Médoc: tornare nella solitudine dei paesi immobili…

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Oceano: E sulla banchisa spunta un iceberg di pietra!

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E no, non stiamo camminando sulla banchisa e non navighiamo a bordo di un Titanic che si dirigerebbe verso il suo tragico destino. Il vento soffia, ma non è un vento gelido che vi trafora le ossa fino a gelarvi il midollo; non si sente lo scricchiolo del ghiaccio che si sgretola e che ha reso pazzi tanti esploratori; il colore blu  soprannaturale che avvolge questo strano universo non è dovuto ai ghiacciai. Allora dove siete quando guardate questo scatto? Sulla spiaggia di Capbreton nelle Lande di Guascogna dove l’artista, che purtroppo ci ha lasciato quest’anno, Sacha Ketoff, è riuscito a catturare un istante magico, il momento blu. Questo momento tanto particolare sul nostro litorale in cui la spiaggia di sabbia, il cielo e l’oceano prendono questo colore blu fino a confondersi. Quando si svolge il momento blu? Personalmente, io che vivo vicino all’oceano, non sono mai riuscito a vederlo, penso che sia qualcosa che succede a caso, che arriva quando non te l’aspetti più. E l’incongruo iceberg di pietra al centro dello scatto? Sembra un’oasi in mezzo a questo strano universo blu! E’ un vecchio bunker del vallo atlantico. Doveva durare mille anni, ma qui niente resiste all’Oceano, al vento e al sale e, dopo settant’anni, il mostro di cemento, rimodellato dalla natura, è diventato un rifugio per gli uccelli di mare ei granchi.

Oceano : i piccoli angeli custodi del Médoc !

Médoc. Finalmente, dopo un viaggio di più di 150 km tra la città di Bergerac e questo paesello sperduto in riva all’oceano Atlantico, i bambini possono scendere dall’autobus e, gridando, spapagliarsi come uno stormo argentato di voltapietre. L’oceano, nascosto dietro le dune, è tanto vicino che i bambini possono sentirne il rumore. L’istinto, l’eccitazione dei bambini, la voglia di vedere l’oceano è troppo forte. Uno dei bambini, più smaliziato degli altri, comincia a salire la duna e gli altri si mettono a seguirlo. Uno dei prof che sta osservando la scena con uno sguardo benevolo, lancia due o tre parole e i bambini rinunciano a questo progetto per radunare intorno a lui. Io sono qui, un giorno di permesso, perché abito non lontano da questa spiaggia del Médoc e uno dei prof che conosco bene mi ha chiesto di venire fare un po’ la guida. Ovviamente, per gli alunni è un giorno di scuola. Loro partecipano ad un progetto chiamato le “iniziative oceaniche” organizzato da più di 20 anni dall’associazione Surfrider. Quest’anno, in classe, gli alunni hanno lavorato sul tema della spazzatura proveniente dalla Terra e che sta inquinando gli oceani. E dopo tutte queste conoscenze teoriche, oggi, hanno fatto un po’ di pratica iniziandosi alla tutela dell’ambiente raccogliendo, armati di guanti da giardinaggio e di sacchi, i rifiuti sulla spiaggia : carte, pezzi di vetro , bottiglie, scarpe, mozziconi, resti plastici…ecc….Devo dire che durante tutto l’inverno, delle scuole di tutta la regione hanno partecipato a queste operazioni di civismo. E anche se la maggioranza di questi rifiuti sono portati dalle maree e le tempeste invernali, pensateci bene prima di buttare un mozzicone o di lasciare una bottiglia sulle nostre spiagge perché per alcuni di quei bambini di Bergerac, oggi è stato l’unico giorno di spiaggia che avranno quest’estate. Comunque, rassicuratevi non pratichiamo la schiavitù dei bambini, le spiagge sono state già pulite in grande parte dagli impiegati del comune che stanno preparando la stagione. E nel pomeriggio i bambini hanno potuto godere della spiaggia e raccogliere conchiglie.

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Oceano : la bella gente d’Aquitania !

A volte ci sono delle cose che non ti fanno disperare dell’umanità. Per esempio, questo video sotto mi ha davvero commosso. E’  bello, semplicemente. Oggi, venerdi 28 marzo, sono stati rimessi in acqua, sulla spiaggia della Milady a Biarritz, sette cuccioli di foca sui dodici che avevano spiaggiato sulle nostre coste, tre mesi fa, dopo le terribili tempeste di questo inverno. Grazie al lavoro accanito del museo oceanografico di Biarritz in collaborazione con il centro landese di riabilitazione della fauna selvatica : Alca Torda, i cuccioli di foca sono stati curati, alimentati e coccolati. Oggi, dopo tanti sforzi, la ricompensa. I sette primi cuccioli  di foca ad avere ritrovato un peso normale sono stati liberati nuovamente in mare sotto gli incoraggiamenti del pubblico venuto da tutta la regione. E, come potete vederlo nel video sotto, non è stato tanto facile per le foche di lasciare la dolce vita della stazione balneare di Biarritz, ma alla fine l’istinto di libertà è stato il più forte.

 

Oceano : i vecchi mostri marini del Cap Ferret !

Il Cap Ferret. Spiaggia dell’Orizzonte. A Bordeaux non solo c’è gente che viene dal mondo intero per ammirare i graffiti della Bastide sui muri che circondano la vecchia caserma Niel, ma la Street Art si pratica anche sulle spiagge alla fine del Mondo, ma dovremmo piuttosto parlare di Beach Art, no ? Ma guardate, settant’anni dopo, come sono belli i vecchi bunker nazisti del vallo Atlantico modellati dalla Natura e dagli uomini !

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Oceano : la civiltà delle bottiglie vuote e delle scarpe abbandonate

Una domenica soleggiata a trascorrere, con un sacco per rifiuti, il mio tratto di spiaggia per raccogliere vecchie bottiglie e scarpe abbandonate. Un lavoro di sisifo perché la settimana prossima ci vorrà ricominciare. E’  bella la civiltà ! Avrei voluto mostrarvi il tramonto e i delfini che facevano delle capriole tra le onde dell’Oceano, ma ero troppo disgustato dalla gente e stanco da questo lavoro di netturbino. Solo la forza di risalire la duna per tornare a casa nel silenzio dei paesi immobili.

Oceano : Alex, il galletto che mangia dei galletti.

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L’anno scorso, avete incontrato il mio amico, il tizio dei porcini, che avevo paragonato ad un maiale da tartufo tranne che lui è un maiale che fiuta i porcini nelle foreste del Médoc. Ovviamente, la parola maiale designa solo il suo naso infallibile per quanto riguarda il suo fisico è sopranominato Spillo tanto è magro. Il porcino è un fungo endemico nella regione di Bordeaux a tale punto che il suo nome completo in francese è porcino di Bordeaux (cèpe de Bordeaux). Invece i bordolesi utilizzano l’espressione : porcino del Médoc (cèpe du Médoc) perché i porcini crescono in questa penisola a nord di Bordeaux. Quest’anno, il tizio dei porcini che ha l’abitudine di raccogliere, in autunno, tonnellate di porcini nelle foreste del Médoc è disperato perché non c’è un porcino. Colpa del clima ! Troppa pioggia in inverno e troppo caldo in estate. Sono rovinato sospira sopraffatto il povero Spillo. E’ vero è un dramma per il tizio dei porcini che fornisce in porcini tutti i ristoranti di Bordeaux. Il tizio sta perdendo un sacco di soldi e non potrà trascorrere, come al solito, l’inverno nelle Antille. Ma non vi lamentate per il tizio dei porcini perché lui potrebbe raccogliere dei galletti o dei cantarelli che costano lo stesso prezzo dei porcini cioè tra i 12 e 15 euro al kg dai mercanti, ma lui non è interessato perché è un lavoro troppo spossante. Io adoro i galletti, ancora più dei porcini. Se venite un giorno trascorrere un weekend a casa mia in novembre. Non pensate che potreste stare tranquillamente a casa a guardare la partita in t.v  oppure a contemplare il fuoco nel camino mentre fuori c’è il diluvio. Bastone, zaino, stivali di gomma, mega panini  al prosciuto di paese e direzione le foreste dunali di Lacanau a caccia ai galletti. Non sarà una partita di piacere se non siete abituati a camminare. E poi, i galletti crescono nei sottoboschi sotto gli aghi di pino, la brughiera, i ginestroni. E’ un compito delicato perché i galletti sono fragili e non è questione di rastrellare il bosco, altrimenti l’anno dopo, i galletti non tornano. Ovviamente, non sono un mostro e faremmo un picnic in riva al lago di Lacanau guardando pescare i cormorani e chissa potremmo essere abbastanza fortunati per osservare un cervo !

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La sera, stanchi morti, potreste finalmente rilassarvi con un bicchiere di Sauternes in mano mentre vi cucinerei i galletti con aglio e prezzemolo. Sì, io non li vendo. Non male una decina di kg per un pomeriggio a correre nei boschi di Lacanau, ma non abbastanza per una vacanza nelle Antille, al massimo potremmo andare in weekend a Dunkerque oppure a Marcq a Baroeul !

Notate che, anche in francese, i funghi hanno cento nomi diversi secondo le regioni. Ho utilizzato la parola galletto perché linguisticamente nella mia famiglia non si fa la distinzione tra cantarelli e galletti e diciamo galletti anche per le finferle. Notate ancora che il porcino è uno dei rari funghi di genere maschile. Le parole per dire galletti (girolles) e cantarelli (chanterelles) e per designare tutti i funghi velenosi sono di genere femminile forse in omaggio a qualche avvelenatrice famosa !

Cap Ferret : dopo 70 anni in immersione, l’u-boot AR3601 è tornato in superficie !

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Esiste, in Europa, un muro più lungo della grande muraglia cinese, un muro che si estende dal Cap Nord fino alla piccola cittadina di Hendaye in Aquitania : il muro dell’Atlantico. Questo muro, secondo il tizio che l’aveva fatto edificare, doveva durare mille anni. Ma qui, sul litorale dell’Aquitania, niente può resistere cosi a lungo perché la natura non lo tollerebbe e gli enormi pezzi di cemento armato, che costellano le nostre spiagge e che chiamiamo blockhaus, giaciono vinti dall’Oceano, le grandi maree d’equinozio, il vento e la sabbia. Muro terrificante che sembrava inespugnabile ; muro pronto a resistere allo sbarco americano e ad un diluvio di fuoco e che, oggi, non fa paura nemmeno ai bambini. Ormai, I vecchi blockhaus che costituiscono il muro assomigliano alle vestigia di antiche civiltà oppure a dei mostri marini petrificati : certi sono rovesciati sulla spiaggia, altri sono stati inghiottiti dalle dune o riposano nell’Oceano. Quegli animali di cemento danno l’impressione di essere sorti dall’Oceano per arrampicarsi sulle dune, ma è solo un’impressione perché in realtà è il contrario : sono capitombolati dalle cime delle dune. I blockhaus non sono opere d’arte, ma fortificazioni standardizzate però non significa che non suscitano un certo fascino. Sono stati modellati dalla natura col passare del tempo ; conquistati da animali : uccelli di mare, ostriche, pesci, garofani di mare per quelli che sguazzano nell’oceano ; colonizzati dalla vegetazione dunale. I muri anneriti servono di supporto per bellissimi graffiti che fanno l’ammirazione di tutti. Francamente, i blockhaus non mi evocano la guerra. Sarà perché, quando ero piccolo, un amico ne aveva uno nel suo giardino e ci abbiamo giocato bambini. Sarà perché ho frequentato un bar sistemato in un blockhaus oppure che ho contemplato, più volte, con gli amici e le amiche del liceo, il tramonto sull’Oceano, sdraiato sul tetto di un blockhaus….

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Ci sono lettori di questo blog, che ho avuto la fortuna di incontrare a Bordeaux, che ne sanno molto più di me sulla storia del muro dell’Atlantico e che mi hanno imparato che i blockhaus fanno parte della storia, che trasmettono la memoria di un periodo storico, che il muro dell’Atlantico è tutto un patrimonio da tutelare, che i blockhaus hanno molto da insegnarsi… L’altro giorno, ho portato la bambina di mio fratello al faro, appena ristrutturato, del Cap Ferret con tanti schermi tattili e mappe 3D del bacino di Arcachon che accolgono i turisti. Ma non è il faro che mi ha sorpreso perché è una passeggiata abituale per me. No, quello che mi ha completamente esterrefatto è il vecchio blockhaus, seppellito nel parco, e che il Comune con l’aiuto dell’associazione Gramasa ha completamente ristrutturato come se fossimo tornati nel 1943. Un relitto ridiventato minaccioso dopo 70 anni di dimenticanza. IMGP8615

Penetrare in questo blockhaus è come penetrare in un sommergibile. Non ci vuole essere claustrofobico : eseguità dei luoghi, impressione di confinamento. Una volta chiusi dentro, i tedeschi avevano anche un periscopio per sorvegliare i dintorni. Comunque, se avessi avuto la scelta tra Stalingrad e il rischio di uno sbarco americano al Cap Ferret….Nel 1940, l’esercito tedesco occupa il Cap Ferret. Nel 1943, i tedeschi fanno costruire il blockhaus per mettere al riparo, in caso di bombardamento, i loro doganieri che occupavano il parco del faro. Pittura speciale in facciata e capanna in legno sul tetto del blockhaus per nascondersi dagli aerei alleati. In questo periodo, il faro del Cap Ferret faceva funzione di punto di riferimento per adattare le distanze di tiro dei cannoni tedeschi situati in cima alla duna del Pyla. Il blockhaus fu minato in caso di sbarco alleato. In agosto 1944 è l’operazione Herbstzeitlose : i tedeschi battono in ritirata e liberano il bacino di Arcachon. Nella notte del 21 agosto, senza ordine, il capo dei doganieri decide di dinamitare il faro per vendetta personale. Il faro sarà ricostruito nel 1947 e il blockhaus dimenticato durante 70 anni. Tutto questo l’ho imparato grazie all’associazione Gramasa e ad una delle due stanze del blockhaus che ritraccia la storia del muro dell’Atlantico. E’ vero ! non dobbiamo dimenticare che ci fu la guerra sul nostro litorale.