Canzone : Il lamento delle ragazze di vita.

ya van desplumados

Cliccate la stampa di Francisco Goya : Ya van desplumados (los caprichos) per ascoltare  Barbara interpretare la canzone di Brassens : Il lamento delle ragazze di vita. Sotto la traduzione in italiano della canzone.

Sebbene quegli stronzi di borghesi [bis]
Ci chiamino ragazze di vita [bis]
Non è che tutti i giorni ci divertiamo,
parola mia,
non è che tutti i giorni ci divertiamo.

Poiché, pur avendo zampe da gru [bis]
Andare su e giù per le strade [bis]
È faticoso per le gambe
Parola mia
È faticoso per le gambe

Non solo abbiamo calli [bis]
Occhi di pernice; ma ancora [bis]
È pazzesco cosa consumiamo di scarpe
Parola mia
È pazzesco cosa consumiamo di scarpe

Ci sono dei clienti, dei sozzoni [bis]
Che non si lavano mai [bis]
Eppure li dobbiamo coccolare
Parola mia
Eppure li dobbiamo coccolare

Dobbiamo fargli “scaletta” [bis]
Per farli sentire al settimo cielo [bis]
I soldi non crediate che li rubiamo
Parola mia
I soldi non crediate che li rubiamo

Siamo disprezzate dalla gente [bis]
Siamo strapazzate dai piedipiatti [bis]
E minacciate dalla sifilide
Parola mia
E minacciate dalla sifilide

Sebbene tutta la vita facciamo l’amore [bis]
Ci sposiamo venti volte al giorno [bis]
Non ci godiamo mai la festa
Parola mia
Non ci godiamo mai la festa

Figlio di una smorfiosa e di un deficiente [bis]
Non ridere della povera Venere [bis]
La povera vecchia baldracca
Parola mia
La povera vecchia baldracca

C’è mancato poco, caro mio [bis]
Che questa puttana non fosse tua madre [bis]
Questa puttana che tu prendi in giro
Parola mia
Questa puttana che tu prendi in giro.

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Bordeaux : Francisco Goya sulla banchisa !

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Francisco de Goya (1824-1825), i pattinatori. Penna e lavis 12,8 x 18,6 cm. San Pietroburgo, museo dell’Ermitage.

Di Francisco de Goya ne abbiamo già parlato perché il pittore spagnolo, in fuga dalla Spagna, ha vissuto in esilio a Bordeaux, la più spagnola delle città francesi. Goya ha già settantotto anni quando si sistema a Bordeaux con la sua governante e amante, Leocadia Weiss, e rosario la figlia adolescente di Leocadia e forse anche di Goya. La famiglia vive nel quartiere di Saint-Seurin prima di trasferirsi nel quartiere spagnolo, intorno alla chiesa Notre Dame, tra il Cours de l’Intendance e  i viali di Tourny. Se venite a Bordeaux potrete visitare la casa, cours de l’Intendance, dove morì Francisco de Goya di un’emiplegia, il 16 aprile 1828. Il palazzo, oggi, ospita l’instituto Cervantes.

Goya è vecchio, affaticato, cagionevole, completamente sordo e non conosce una parola di francese, ma l’uomo ha sempre questo desiderio di conoscere il mondo, la sua sete di vita, di sapere, di amore è inestinguibile. Purtroppo, la maggior parte del tempo, Goya è costretto a rimanere in casa.

Sopra avete uno dei rari disegni di Goya durante il suo periodo bordolese. L’inverno 1824-1825 è polare. Una cosa difficilmente immaginabile oggi, ma faceva tanto freddo che la Garonna si era ghiacciata  davanti Bordeaux ; tutte le navi erano prese dalla morsa del ghiaccio . Goya che stava un po’ meglio, decise allora di affrontare il freddo, la neve e il gelo,  per andare a vedere una cosa straordinaria : i bordolesi pattinare sul fiume ! Nel disegno realizzato da Goya, si sente l’allegria, la spensieratezza della gente.  A destra, c’è una bordolese che porta sulla testa un orcio probabilmente di latte. Dovete sapere, cari lettori, che una volta, le donne bordolesi trasportavano sempre qualcosa in equilibrio sulla testa : oggetti, pacchi, cestini, botti di vino…Bellissima anche la donna al primo piano che sembra ballare tenendo il suo bambino tra le braccia ! Tutti i protagonisti sembrano ballare ma forse è dovuto ad una certa goffagine sui pattini ! A sinistra, ci sono tre adolescenti che hanno capito come scivolare sul ghiaccio…

Secondo un piccolo libro scritto da Paul Camaran nel 1910 intitolato : eventi meteorologici anomali in Gironda, il fiume si sarebbe ghiacciato bene 12 volte tra il 1401 e il 1794. L’ultima volta, correva l’anno 1985…Allora cari amici, colleghi, giornalisti…finché la Garonna non si sarà ghiacciata davanti alla piazza della Borsa di Bordeaux, non mi parlate di freddo polare in Francia.

Potrebbero interessarvi i post seguenti : La certosa ma non quella di Parma :

http://alexdebordeaux.wordpress.com/2011/09/16/la-certosa-ma-non-quella-di-parma/

Il bordolese che inventò il reportage di guerra :

https://alexdebordeauxii.wordpress.com/2012/11/23/il-bordolese-che-invento-il-reportage-di-guerra/

Il bordolese che inventò il reportage di guerra.

Questo palazzo è il Centro Jean Moulin, piazza Jean Moulin, come il suo nome l’indica, il Centro Jean Moulin ospita un piccolo museo dedicato alla Resistenza, ogni tanto il Centro accoglie anche delle mostre temporanee che hanno come punto comune : la guerra. In questo momento fino al 24 febbraio 2013, c’è una mostra che rende omaggio al più illustre dei cittadini bordolesi : Francisco Goya. Il pittore spagnolo ha vissuto ed è morto a Bordeaux. D’altronde potete visitare la casa di Goya, cours de l’Intendance, nel quartiere spagnolo. Il quartiere spagnolo era ai tempi di Goya, il quartiere intorno alla chiesa Notre Dame, place du Chapelet, dietro il cours de l’Intendance. Potete visitare anche il cimitero della Certosa dove è stato seppellito l’amico Goya. In un precedente post : la certosa ma non quella di Parma, vi avevo raccontato il mistero del teschio scomparso di Goya…

Ieri sera, sono andato a vedere la mostra Goya che raggruppa 82 acqueforti della serie : i disastri, incise fra il 1810 e il 1820 durante la guerra d’indipendanza spagnola :

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Francisco Goya, cronista instancabile e precursore del fotogiornalismo di guerra, non ci risparmia niente di tutti gli orrori della guerra e delle sue abominazioni. Il pittore spagnolo prende per mano lo spettatore e lo trascina in un viaggio infernale. Perché Goya ci mostra tutto, ma assolutamente tutto. Ci immette sulla linea di combattimento durante le cannonate con le sue orride conseguenze : i corpi mutilati, i membri strappati, le teste decapitate, le montagne di cadaveri. Goya ci fa assistere alle esecuzioni sommarie, alle impiccagioni, alle torture con questi soldati, donne, bambini…eviscerati, tagliati a pezzi a colpo di sciabola. Assistiamo ancora ai saccheggi, vediamo i ladri spogliatori di cadaveri in azione, i cadaveri lasciati ai lupi, ai corvi ; gli stupri sulle donne che accompagnano tutte le guerre, la carestia con questi bambini crepando di fame….Davvero straziante, ne sono uscito sconvolto.

Se venite a Bordeaux, non mancate la mostra : Goya, chroniqueur de toutes les guerres. Les Désastres et la photographie de guerre al centro Jean Moulin. Ingresso gratuito.