Gente d’estuario in autunno

Questo slideshow richiede JavaScript.

Si dice che a nord di Bordeaux, tra fiume e oceano, esisterebbe una penisola incontaminata di forma triangolare dove vivrebbe un popolo che sarebbe l’ultimo popolo cacciatori-pescatori-raccoglitori d’Europa; si dice ancora che questa gente parlerebbe uno strano francese pieno di guasconismi difficilmente comprensibile per il comune dei mortali. Si dice che gli uomini di questo paese sono cacciatori, pescatori, cercatori di porcini ed altri funghi che crescono nelle antiche foreste dunali a ridosso dell’oceano; si dice che gli uomini sono anche pastori in una parte di questa penisola che si chiamerebbe il paese mezzo-morto e fanno naufragare la notte le navi nel golfo di Biscaglia; si dice che le donne camminano a gambe nude nelle paludi fino ad avere le gambe coperte di sanguisughe e che vanno venderle a Bordeaux con altri rimedi magici; si dice che esse raccolgono anche porri, fragole e piselli che crescono tra i filari di vigna; si dice che questa gente per guadagnare quattro soldi, in questo paese selvaggio, fanno la vendemmia dai ricchi proprietari bordolesi…e io che sono svegliato ogni mattina da colpi di fucile, io che vedo la gente fare la raccolta dell’uva, io che sto aspettando un po’ di pioggia per andare ai porcini…mi dico che le cose non sono molto cambiate in questa penisola chiamata Médoc.

Estuario mon amour. Seconda parte.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Se avete mancato la prima parte, cliccate qui! Jean-Pierre Gauffre che ha scritto un piccolo dizionario assurdo e impertinente di Bordeaux e della Gironda – e anche, se siete interessati, un piccolo dizionario assurdo e impertinente della vigna e del vino – scrive alla parola estuario: “Mississippi europeo. L’estuario della Gironda è il più vasto e il più pulito d’Europa. Ma ci vogliono tesori di persuasione per convincerne i turisti che assimilano le sue acque dai colori incerti e fiammeggianti all’inquinamento. Sono gli stessi, d’altronde, che hanno sempre difficoltà a capire che quando il corrente va verso l’Oceano, significa che la marea scende e non il contrario. Ecco perché soltanto gli autoctoni risentono veramente quello che succede sull’estuario. Ci si trova alla rinfusa: anguille, alose, nutrie e carrelet sulle sue sponde, isole nel suo mezzo. E anche fusti d’albero, pattumiere in plastica, reti per la pesca, tosaerba, per farla breve, tutto quello che può cadere dentro e inizia così un viaggio verso l’Oceano. Ma resta comunque il più pulito. Poiché ve lo diciamo!”

Meglio di Atlantide : la leggendaria città romana di Noviomagus a nord di Bordeaux !

Se avete mancato la prima parte del racconto e la mappa del geografo greco Claudio Tolemeo che indicava, verso l’anno 130, l’esistenza di una misteriosa città romana paragonabile in grandezza a Bordeaux in mezzo alla penisola del Médoc, cliccate qui. Oggi, partiamo alla scoperta di questa Atlantide bordolese. Tanti scrittori si sono ispirati dal racconto di Platone per scrivere a proposito di questo luogo immaginario chiamato Atlantide : Jules Verne, Gustave Flaubert, Arthur Conan Doyle…ecc…Situare un’atlantide a nord di Bordeaux, nell’estuario della Gironda, è ancora più incongruente dell’Atlantide dello scrittore Pierre Benoit che si trova in un’oasi in mezzo al Sahara e dove la terribile regina Antinea ha come hobby di fare l’amore a morte con i turisti di passaggio, poi di mummificare questi disgraziati prima di esporli nel suo palazzo. Peggio del Sahara, il Médoc di due mille anni fa. Il paese mezzo morte come si diceva allora, un inferno acquatico dove potevano sopravvivere solo gli uccelli di mare e che avrebbe fatto passare quello di Dante per un amabile scherzo. Immaginate che questo mondo esisteva ancora due cento anni fa e uno storico dopo un viaggio nel Médoc di scrivere :  “le nostre belle vallate ben disegnate sono meschine presso di questi spazi immensi, leghe dopo leghe di erbe palustri o secche, spiagge uniformi dove la natura altrove tormentata dagli uomini, vegeta ancora qui come nei tempi primitivi, con una calma uguale alla sua grandezza”. Ed sono quei luoghi di desolazione che furono scelti dai romani per edificare una città ? Eppure sembra che sia il caso…

Questo slideshow richiede JavaScript.

Fa mille gradi sotto il sole, a destra quello che le guide turistiche chiamano il più vasto estuario d’Europa convoglia le sue acque gialle verso l’oceano e dalla vecchia strada provinciale il fiume assomiglia ad un mostruosa strada che sarebbe stata impolverata. I bus convogliano i turisti verso gli châteaux per assaggiare qualche vecchio fondo di botte e respirare la buona aria caricata di pesticidi utilizzati per curare le vigne. Gli abitanti vorrebbero scappare a questo inferno per una giornata in spiaggia, ma è un sogno impossibile e poi la vigna non lo permetterebbe e lei, maledetta, che dà il solo lavoro della penisola. Giro a destra e imbocco una specie di via non asfaltata che si addentra nel cuore di una vecchia palude. La macchina sobbalza e geme ad ogni buca. Meno male che non siamo in inverno perché sarei già impantanato, ma oggi rischio semplicemente di perdere gli ammortizzatori. Stranamente, le vigne hanno lasciato il posto a campi agonizzanti di mais e di colza, c’è anche qualche mucca marina assopita sotto un boschetto di querce e noto che anche le zanzare non hanno la forza di seccare le mucche. Finalmente, il sentiero finisce e devo lasciare la macchina mentre mi appariscono le prime pietre della leggendaria Noviomagus. Siamo a Saint Germain d’Esteuil in una frazione chiamata Brion. Oggi, Saint Germain d’Esteuil non ha un accesso al fiume, ma non era il caso due mille anni fa. Se guardate la mappa sotto, dovete immaginare che tra Saint-Estèphe e Saint-Seurin-de-Cadourne c’era un braccio del fiume che penetrava nella penisola del Médoc e formava un’immensa baia  fino a Saint-Germain d’Esteuil sulla riva est e come questa riva era un’altura ed emergeva sopra la baia ad est e sopra l’oceano ad ovest, i romani deciderono di edificare là la loro  città. Cosi, per raggiungere Bordeaux e fare del commercio si usava il fiume. Insomma, Noviomagus era un’oasi, ma non in mezzo ad un deserto, ma in mezzo ad un universo sommerso due volte al giorno dalla marea…

Il cantiere archeologico sembra abbandonato. Ma chi ha fretta ? Noviomagus aspetta da due mille anni nel fondo della palude e quindi puo aspettare che faccia un po’ meno caldo per vedere tornare gli studenti  in archeologia dopo le vacanze. Le vecchie pietre di Noviomagus abbagliano sotto il sole ; fa tanto caldo che sembrano in fusione. Ma cosa è stato scoperto a Noviomagus ? Per quanto riguarda il periodo romano : un insieme di case e di edifici pubblici, un immenso teatro, dei mulini e un tempio di tradizione celtica chiamato fanum e per quanto riguarda il periodo più tardivo : un castello medievale costruito dentro il teatro. Ovviamente, sappiamo che Noviomagus era una città importante perché c’è questo grande teatro del primo secolo costruito come lo facevano i romani cioè con mattoni. L’insieme è abbastanza bene conservato, ma non è mai stato frugato. Il teatro è costituito da tre parte : l’emiciclo chiamato cavea formato da quattro anelli concentrici su cui riposava la gradinata ; al centro e sotto questa cavea, l’orchestra a semicerchio perfetto che ospitava le autorità ; antistante, il palcoscenico e il muro del palcoscenico che fa 57 metri di lunghezza. L’accesso alla gradinata si faceva grazie a nove corridoi chiamati vomitorium (che strana lingua il latino !) che sfociavano ai piedi di una scala che portava gli spettatori alla cavea del teatro. Nel 1340, un cavaliere esiliato, un certo Arnaud de Bourg, è condannato da sua famiglia a vivere in mezzo a questa pestilenziale palude che è diventato l’antica baia dei tempi romani e si sistema nel teatro utilizzando le pietre per costruire un piccolo castello e continua le sue attività di brigantaggio intorno alla zona di Lesparre. Oggi, rimangono le tracce della torre del castello al centro del teatro…

Lungo questo post, no ? Ma non abbandonate ancora la lettura perché Noviomagus come Bordeaux è legato anche alla leggenda di Carlomagno e a quella di Orlando ! Forse, siete già venuti a Bordeaux e avete visitato le vestigia dell’anfiteatro romano di Bordeaux chiamato il palazzo Gallien. Allora, sapete che i bordolesi dei secoli passati erano come Don Chisciotte e avevano la passione dei romanzi di cavalleria e siccome la storia romana di Bordeaux era completamente sconosciuta, la gente pensava che questo anfiteatro era un palazzo costruito da Carlomagno per la regina Gallienne, la moglie di Carlomagno. Questa credenza era anche legata al fatto che a prossimità, sotto la basilica Saint-Seurin, c’è un camposanto merovingico (potete visitarlo in estate) e in questo camposanto sarebbe stato seppellito l’olifante di Orlando. Adesso, torniamo a Noviomagus perché c’è un’altra leggenda legata ad Orlando e che riguarda i mulini romani di Noviomagus. A Noviomagus sappiamo che c’erano dei mulini perché c’è una carriera dove i romani hanno estratto delle enormi macine e restano nel suolo quattro buchi che hanno la forma di queste macine Allora, sapete che gli abitanti del Médoc, che non sono cugini dei bordolesi per niente, erano convinti che questi buchi erano le impronte del leggendario cavallo Bayard che apparteneva ad Renaud de Montauban, vassallo di Carlomagno, e che avrebbe servito a trasportare la salma di Orlando dopo la battaglia di Roncisvalle fino alla città di Blaye. Renaud de Montauban e il cavallo Bayard avrebbe fatto una pausa a Noviomagus e il cavallo avrebbe lasciato le impronte dei suoi zoccoli nella pietra. Quando si vede la grandezza dei buchi, possiamo facilmente immaginare che questo Bayard aveva un po’ la statura del cavallo di Troia…Spero la passeggiata a Noviomagus vi sia piaciuta !

 

 

Meglio di Atlantide : La leggendaria città perduta a nord di Bordeaux !

f167

Dimenticate un po’ Platone e la sua nebulosa Atlantide. Qui, sopra, avete la mappa della Gallia di Claudio Tolomeo che ha portato alla follia generazioni di geografi e di storici. Sapete perché ? Tolomeo indica a nord di Bordeaux, nell’estuario della Gironda, un’immensa città romana, chiamata Noviomagus, che supera Bordeaux in grandezza. Non è qualcosa di fantomatico, c’è un punto sulla mappa quindi dovremmo ritrovare questa città molto facilmente. Purtroppo, l’estuario era molto diverso due mille anni fa. E’ un mondo in cambiamento permanente e già un abitante di due cento anni fa avrebbe delle difficoltà con la topografia attuale. Per secoli, questa città è rimasta un mito, uno scherzo inventato da un geografo greco per prendere in giro gli storici e geografi delle generazioni future. Possiamo dire che la cosa ha funzionato bene perché questa storia di Noviomagus è diventata una specie di Atlantide bordolese. E tutti di chiedersi dove poteva trovarsi una città romana più grande di Bordeaux nel Médoc. Certi pensavano alle città attuali della penisola del Médoc : Lesparre oppure Pauillac….Insomma gli storici non ne sapevano niente e si bruciavano il cervello con questo nome di Noviomagus. Poi, figuratevi che la città è stata scoperta un po’ più di 50 anni fa in un paesello del Médoc non lontano da casa mia. Quindi nel prossimo post, faremo un giro sul cantiere di questa leggendaria città perduta ormai ritrovata.

Estuario : la strada di Blaye !

blaye

veduta della cittadella di Blaye

Personaggi : mia madre e una coppia di turisti francesi. Luogo : Médoc. Contesto : i turisti si recano a Blaye sulla riva destra dell’estuario con il traghetto.

I turisti : Buongiorno signora, siamo completamente smarriti, lei può indicarci la strada per andare a Blaye ?

Mia madre (che ha la città di Blaye di fronte sulla riva destra della Gironda) Buongiorno, mi dispiace ma non conosco nessun paese che si chiama Blaye nel Médoc. Siete sicuri ?

I turisti : Qualcuno ci ha detto che dobbiamo andare a Lamarque e prendere il traghetto perché Blaye si trova sulla riva destra dell’estuario.

Mia madre (che non capisce niente a questa storia) : Allora, questa persona vi ha ingannato perché non c’è nessun paese che si chiama Blaye sulla riva destra, il traghetto fa la traversata tra lamarque e Blaye !

I turisti : eppure secondo la mappa….

Mia madre (che si scopre una vocazione di geografa) : Secondo me, questo Blaye non è in Gironda, deve essere un paesello più a Nord nelle Charentes, d’altronde non mi sorprenderebbe con un nome così ridicolo, questa gente….

I turisti (che riescono chi sa come ad interrompere mia madre nella sua critica agli abitanti di questo simpatico dipartimento) : No, no, Blaye è in Gironda, è una città classificata all’UNESCO, è rinomata per la sua cittadella edificata da Vauban….

Mia madre (che guarda la cittadella di Blaye nel lontano sulla riva destra della Gironda e sente la sua ragione vacillare) : posso vedere la mappa ?

I turisti : certo, eccola, lei vede bene Blaye di fronte a Lamarque ?

Mia madre (che comincia ad arrabbiarsi di questa presa in giro) : Ma non è Blaye, è Blaye ! Perché storpiate così il nome della città ? La parola si dice Blaye (fa rima con dai in italiano) perché pronunciate Blé (grano in francese) ?

I turisti (che non si lasciano impressionare dalle qualità di linguista di mia madre) : Non lo sapevamo, ma comunque in francese “aye” si pronuncia “é” quindi abbiamo ragione noi, d’altronde si dice bene Saint-Germain-en-Laye (lé) e non Saint-Germain-en-Laye (lai), no ?

Mia madre (che per la prima di sua vita non sa cosa rispondere riesce a balbettare ) : Va bene, imboccate questa strada e continuate per due chilometri, poi girate a destra verso il porto di Lamarque. Buongiorno.

La cosa divertente è che mia madre è stata davvero segnata da questa storia ! In macchina, ogni volta che lei vede una targa “parigina”, la tizia si mette a raccontarvi l’aneddoto…

Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda : terza parte

Se avete mancato la prima parte di questo viaggio, cliccate qui ; se avete mancato la seconda parte dove abbiamo visitato la straordinaria città troglodita di Meschers, cliccate qui. Non è possibile andare a Meschers e non fermarsi a Talmont, uno dei più bei villaggi di Francia. Invece non vi consiglio di andare a Talmont in estate quando la città è piena zeppa di turisti e di visitatori. E’ peggio di San Gimignano. Ma se avete la possibilità di scoprire Talmont in primavera quando ci sono quattro gatti nel paese, allora è un rapimento ! E’ un meraviglioso giardino a strapiombo sul più bell’estuario del mondo : la Gironda. Non lo dico perché sono sciovinista, anzi mi costa un po’ riconoscerlo. Credetemi, per un abitante del Médoc, sulla riva sinistra della Gironda, dire che c’è qualcosa di più bello, sulla riva destra, nel dipartimento della Charente marittima mi strazia il cuore. E ancora non vedete i turisti inglesi che scoprono, esterrefatto, che il più fiorito dei villaggi inglesi non potrà mai competere con Talmont. E’ già tardi e rischio di mancare l’ultimo traghetto per Lamarque nel Médoc, ma cosa non farei per i lettori di Bordeaux e dintorni. Comunque non è grave perché la strada verde, lungo l’estuario, per raggiungere Bordeaux è stupenda. La deviazione vale realmente la pena.

Talmont è una penisola rocciosa che domina la bocca dell’estuario della Gironda. Da Talmont vedete il Verdon sulla riva sinistra e la città di Royan sulla riva destra. La città è stata fondata nel XI secolo, prima c’era un castello circondato da un deserto dove sorgeva un’antica cappella dedicata a Santa Radegonda che apparteneva ad un certo Guillaume Laier. Nel 1094, Guillaume Laier  offrì la cappella ai monaci dell’abbazia di Saint Jean d’Angély. Sempre nel 1094, il signore di Talmon offrì un terreno vicino a suo castello per costruire un borgo : Talmont. Fortunati questi monaci ! Il borgo si ingrandisce velocemente fino a diventare una tappa obbligata  per i pellegrini di Compostela. I benedettini costruirono la nuova chiesa che potete vedere ancora oggi, anche essa dedicata a Santa Radegonda. Volete fare una piccola passeggiata con me nelle vie di Talmont ? Tutte le vie portano alla chiesa sulle scogliere che dominano il più grande estuario d’Europa.

IMGP7599

Non siamo in Inghilterra o in Normandia, ma nel sud-ovest della Francia !

IMGP7474

Nel lontano, le mura di Talmont. La città è situata su una penisola rocciosa a strapiombo sull’estuario, una posizione strategica che permetteva di controllare tutto il trafico marittimo sul fiume.

IMGP7466

Il porto di Talmont a bassa marea. Questa volta, non sono sperduto perché i porti nel Médoc, sulla riva sinistra sono identici e assomigliano spesso a dei rivoli !

IMGP7476

Tipicamente francese !

IMGP7479

Una via di Talmont. Ammirate la casa che crolla sotto i fiori. Il giardiniere dilettante che sono crepa di invidia davanti agli acanti perché da me non riescono a crescere.

IMGP7481

Un’altra via di Talmont. Tutti gli abitanti di Talmont sono giardinieri e fioriscono non solo i loro giardini ma anche le vie, le piazze e anche…il camposanto.

IMGP7516

Una casa tipica della Charente marittima con i muri bianchi e le imposte blu. Talmont è il paradiso delle malvarose con le loro infiorescenze magnifiche, sono ovunque, colonizzano ogni pezzo di terreno. Ovviamente, è vietato raccoglierle, ci sono dei cartelli che invitano gentilmente ma fermamente a non farlo.

IMGP7518

E non potete nemmeno prelevare i semi ! Siamo in Charente marittima e nessuno vi regalerà mai niente ! Credetemi i genovesi e gli scozzesi sono spreconi nei confronti degli abitanti della Charente !

IMGP7499

Il paese è minuscolo ma dovrei arrivare alla chiesa verso mezzanotte, devo fermarmi ad ogni passo per studiarmi i fiori !

IMGP7483

Non solo le malvarose fioriscono a Talmont !

IMGP7502

I giardini all’aperto dietro le case.

IMGP7496

la stupenda chiesa di Talmont sul promontorio roccioso a nord di Talmont. A destra l’estuario della Gironda, sull’altra sponda : la penisola del Médoc.

IMGP7495

A Talmont anche i camposanti sono dei giardini ! I capitelli e le pietre della chiesa che raccontano un mondo popolato da draghi, coccodrilli, diavoli, mostri non spaventano nemmeno i bambini. Perché parlare dell’inferno ? siamo in paradiso sotto il sole dell’Aquitania.

IMGP7493

Nel cimitero, ci sono strani cenotafi, dei piccoli altarini da vedere assolutamente, che ricordano i marinai morti in mare.

IMGP7494

Nel Médoc le chiese sono dei fari, in Charente marittima, gli ex-voto sono delle navi !

IMGP7491

La veduta verso la bocca dell’estuario che conclude il mio viaggio sulla riva dell’estuario della Gironda. Ma, ovviamente, ci saranno altri viaggi di questo tipo sulla riva destra. Adesso devo sbrigarmi se voglio tornare a casa con l’ultimo traghetto della giornata.

Il viaggio di Alex sulla riva destra della Gironda. Seconda parte

Cari lettori, c’è un senso di lettura a questo post. Leggete prima tutto il testo in nero, poi guardate gli scatti…

IMGP7599

Non sono le scogliere di Dover, ma le falesie di talmont e Meschers sull’estuario della Gironda ! 

Se avete mancato la prima parte di questo post, cliccate quiAdesso che siamo sulla riva destra dell’estuario della Gironda, vi porto a nord per scoprire una curiosa e vertiginosa città trogloditica a picco sulla bocca dell’estuario, che corre su più di 4 kilometri nelle falesie calcaree di Meschers (in italiano, pronunciate Mesce). Dopo Saint-Ciers sur Gironde, lasciamo il dipartimento della Gironda e la regione Aquitaine per entrare nel dipartimento della Charente-maritime nella regione Poitou-Charentes…..

IMGP7523

In cima alle falesie di Meschers, ai nostri piedi il più bell’estuario d’Europa : la Gironda !

Benché il Médoc sia di fronte sull’altra riva, abbiamo cambiato di pianeta. E’ un paese tutto collinare che fa pensare alla Svizzera. I viticoltori producono Pinault e Cognac. I paesaggi sono bellissimi, ma i campi di grano sembrano davvero esotici ai miei occhi bordolesi. La gente parla uno strano francese incomprensibile e spiacevole alle mie orecchie bordolesi. Le case sono diverse di quelle che possiamo trovare da noi. Ogni volta è la stessa cosa : Provo della difficoltà a respirare. Sapete perché ? Lo  shock culturale. Devo acclimatarmi. Ma presto sorgono le prime falesie che costeggiano l’estuario della Gironda e solo a vedere il fiume e il Médoc sull’altra riva, ritrovo il mio battito cardiaco normale…

IMGP7528

una parte della citta trogloditica di Meschers dove si trovano le grotte di Regulus

Prima andiamo a vedere le grotte di Meschers, poi al ritorno ci fermeremo a Talmont sur Gironde, un piccolo paese che tutti gli inglesi ci invidiano per la sua bellezza…

IMGP7546

Verso le grotte di Matata

Le grotte nelle falesie di Meschers sono state scavate dall’oceano atlantico circa 60 milioni di anni, ma allora tutto il Sud-ovest della Francia era sotto le acque ! E’ una specie di curiosità geologica perché non ci sono altre falesie di questo tipo lungo l’estuario della Gironda. Certi storici pensano che le grotte siano state popolate sin dalla preistoria. Perché no ? L’Aquitania è famosa nel mondo intero per le sue abitazioni trogloditiche ! Pensate per esempio a Lascaux oppure alla grotta di Pair non Pair che potete visitare sulla riva destra dell’estuario più a sud…

IMGP7550

Un passaggio scavato dall’uomo. La temperatura nelle grotte non scende mai sotto le quattordici gradi.

Comunque sia, le prime tracce di una presenza umana risalgono all’epoca carolingia. Le grotte di Meschers sono sempre state considerate come luoghi sicuri che potevano servire di nascondiglio agli uomini  ; ancora oggi, le grotte sono accessibili solo dall’alto della falesia. I primi ad occupare veramente le grotte furono i saraceni, nel 730, che ingrandirono e allestirono dei sili per lo stoccaggio dei cereali. Questi sili sono ancora visibili oggi. Una volta, i saraceni cacciati da pepino il Breve, furono i terribili viking a terrorizzare la regione nel 844 e la gente si rifugiava nelle grotte appena scorgeva un drakkar risalire l’estuario…

IMGP7559

Una stanza dentro le grotte di Matata racconta la storia della pesca allo storione nell’estuario della Gironda.

Durante le guerre di religione furono gli ugonotti, numerosi nella regione, a nascondersi nelle grotte per sfuggire alle rappresaglie dei cattolici sanguinari, allora le grotte erano utilizzate per celebrare il culto protestante. Vedete le grotte non sono state abitate in continuazione, ma servivano piuttosto di rifugio per tutta la povera gente del paese. Nel Medioevo fino al regno di Enrico IV, le grotte furono occupati dai pirati locali che facevano naufragare di notte le navi accendendo dei fuochi sulla falesia. Nessuna nave poteva allora raggiungere Bordeaux senza essere attaccata e Enrico IV inviò l’esercito per stanare i pirati. Le grotte furono anche utilizzate per la contrabbanda del sale. La Charente-Maritime è stata dall’antichita uno dei principali centri di produzione di sale in Francia. Il paese era esente di gabella (la tassa sul sale) e commerciava con successo con la Olanda e l’Inghilterra. I Re di Francia : Francesco primo e Enrico II soppressero l’esenzione di questa tassa e la gente si mise a fare la contrabbanda del sale utilizzando le grotte di Meschers come nascondiglio…

IMGP7562

Dentro la roccia, una camera da letto allestita come all’inizio del XX secolo. I mobili di questa regione si riconoscono molto bene perché hanno la particolarità di avere le serrature all’orizzontale

Non tutte le abitazioni trogloditiche di Meschers si visitano perché sono abitazioni private e credetemi ci vuole essere milionario per potere acquistare una di queste grotte uniche al mondo ed avere il privilegio di un panorama mozzafiato sulla bocca dell’estuario. Comunque, potete visitare due serie di grotte : le grotte di Regulus che appartengono al comune e le grotte di Matata che appartengono ad un albergo. Il nome Regulus viene da una nave incendiata nel 1814 davanti Meschers. In effetti, siamo nel 1814, la flotta inglese si trova a Bordeaux e Napoleone invia quattro miserabili navi per liberare Bordeaux. Dopo qualche cannonata, le navi francesi per evitare di essere catturate dagli inglesi preferiscono autoaffondarsi davanti Meschers.

IMGP7571

La grotta in cui fu murato vivo il giovane Permilhac di Belcastel

Le grotte di Regulus ospitano un piccolo museo dove sono state ricostituite la vita dei contadini che campavano nelle grotte alla fine del XIX secolo. Dovete sapere che, a questo periodo, tutta la regione è stata devastata dalla fillossera e la gente che lavorava alla vigna non aveva più di lavoro e quindi più i mezzi di pagare un affitto. Il comune ha dato le grotte a questi lavoratori che hanno cominciato a scavare le grotte, costruire dei viottoli, dei gradini, allestire delle camere da letto nella roccia….insomma tutta una pittoresca città troglodita si è costituita. Dico città troglodita, ma secondo me, il museo abbellisce un po’ la realta, doveva assomigliare ad una baraccopoli. Il vantaggio di vivere in una grotta, oltre al panorama è la temperatura che non scende mai sotto i quattordici gradi in inverno e la possibilità di avere il pasto gratis perché basta possedere una rete da pesca per mangiare ogni giorno.

IMGP7577

Panorama mozzafiato sulla bocca dell’estuario della Gironda. Non lo vedete, ma a sinistra c’è la penisola del Médoc ; a destra c’è la città di Royan nel dipartimento della Charente-maritime

Quando si è sviluppato il turismo di massa all’inizio del XX secolo nei dintorni di Royan, i bordolesi venivano in gita fino a Meschers per osservare questi strani “trogloditi” che vivevano come gli uomini preistorici. Poi, il sito è diventato alla moda. Gli abitanti delle grotte hanno cominciato a vendere delle crêpe, delle bibite, hanno aperto dei ristoranti. Se andate un giorno, sentirete sicuramente parlare della signora Guichard, “la” Guicharde come si dice nel gergo locale. La tizia è una specie di personaggio di leggenda : la prima e la sola a farsi scattare davanti alla sua grotte in diverse occupazioni : la Guicharde andando alla pesca ai gamberetti, la Guicharde davanti al suo camino, la Guicharde nella sua camera da letto. Poi, la Guicharde faceva fare delle cartoline postali che lei vendeva ai turisti. Ancora oggi, queste vecchie cartoline sono in vendita all’ingresso delle grotte.

IMGP7588

Le grotte di Matata viste dalle grotte di Regulus. Come l’ho detto è solo una piccola parte di questa città trogloditica che si estende su 4 chilometri.

Dopo gli anni 20, il sito ha conosciuto un successo immenso e tutta la gente benestante della regione voleva la sua grotte e mangiare del caviale di storione. Pensate un po’ che nell’estuario della Gironda negli anni venti pullulavano ancora degli storioni grandi come delle balene e poi sono arrivati i russi. Gli abitanti dell’estuario della Gironda mangiavano lo storione, ma il caviale era riservato alle galline e sono arrivati i russi pronti a pagare somme astronomiche per questo caviale. In qualche anno, la pesca di questo pesche è diventata industriale e lo storione ha mancato scomparire definitivamente. Nel 1982, la pesca allo storione è stata vietata e lo storione e tornato nelle acque dell’estuario. Se andate ad Arcachon, ci sono degli allevamenti di storioni e quindi potete mangiare del caviale in Aquitania. Le grotte di Meschers raccontano anche questa storia.

IMGP7589

Quando pensate che queste grotte furono una baraccopoli e adesso solo i milionari possono comprarsi una grotta a Meschers.

Le altre grotte che potete visitare sono quelle di Matata. Strano nome. Fa pensare a “mia zia” in francese ma c’è una leggenda intorno a questo nome : Charlotte di Trémoille moglie di Henri di Condé, era proprietaria a Meschers del castello Bardon. Nel XVI secolo, la giovane principessa ci faceva delle visite frequenti in compagnia di suo valletto, un certo Permilhac di Belcastel. Nell’anno 1588, Henri di Condé fu trovato avvelenato e, ovviamente, la vedova fu accusata ed imprigionata durante sei anni. Il valletto sospettato di complicità fugge e si nascose nelle grotte di Meschers. Dovete immaginare un povero tizio costretto a vivere  come un miserabile in un buco, escendo solo la notte per passare inosservato. Una mattina mentre il valletto era presso un mulino, qualcuno gli chiese il suo nome e il valletto rispose con una poesia in latino a proposito della bellezza dell’alba  : “Matuta Matutina. La parola mal compresa diventò Matata e la gente si mise a chiamare Permilhac di Belcastel  con questo nome. Un altro giorno, Matata non venne alla cerimonia per il battesimo della campana della chiesa e tutta la popolazione astiosa cominciò a parlare dei rapporti di Matata con il diavolo. Gli abitanti di Meschers vennero spiarlo all’uscita dalla sua grotta, lo lapidarono e lo murarono vivo nella grotta. Erano altri tempi. Permilhac di Belcastel aveva solo sedici anni e la sua principessa diciannove ! Per il resto, anche le grotte di Matata raccontano la storia della signora Guichard. Il post vi è piaciuto ? Non mancate la terza parte dedicata a Talmont sur Gironde, un paese a qualche chilometro a sud da Meschers.

IMGP7594

Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda. Prima parte.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Fa 30 gradi, il caldo è soffocante. La percentuale di umidità nell’aria deve raggiungere il 90%. Solo i vigneti non si lamentano. La mia vecchia Ford non ha il climatizzatore e il riscaldamento è rotto da mesi e ne esce solo aria calda. Ho aperto i finestrini e così posso riempirmi i polmoni di questa deliziosa poltiglia bordolese che i trattori stanno polverizzando nei vigneti. L’odore è caratteristica e non sarà ancora quest’anno che soffrirò di fillossera. La strada dei castelli è deserta, i turisti non sono ancora arrivati oppure sono prudenti e hanno trovato rifugio nelle cantine naturalmente climatizzate dei castelli. Giro a destra in direzione di Lamarque perché devo prendere il traghetto per raggiungere la riva destra dell’estuario, poi continuare verso nord. E’ una lettrice di Bordeaux e dintorni, Merry, che mi ha dato l’idea di questa passeggiata chiedendomi via mail : “cosa c’è da vedere nell’estuario della Gironda” e io ho risposto : Talmont e Meschers sulla riva destra. E adesso vi porto a vedere queste due città che sono uniche al mondo. Se fossimo in luglio o in agosto, forse non l’avrei fatto e comunque avrei dovuto prendere il traghetto al Verdon, ma i turisti non hanno ancora sbarcato e posso permettermi di prendere il traghetto a Lamarque. Nel Médoc, i piccoli porti che siano Margaux, Soussans, Arcins, Lamarque, Saint-Julien….ecc…si assomigliano tutti : Dovete imboccare una lunga e stretta via scassata che sembra portare da nessuna parte e che vi ricorda che dovrete, un giorno o l’altro, decidervi a cambiare gli ammortizzatori della macchina. Francamente, io me ne frego, è come il riscaldamento e poi mancano i soldi. Quando avete raggiunto la fine della via, potete lasciare la macchina sulla banchina, siete arrivati. Lamarque non è diverso dagli altri porti del Médoc. Il parcheggio è più grande, c’è un bar-ristorante. Per il resto è la stessa cosa : come altrove  i carrelet e la palude costeggiano l’estuario, quattro barche finiscono di marcire nel vaso e, come altrove, il comune ha sistemato quattro tavole e un bocciodromo per la gente che vorrebbe venire una dominica  fare un picnic. Dal lettore CD della mia auto esce un vecchio blues di Skip James nel quale il tizio racconta che gli piacerebbe essere un pesce gatto. Due pellegrini di compostela camminano sulla via e devo rallentare perché decisamente la via non è abbastanza larga per due pellegrini e una vecchia Ford. In qualche centinaia di metri, i pellegrini torneranno a sinistra nella palude. Dovrei essere un buon samaritano e avvertirli : Non entrate nella palude ! Se volete posso tornare indietro e portarvi in auto fino a Margaux. Ma sarebbe inutile, non mi ascolterebbero e non mi sento di privare le zanzare di questo pasto. Il parcheggio è quasi vuoto, ma c’è quasi ancora un’ora da aspettare prima di potere imbarcare con la vecchia Ford sul traghetto. Leggo le targhe delle altre macchine che indicano che la gente che sta aspettando vive sull’altra sponda. I due impiegati del traghetto sono al bar, guardano e commentano la tappa del Tour de France alla T.V. Sul molo due vecchi tentano di pescare dei gamberetti, ma anche i gamberetti sono troppo stanchi per abboccare all’amo. E’ una di questa giornata d’estate che potrebbe durare mille anni. Mi sedo su un banco per aspettare il traghetto. Una vecchia signora inglese ha lasciato i suoi due cani gironzolare sul molo. I due piccoli cani sono davvero brutti e di più sono vestiti con magliette. Devono mangiare salmone affumicato ogni giorno, ma per il momento inghiottiscono voracemente gli escrementi che le nutrie hanno lasciato sul molo. Cosa state mangiando ? chiede ai cani la vecchia signora. Come non possono rispondere le designa le nutrie sulla riva. La vecchia donna si mette allora a correre dietro i cani, stava ancora correndo quando ho imbarcato sul traghetto. Non mancate la seconda parte : Meschers (pronunciate Mesce) un paese unico al mondo dove certi abitanti vivono nelle grotte sui pendii della falesia a strapiombo sull’estuario. Vi racconterò anche qualche leggenda locale a proposito di queste grotte.

Estuario : i parigini hanno Versailles, i bordolesi hanno Cordouan. Quarta parte.

IMGP7286

Dobbiamo sbrigarci per la visita perché il nostro tempo è limitato, la marea sta già montando di nuovo. Forse vi chiedete come i faristi facevano per bere e lavarsi quando soggiornavano un anno intero a Cordouan ? Semplicemente ricuperavano l’acqua di pioggia che grondava sulla torre. C’è tutto un meccanismo che permette di portare l’acqua fino alle cisterne situate nella cantina. Prima di aprire le cisterne, i faristi dovevano aspettare che l’acqua di pioggia abbia completamente pulito il sale accumulato sulla torre.

IMGP7298

L’appartamento del Re. Come l’ho detto nel post precedente,  il faro di Cordouan è stato progettato per celebrare la monarchia francese, ma nessuno sovrano ha mai soggiornato nel faro. Forse i Bourbons non avevano il piede marino !

IMGP7293

L’appartamento è stato allestito da Colbert nel 1664 e quindi, ovunque, ci sono degli stemmi che ricordano  Luigi XIV e Maria Teresa d’Austria….

IMGP7297

Il famoso pavimento in marmo nero e bianco nell’appartamento del Re. A cordouan, ad ogni piano c’è un pavimento in marmo di questo tipo, quello della cappella è ancora più bello !

IMGP7305

Al secondo piano, la cappella dedicata a Notre Dame di Cordouan e come siamo nel Sud-Ovest della Francia, c’è una piccola nicchia a sinistra per Notre Dame de Lourdes ! Cordouan è il solo faro al Mondo a possedere una cappella. La cosa si spiega molto bene perché Enrico IV, il tizio che diceva che Parigi valeva bene una messa, doveva provare la sua fede cattolica ogni cinque minuti facendo costruire monumenti religiosi. Poverino. Qui, a Cordouan, parecchi bambini sono stati battezzati ; ogni tanto ci si celebra anche un matrimonio anche se l’ultimo è stato annullato per causa di male di mare ! Quando i futuri coniugi e gli invitati sono arrivati a Cordouan non pensavano più al matrimonio, ma solo a vomitare….

IMGP7300

La cappella è sormontata da questa stupenda volta, divisa in otto campate riccamente decorate. Se avessi fatto il viaggio tre secoli fa, avrei visto un fior di giglio attraverso l’oculo.

IMGP7306

Il pavimento della cappella in marmo nero e grigio….

IMGP7303

Il busto di Louis de Foix, l’architetto che durante 18 anni, dal 1584 fino al 1611, ha costruito il faro di Cordouan. Uno straordinario ingegnere ma uno scarso poeta. Sotto il busto, una volta, c’era un poesia ditirambica, scritta da lui, di pessima qualità nella quale vantava le sue straordinarie capacità e faceva un elenco di tutti i monumenti eclissati dal faro Cordouan. La poesia è abbastanza conosciuta, ma non vorrei infliggerla ai miei lettori. I monumenti eclissati sono ovviamente le sette meraviglie del mondo. La poesia finisce così :

Soit le pallais de Mèdde ou Linsulaire phare

Quy soient mis en ce rang ; que veut-on estimer ?

Bastir dessus la terre est-ce une chose rare ?

Mais quy a déja vu bastir dessus la mer ?

Traduzione : Volete mettere sullo stesso piano di Cordouan : il labirinto di Creta e il faro di Alessandria ? Ma cosa volete paragonare ? Costruire sulla terre è una cosa banale ! Ma chi ha già visto costruire sopra il mare ?

IMGP7309

Al terzo piano : la sala dei Girondini. Ancora quattro piani da salire. Coraggio !

IMGP7311

La lanterna ! Volete vedere il panorama e sentire urlare il vento di Guascogna ? Ho fatto un piccolo film che potete guardare sotto.

Impressionante, no ?

IMGP7340

Mi sono di nuovo bagnato le mutande attraversando il canale tra l’isolotto di Cordouan e questo banco di sabbia. Adesso sono intrappolato perché c’è l’alta marea e la sola possibilità di raggiungere il prossimo banco di sabbia sarebbe di nuotare. In qualche minuto, il banco di sabbia dove mi trovo, sarà completamente ricoperto dall’oceano e se la nave non arriva velocemente, dovrei tornare al Verdon a nuoto !…. Spero il racconto vi sia piaciuto !

Estuario : i parigini hanno Versailles, i bordolesi hanno Cordouan. Prima parte.

Estuario : i parigini hanno Versailles, i bordolesi hanno Cordouan. Seconda parte.

Estuario : i parigini hanno Versailles, i bordolesi hanno Cordouan. Terza parte.