Il giardino di Alex: la morte e la vita.

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Detesto, in autunno, la gente che si ferma in riva all’oceano per raccogliere della brughiera sulle dune nello scopo di trapiantarla nel loro giardino. Notate che la brughiera ha un potere magico per vendicarsi e che ho sempre ammirato: la pianta rende sordido qualsiasi giardino facendolo assomigliare ad un camposanto. Notate ancora che i raccoglitori di brughiere hanno spesso un’altra passione che rende ancora più sordido, se fosse possibile, il loro giardino: le conifere nane. No, cari giardinieri dilettanti, se la brughiera non cresce spontaneamente nel vostro giardino, non c’è niente da fare e potete dimenticarla: è un simbolo di morte che trasformerà immancabilmente il vostro giardino in cimitero. Invece potete passeggiare sulle dune e ammirare le distese infinite di brughiere che tappezzano il suolo delle immense foreste di Guascogna, con tutte le sfumature delle brughiere che vanno dal rosa il più pallido fino al rosso il più scuro. Lasciate le brughiere in pace perché esse devono vivere tra i pini, le ginestre, i corbezzoli, i gallinacci, la salvia selvatica e le immortali delle dune. Solo sulle dune e nelle foreste la brughiera è un simbolo di vita.

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Botanica : Fiori da marciapiede bordolese.

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Qui, non siamo nel Bordeaux “U.N.E.S.C.O.I.Z.Z.A.T.O” del centro città, ma in una via tipica del Bordeaux proletario che sfocia sui boulevard. Le case a pianterreno che vedete sono qualcosa di tipicamente bordolese. D’altronde, hanno un nome in bordolese : “échoppe”. Possono essere semplici o doppie. Doppie significa che possiedono una stanza in più e hanno quindi due finestre che danno sulla via. Le cose stanno cambiando. Oggi, acquistare un’échoppe costa un occhio dalla testa e solo la gente benestante può permettersi questa follia, una volta, abitare un’échoppe era legato alla povertà e l’échoppe indicava la classe sociale : operaio, artigiano, docker…ecc…Erano le case popolari del XIX secolo dove le famiglie erano stipate come sarde in scatola.  E’ tanto vero che non ho nemmeno bisogno di entrare  in un’échoppe per descriverla. Sono tutte costruite sullo stesso modello : un piccolo corridoio che serve una camera aprendo sulla via, e nel fondo una sala da pranzo e una veranda, contiguo alla sala da pranzo una seconda camera, una piccola cantina per il carbone, un giardino microscopico con il cesso nel fondo, una piccola stanza per fare la cucina chiamata “souillarde” in bordolese…Ecco l’échoppe bordolese ! A volte, ci sono certi vantaggi a non vivere nel Bordeaux “U.N.E.S.C.O.I.Z.Z.A.T.O del centro città, gli impiegati comunali sono meno stressati e lasciano volontieri crescere le malvarose nelle fessure dei marciapiedi e io l’adoro questo Bordeaux che sembra un po’ in vacanza alla bocca dell’estuario della Gironda !

Botanica : Iris in un giardino bordolese

 

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Forse sarà perché sono un ragazzo dell’estuario della Gironda e che adoro i semplici iris palustri dai fiori gialli che crescono nelle paludi del Médoc e lungo il fiume e che costituiscono il terreno di caccia favorito degli aironi cenerini oppure sarà il mio occhio di giardiniere dilettante ma, mentre sto osservando la straordinaria collezione d’iris del parco floreale di Bordeaux, non posso impedirmi di notare i loro difetti. Non  parlerò della loro fragilità al vento e alla pioggia, ma il primo difetto degli iris sono tutti questi colori sontuosi. Potrebbe sembrare un paradosso però la bellezza degli iris è una disabilità che impedisce la socializzazione con le altre piante. Trovare una pianta ad associare con gli iris è impossibile. E’ la ragione per cui  gli iris sono coltivati insieme in aiuole pulite e bordure di grandi dimensioni come potete vederlo sopra nel parco floreale di Bordeaux. Anche il secondo difetto degli iris spiega perché sono sempre coltivati in quel modo dai giardinieri. Questo difetto è il fogliame. Una vera tragedia greca. Le foglie degli iris dissecano misteriosamente al contatto di altre piante oppure scompaiono sotto la gramigna. Ovviamente, se volete coltivare degli iris, c’è un’altra soluzione di quella scelta dai vanitosi giardinieri del parco : piantare solo delle varietà antiche dai fiori meno grandi e dal fogliame più resistente tipo iris pallida. Comunque sia, andate a vedere gli iris solo durante il periodo della fioritura per godere della loro bellezza, fare dei mazzi di fiori, scattare delle foto…ecc…poi dimenticateli fino alla prossima fioritura.

Estuario : A Margaux è già l’estate !

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L’anno scorso, cari lettori, vi avevo portato in una strana palude, in mezzo alle terre di Margaux, in cui cresce una specie di  leucojum chiamato campanellino estivo in italiano e Nivéole d’été in francese. Avevo anche chiesto ai lettori di risolvere l’enigma di questa pianta e una lettrice, Vale, aveva trovato subito che si trattava di un leucojum, eppure la pianta assomiglia come due gocce d’acqua al bucaneve ! Ovviamente, il campanellino estivo non si trova solo nell’estuario della Gironda e potete trovarlo in altre regioni di Francia oppure in Italia  però non ne troverete mai altrove come nella penisola del Médoc, è un fenomeno unico in Europa anche perché l’estuario della Gironda è il più ampio d’Europa occidentale e queste piante adorano i nostri ambienti lacustri. In primavera, sono milioni e milioni di questi campanellini estivi che fioriscono nelle nostre paludi. Uno spettacolo proprio allucinante e se volete osservarli, lasciate un po’ la visita dei Châteaux e penetrate nella palude di Labarde tra il Château Giscours e il comune di Labarde. E poi, in questo periodo non ci sono ancora le zanzare, invece il mese prossimo quando inizierà la stagione delle iridi passeggiare nella palude sarà quasi impossibile…

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La parola francese, nivéole, per designare la pianta deriva dal latino “niveus” che significa neve… A questo punto, cari lettori, dovreste farmi domande tipo : perché questa pianta che fiorisce in primavera si chiama campanellino estivo ? oppure i botanici non scelgono i nomi delle piante secondo le date di fioritura, da dove viene questa incongruenza ? Rispondere a queste domande non è tanto facile e dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo e recarsi in Grecia perché il termine scientifico per designare il campanellino estivo è Leucojum aestivum …

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E’ un greco, un certo Teofrasto, filosofo nato a Lesbo nel 371 a.C, successore di Aristotele al Liceo, che è il primo vero botanico interessato dalla classificazione delle piante. Diciamo che questo Teofrasto conosceva la differenza tra i campanellini e i bucaneve, ma il tizio era un po’ pigro e si accontentava di dire “Leucoion” dal greco Leukos che significa bianco per designare le due specie. Facciamo un altro salto nel tempo e adesso siamo nel XVI secolo dove i botanici Fuchs e Tabernaemontanus distinguono i campanellini dai bucaneve e danno il nome di Leucoium bulbosum ai campanellini. Ovviamente, più la scienza botanica progredisce nell’identificazione delle specie, più i nomi per designare le piante si moltiplicano. Per esempio, in un libro pubblicato nel 1623, Kaspar Bauhin elenca più di una decina di nomi per descrivere e designare il Leucoium bulbosum. Ci vorrà aspettare il naturalista svedese Linné che, grazie al suo sistema di denominazione delle piante e degli animali (sempre in uso oggi), permetterà una stabilizzazione dei nomi scientifici. Nel 1753, Linné pubblica le  Species plantarum,  bibbia dei botanici in cui sono descritte 8000 specie vegetali.  E’ a questa data che è ritenuto il qualificativo “aestivum” per il nostro campanellino della palude di Margaux. Linné ha sbagliato ! Anche per una ragione semplice e comprensibile : a quest’epoca si studiava le piante su degli esemplari di erbari accompagnati dalle osservazioni piuttosto lacunose di corrispondenti locali. Classificando i campanellini, Linné si accorge che una specie fiorisce più precocemente dell’altra e non si fa troppi scrupoli con il calendario. La prima sarà chiamata Leucojum vernum (di primavera), la seconda Leucojum aestivum (d’estate). Adesso, cari lettori, sapete perché nel Médoc l’estate comincia in primavera !

 

Botanica : Dalla finestra spalancata della mia cucina !

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Ore 18.30.  Il sole splende per la prima volta dopo mesi e mesi di pioggia. la temperatura è di 17 gradi. Mi sono fermato in strada per comprare delle ostriche di Arguin che aprirò in un attimo e che saranno accompagnate da un delizioso paté landese. Ho aperto le finestre della cucina e, aspettando il resto della compagnia,  mi sto fischiando un bicchiere di vino bianco  ammirando le vecchie camelie del mio giardino. La felicità.

Botanica : l’albero di natale nel giardino di Alex !

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Mercoledí, ore 17.40, ma forse in Italia fa già notte a quest’ora ! L’albero di Kaki non si piace soltanto in Provenza e in Italia, potete trovarlo fino a Parigi. Nei Paesi Baschi, nella zona di Hendaye, ne esistono delle varietà locali a piccoli frutti allungati. Nel mio giardino ne ho uno che è stato decapitato, l’inverno scorso, da una terribile colpo di vento oceanico, ma ha piuttosto bene resistito e piega, quest’anno ancora, sotto i frutti. In francese, utilizziamo la parola Kaki per designare sia l’albero che il frutto, anche se personalmente preferisco dire “plaqueminier” quando si tratta dell’albero. È decisamente più elegante !  È un piccolo albero ornamentale bellissimo ! I frutti pesanti, colore arancione e grossi come dei pomodori, appesantono i rami  neri, molto tempo dopo la caduta delle foglie. Le foglie sono lunghe e sembrano laccate, in ottobre prendono un colore rosso mogano prima di cadere tutte in un colpo. I frutti si raccolgono prima il gelo e possono servire ad addobbare le case. Un anno, ho ricevuto a casa un amico italiano durante il periodo natalizio e lui voleva assolutamente assaggiare i Kaki che vedete sopra. Ed io ero completamente esterrefatto, lo guardavo gli occhi fuori dalle orbite. E lui, tranquillamente, che mi raccontava delle sciocchezze tipo : ti assicuro, Alex, che i Kaki si mangiano e sono apprezzati in Italia. Dai, raccogliamone un bel cestino per stasera ! Che strana idea ! Dalle mie parti non si mangiano ed era la prima volta che sentivo dire che questa roba fosse commestibile. E lui, convinto, che mi raccontava tutta la storia dei Kaki dai tempi neolitici fino ad oggi e perché devono mangiarsi ben maturi altrimenti sono astringenti. Devo dire che l’esperienza per me è stata orribile. Mai mangiato in vita mia qualcosa di più acerbo eppure erano maturi. Non potevo più parlare. Sapete come è spiacevole quando un gatto vi lecca con la sua lingua ruvida ? Credetemi, meno male che ne avevo assaggiato solo un piccolo pezzo di questo maledetto Kaki, sono rimasto con la sensazione di avere una lingua di gatto in bocca durante tre giorni ! E l’altro che continuava a mangiare il suo Kaki, e anche un secondo per non confessare di avere sbagliato con questa storia di Kaki ! Ma vedevo bene che lui faceva degli sforzi terribili per ingoiare questo secondo Kaki. Un altro ? proponevo con una crudeltà senza limite oppure dicevo ridendo : va bene, ne hai ancora un pieno cestino per domani ! Ma lui era già K.O e durante tutto il suo soggiorno, il tizio parlava come se avesse una grattugia per il formaggio in bocca.   È l’effetto dei Kaki che vedete sopra, vi fanno parlare con la voce di Edith Piaf ! Dopo una piccola ricerca, ho scoperto che i rari indigeni francesi che apprezzano i Kaki non mangiano i Kaki dell’albero che ho nel giardino perché sono i più astringenti essendo Kaki americani originari della Virginia, ma altre varietà cinesi di tipo Hatchya o Muscat.

Botanica : un cinese dal nome svedese che ha conquistato l’Aquitania e una scimmia giapponese disperata !

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Una lagerstroemia nel mio giardino.

Forse pensate che il Sud-Ovest della Francia sia soltanto un’immensa e noiosa foresta di pini marittimi che si estende dal Verdon fino alla Spagna ? Allora sbagliate, perché, in agosto, l’albero simbolo del Sud-ovest della Francia è la Lagerstroemia. Impossibile, se avete fatto una vacanza nel Sud-Ovest della Francia, che non abbiate ammirato la fioritura di questo albero che rappresenta l’immagine di marca di numerose città : Bordeaux, Bergerac, Libourne, Agen, Biarritz, Bayonne…ecc…Il clima dell’Aquitania corrisponde ammirabilmente alle Lagerstroemia e poi, diciamolo, in città la Lagerstroemia resiste molto bene all’inquinamento atmosferico, alla siccità, al freddo…ecc… Sono ovunque : nei parchi, nei giardini pubblici ; sono usati per le alberature stradali, per le rotonde. In Francia, ogni estate, sono organizzati dei concorsi tipo : il più bel giardino fiorito, anche i comuni gareggiano tra di loro per avere il prezioso label “comune fiorito” e le fioriture spettacolari delle Lagerstroemia permettono di vincere questi premi. Davero è raro, da noi, vedere un giardino senza Lagerstroemia. C’è anche un anedotto che mi piace molto a proposito delle Lagestroemia. Avete notato il tronco nudo e liscio di questo albero ? Allora, sapete che in Giappone la Lagerstroemia fa la disperazione delle scimmie (saru) che, da secoli, non riescono ad arrampicarsi su questo albero e scivolano perciò i giapponesi hanno chiamato la Lagerstroemia : Sarusuberi (sembra un nome basco !) da saru (scimmia) e suberi (scivolare) Forse, vi chiedete perché vi racconto questa storia delle Lagerstroemia ? Perché le Lagerstroemia sono fiorite ed è il momento ideale per fare un giro al vivaio per acquistarle. Se volete una lagerstroemia di un sontuoso colore carmino cremisi oppure un viola vinaccia non fidatevi ai cataloghi che non sanno descrivere le Lagerstroemia. Andate al vivaio !

Bordeaux : le ragazze cinesi che vivono in un labirinto !

Io adoro le peonie.  E’  una delle rare piante che gli orticoltori non hanno manipolato per allungarne la stagione di fioritura. Le peonie possono essere erbacee o legnose, in Cina e in Giappone potete trovarle anche in albero ! Normale : i cinesi ed i giapponesi coltivano le peonie dall’antichità, ne conoscono tutti i segreti. La fioritura delle peonie è straordinaria ed i fiori possono essere largo fino a 25 centimetri. In francese per parlare di una persona che arrossisce sotto il colpo di un’emozione intensa, si usa l’espressione : “être rouge comme une pivoine”. La coltura delle peonie è molto facile e anche molto frustrante perché la fioritura dura appena due settimane  tra aprile e giugno, secondo le specie, e basta un colpo di vento od un’acquazzone per rovinare tutto. Un altro aspetto frustrante è il prezzo delle peonie. Non so in Italia, ma in Francia : i prezzi sono davvero inaccessibili (almeno per me). Comunque, se vi piacciono le peonie, c’è una soluzione perché al giardino floreale di Bordeaux hanno una collezione di peonie nascosta in un labirinto. Il labirinto è formato da cipressi, ma niente minotauro solo un airone cenerino bazzica i luoghi ; alcuni banchi sono disposti strategicamente per il riposo del visitatore. Ai piedi dei cipressi, al riparo del vento, i giardinieri hanno sistemato delle aiuole che accolgono le ragazze cinesi. Di questo giardino floreale ne avevo già parlato : c’è  uno straordinario vigneto composto da tutti i tipi di vitigni coltivati nel mondo ; una zona chiamata “i giardini del mondo” che rende omaggio a tutte le città gemellate con Bordeaux ; un lago, dei ruscelli e anche un torrente di montagna ; una collezione nazionale di iris che non avrebbe rinnegato Van Gogh ! Comunque, se volete ammirare le peonie di Bordeaux, avete fino all’inizio  di giugno.

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Médoc : il tè francese !

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Il minuscolo porto di Saint-Seurin di Cadourne, a nord  di Saint-Estèphe, che può a malapena accogliere una decina di barche, è quasi deserto. Ci si sente solo il rumore del martello di un tizio che tenta di riparare lo scafo di un’antica barca che sembra risalire ai tempi dei re Merovingi. I carrelet che si estendono lungo la diga sono chiusi. Due vecchi, alla fine del molo, stanno pescando con delle bilance fai da te. Mi avvicino e chiedo : Sta abboccando ! Non troppo dice l’uno mentre l’altro si accontenta di mostrarmi un secchiello mezzo pieno di granchi e di gamberetti bianchi. Parlano uno strano francese infarcito di espressioni dialettali che non avevo sentito da una vita. Evocano la pesca, l’aratura che ha cominciato nei vigneti….

Sulla diga erbosa che ci protegge dai capricci dell’estuario, una vecchia signora in grembiule nero, piegata in due, sta raccogliendo delle piante. Lei mi fa segno di raggiungerla. Buongiorno signora ! Denti di leone ? interrogo sbirciando il cestino. Borragine, lei risponde. La conosco, dico, e mi metto a raccontarle come gli italiani cucinano i fiori e le foglie di borragine….Ma, non è per mangiare mi interrompe la vecchia, gli occhi sbalorditi, è per fare il tè ! E lei mi da la ricetta spiengandomi che una volta i contadini francesi bevevano la borragine esattamente come i cinesi bevono il tè. Volete la ricetta, cari lettori ? La vecchia donna fa essicare le giovani foglie di borragine ed i fiori in soffitta – il tè fatto con le foglie è diverso di quello fatto con i fiori – poi, basta mettere in una teiera tre o quattro foglie di borragine con due foglie d’arancio (indispensabili) e versare sopra dell’acqua bollente. Lasciare in infusione per due-tre minuti…Ho ringraziato la vecchia per la ricetta e volete sapere la cosa più strana ? Quando sono passato davanti al monumento alla memoria degli scomparsi in mare, ho girato la testa per salutare un’ultima volta la vecchia, non c’era più nessuno sul molo e sulla diga !

Il giardino di Alex nel primo giorno di primavera

Ho esitato per il titolo del post. Perché sarebbe stato più giusto qualcosa tipo : Il giardiniere vanitoso ! Ovviamente, ci sono delle piante che non vedrete mai nel mio giardino. Per esempio la forsizia, odio la forsizia ! D’accordo, la fioritura è spettacolare ma non posso le perdonare di essere una pianta brutta undici mesi su dodici. Anche i narcisi che vediamo dappertutto in questo periodo non li porto nel mio cuore. Forse, il lato arrogante, aristocratico, del narciso mi dà sui nervi ? Invece adoro suo cugino, il narciso dei poeti che cresce sulle montagne. Non pensate che faccio un’allergia al colore giallo perché mi piacciono le rose gialle, le iridi delle paludi che crescono dietro casa mia, le mimose, l’immortale delle dune…ecc…

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Avete indovinato il nome dei tre fiori che non sono delle camelie ?

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