi, sono i 150 anni della sua nascita. La storia è abbastanza conosciuta : Gabriele d’Annunzio  si rifugiò ad Arcachon, nel quartiere del Moulleau, dal 1910 a 1915, non per il clima, l’oceano, le ostriche, la simpatia della gente…ma per sfuggire ai suoi  creditori italiani. Anche ad Arcachon avrà una vita fatta di continue avventure galanti e lusso e dovrà lasciare la città per sfuggire questa volta ai suoi creditori di Arcachon.

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Comunque Arcachon, il quartiere del Moulleau, la villa Saint-Dominique e la villa Caritas dove visse d’Annunzio, ispirarono al poeta la poesia : La Leda senza cigno e l’opera teatrale scritta in versi francesi : il martirio di San Sebastiano per la ballerina Ida Rubinstein con la collaborazione di Claude Debussy. Ancora oggi, alla sera, potreste bene scorgere l’ombra eccentrica di Gabriele d’Annunzio passeggiare con i suoi due levrieri lungo la spiaggia del Moulleau. Comunque sia al Moulleau una via porta suo nome ed un bellissimo busto, square des arbousiers,  è stato inaugurato qualche anno fa.

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Il busto di Gabriele d’Annunzio ad Arcachon

C’è un aneddoto divertente a proposito di d’Annunzio ad Arcachon. Secondo il poeta, il clima umido della città era responsabile del suo stato depressivo e quindi il tizio fece venire da Bordeaux un simpatico dottore : “Dottore, si lamentò d’Annunzio, mi sento triste, non c’è la faccio più, ho delle caldane, la sera mi viene l’angoscia. Il medico guardò lungamente d’Annunzio e  disse : “vedo, vedo…vi faccio subito la prescrizione poi il medico si sedette ad una tavola e scrisse : Mouton-Rothschild 1895.

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I pastori, tratta dalla mia “anthologie bilingue de la poésie italienne”

Ma possibile che sia solo un piccolo paese sulla Costa Atlantica, vicino a Bordeaux, a ricordarsi del poeta italiano ?

Festa della Donna : Oggi su questo blog non parleremo di Saint-Exupéry !

Cari lettori, ma sopratutto care lettrici, ci siamo ! Oggi è la festa della Donna, la vera, l’autentica, quella garantita senza fosfati dal 1911. 364 giorni per l’uomo, un giorno per la Donna ! Secondo me, meglio riderne che piangerne, no ? Oggi, i giornali televisivi francesi evocheranno  tra la pera e il formaggio (al momento del dessert) le discriminazioni di cui sono vittime le Donne, le violenze coniugali, i diritti beffati, gli  omicidi…sì, sì, avete letto bene : gli omicidi. Perché dovete sapere, care lettrici, che l’assassinio di Donne è uno sport nazionale in Francia ; ogni anno, secondo le statistiche quasi 300 Donne vengono fatte fuori. Oggi, alla televisione francese, tra due spot pubblicitari maschilisti, ci saranno servizi strani che racconteranno come le lavatrici, gli aspirapolvere e altre lavastoviglie hanno “liberato” le Donne ; fortunatamente, controbilanciati da altri servizi  sui canali tematici cioè confidenziali che racconteranno le lotte delle Donne per il diritto di voto, il divorzio, la contraccezione, il lavoro….Dopo tutto questo casino, non si riparlerà più delle Donne fino al prossimo 8 marzo !

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Sono sicuro che avete sentito parlare di Saint-Exupéry, Mermoz, Rolland-Garros, Santos Dumont, i fratelli Wright…ecc…ma avete già sentito i cognomi seguenti : Deroche, Bernard, Bolland, Boucher, Bastié ?

Oggi, in occasione della festa della Donna, vorrei ricordare cinque donne francesi, cinque aviatrici dotate di personalità fuori dal comune, di coraggio straordinario, di determinazione  infallibile, che hanno scritto la storia dell’aviazione spesso pagandolo con la loro propria vita. Tre di queste aviatrici : Adrienne Bolland, Hélène Boucher e Maryse Bastié si impiegarono fortemente in favore del femminismo e lottarono con accanimento per il diritto di voto alle donne.

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Raymonde de Laroche

Elise Deroche detta la “baronessa” Raymonde de Laroche  (22/08/1882 – 18/07/1919). Aviatrice francese. E’ stata la prima Donna al mondo ad ottenere il suo brevetto di pilota, consegnato dall’Aero-Club de France l’8 marzo 1910. Fra 1910 e 1914 solo 15 aviatrici ottennero il brevetto mentre, nello stesso tempo, 1600 uomini  riceverono il brevetto di pilota. L’8 luglio 1910, durante il meeting di Reims, Raymonde si schiantò al suolo con il suo aereo e riportò  numerose fratture. Nostra intrepida baronessa tornerà a volare solo nel 1912. Nel 1913, Raymonde vinse la coppa Femina per essere stata la prima Donna a compiere un volo di 323 chilometri in circuito chiuso ! Dopo l’armistizio, Raymonde riprenderà i voli ed a bordo di un piccolo biplano Caudron G.3  raggiungerà i 4800 metri, il 12 giugno 1919, diventando “la Donna la più alta del mondo”. Purtroppo, Raymonde de Laroche muore nel mese di luglio, quando il suo istruttore che si trovava ai comandi ebbe la pessima idea di fare il giro della morte di troppo. I due morirono sul colpo….

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Suzanne Bernard

Suzanne Bernard (1893 – 10 marzo 1912) muore a meno di 20 anni mentre passava la terza ed ultima prova del brevetto di volo. Il suo biplano entrò in vite dopo una curva sbagliata….Se Suzanne Bernard avesse riuscito  il brevetto, sarebbe stata tra le prime dieci Donne ad essere diplomata dall’Aéro-Club de France….

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Adrienne Bolland

Adrienne Bolland (25/11/1895 – 18/3/1975). Di Adrienne Bolland sono stati scritti tanti articoli e libri ! Un vero personaggio di romanzo. A 24 anni, dopo essersi rovinata dalla sua passione del gioco, Adrienne Bolland decide di lanciarsi in una carriera di aviatrice. Nel 1920, sarà la prima donna del dopo guerra a prendere il brevetto di pilota ! Poi, Adrienne è assunta dall’azienda francese Société des avions Caudron per fare parte della squadriglia acrobatica. Un piccolo aneddoto per fare capire il carattere di Adrienne Bolland. La ragazza sognava di possedere il suo proprio aereo e ne chiese addirittura uno a suo padrone. Ti darò un caudron G-3 quando sarai capace di fare un giro della morte, scherza il tizio! qualche minuto dopo, Adrienne  rilevò la sfida e ebbe l’aereo facendo non solo uno ma due giri della morte ! In una gara, la ragazza riuscì ad infilare 98 giri della morte. D’altronde, la ragazza possiede un record ancora  imbattuto oggi cioè 212 giri della morte in 72 minuti !

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Il caudron G-3

Sempre nel 1920, Adrienne Bolland è inviata in Argentina per fare dei meeting aerei e delle dimostrazioni per l’azienda Caudron. Il primo aprile 1921, Adrienne riuscirà il sorvolo della Cordigliera delle Ande, prima di lei, cinque uomini avevano lasciato la pelle nel tentativo. Un colpo di follia ! Adrienne aveva solo un vecchio biplano che non poteva superare i 4300 metri di quota, ma la vigilia, una veggente le avrebbe indicato la strada. Quando l’aereo decollò di Buenos Aires, il primo aprile 1921, Adrienne non aveva né carta, né apparecchio di navigazione tranne il sole. Per proteggersi del freddo, la ragazza era avvolta in un materasso e per proteggersi dei condor, un pugnale ! Dopo solo 4 ore e 17 minuti, Adrienne atterrò a Santiago mezza-morte di stanchezza e di freddo. Il volo di ritorno fu terribile. L’aereo si scontrò in volo con uno stormo di condor, uscendone con l’elica spezzata. Adrienne è costretta ad un atterraggio di fortuna in cui restò ferita. Tutti in Francia la davano per morte, ma Adrienne è soccorsa da una tribù di indiani, e dopo un mese nella giungla a lottare contro gli anaconda, Adrienne riuscì a raggiungere la costa. Tutta la vita di Adrienne Bolland fu così cioè frenetica….

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Hélène Boucher

Hélène Boucher (23/5/1908 – 30/11/1934). A 22 anni, il 4 luglio 1930, Hélène Boucher ottiene il suo battesimo dell’aria. Hélène Boucher diventa allora amica di aviatrici famose quali Maryse Bastié, Adrienne Bolland e Maryse Hilsz, tutte impegnate per la concessione alla donne del diritto di voto. Il 21 giugno 1931, Hélène Boucher ottiene il brevetto dopo aver volato per diciassette ore e quaranta minuti e compiuto trenta atterraggi. Nel 1932, Hélène è la prima donna ad ottenere il brevetto per il trasporto pubblico e compra un aereo Moth Gipsy. Ma lei sogna un grande raid e per una sfida con degli amici, l’anno seguente, mette a punto un raid Paris-Saigon. A Pisa deve atterrare per delle noie al motore. Riparte, si ferma a Napoli e ad Atene, poi i cieli della Turchia e della Siria. Fa tappa ad Aleppo dove è stata organizzata una grande festa, poi il deserto che sembra non finire mai. Un rumore al motore la obbliga a fare scalo a Romadi, in Iraq. Il basamento dell’aereo è distrutto. Con un trattore e delle guide che conoscono il deserto, raggiunge Baghdad. Riparato l’aereo in maniera rudimentale,  riuscì a raggiungere Il Cairo dove ammetterà di aver fallito nell’impresa. I giornalisti la inseguono e la radio continua a parlare di lei. Non ha portato a termine la gara ma è diventata una celebrità internazionale, idolo del pubblico e viene chiamata “Le ali della Francia”.

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Pubblicità per gli aerei Caudron-Renault

Sempre nel 1933, in luglio, Hélène Boucher è la prima aviatrice a partecipare alle dodici ore d’Angers, cinquanta chilometri di giri della morte ; in agosto, a bordo di un aereo Mauboussin, la ragazza batte il record femminile dell’altitudine con 5900 metri !  Nel 1934, Hélène Boucher, raggiunge il record di 235 km all’ora, poi 409, poi 445. Non ha più tempo per nient’altro e quando un record e’ superato, se ne propone un altro. L’ingegnere Rifford mette a punto un nuove aereo, il “Supersqualo”, Hélène, nel novembre del 1934 vi sale a bordo e vicino a Versailles precipita. Aveva solo ventisei anni.

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Maryse Bastié

Maryse Bastié (27/02/1898 – 6/07/1952). Maryse Bastié nata Marie-Louise Bombec. Detentrice, nel 1931, del record  della più grande distanza percorsa da una donna pilota quasi 3000 chilometri. Maryse Bastié accumulerà più di 10 record internazionali  con, per esempio, quello del più lungo volo realizzato da un aeroplano leggero. Orfana di padre, Maryse Bastié fu operaia in una fabbrica di scarpe e scoprì l’aviazione sposando il pilota Louis Bastié. Dopo la morte del marito in un incidente aereo, Maryse Bastié prende la successione e si mette a battere tutti  i record possibili. Nel 1928, a bordo di un Caudron C109, il record femminile di distanza con 1058 km ; nel 1930, lei stabilisce il record di durata femminile con 37 ore e 55 minuti ; Nel 1931, migliora il suo record di distanza con un volo di 3000 km ; in dicembre 1936, Maryse Bastié realizza sola la traversata dell’Atlantico Sud, collegando Dakar a Natal (3173 km) nel tempo record di 12 ore e cinque minuti. La seconda guerra mondiale non interruppe la sua carriera. Capitano dell’aeronautica, cumulando 3000 ore di volo, comandante della legione d’onore, Maryse Bastié trovò la morte in un volo di prova durante un meeting aereo, a Lione il 6 luglio 1952…..

Buona festa della Donna a tutte le lettrici di Bordeaux e dintorni !

Alex