11 novembre : i negri seppelliti ai piedi della duna del Pyla

Già se pensate a come furono trattati i soldati bianchi durante questo mattatoio internazionale che fu la prima guerra mondiale, immaginate un po’ quale fu il destino dei giovani africani, strappati dalla loro terra, per essere anche loro mietuti come campi di grano sul chemin des Dames, a Verdun oppure a Craonne. Mentre, oggi, si celebra i sacrifici, l’eroismo dei combattenti e la fine della prima guerra mondiale, vorrei ricordare la memoria di 1200 tirailleurs senegalesi morti obbrobriosamente nei dintorni di Arcachon e seppelliti in una fossa comune ai piedi della duna del Pyla.

Questi 200 000 tirailleurs senegalesi che la Francia mobilitò e arruolò sotto la bandiera francese in difesa della Madrepatria non vennero tutti dal Senegal ma da tutto l’impero francese : Senegal, Mali, Ciad, Burkina Faso, Guinea. Nel 1916, lo stato maggiore francese decise di creare un campo di tirailleurs senegalesi nella palude del Courneau sul comune di la Teste-de-Buch, oggi una frazione di Arcachon dove si trova la duna del Pyla. Di questo campo che fu soprannominato il campo della miseria oppure il campo dei negri, ne rimane niente tranne qualche cartolina postale ingiallita e un monumento perso nell’immensità della foresta delle Landes di Guascogna dove era situato il campo, su un terreno chiamato pomposamente : la necropoli nazionale di Natus. Si dice che l’anno prossimo, dopo quasi 100 anni di dimenticanza, i nomi di questi morti verranno iscritti sul monumento.

Il campo del Courneau nel 1916

Questo campo del Courneau, il più grande campo di tirailleurs senegalesi di Francia, doveva essere un luogo di transito per i soldati in provenienze dall’Africa e di riposo per i soldati africani dopo mesi a combattere sui campi di battaglia del nord e dell’est della Francia. In realtà, fu un inferno in cui 1200 tirailleurs senegalesi morirono in modo spaventevole da un’epidemia di polmonite.

Immaginate un campo composto da 600 baracche di legno e un ospedale di campagna costruiti su una palude insalubre. Ogni baracca era lunga 30 metri e larga 6 metri. In questi 180 metri quadrati erano stipati più di 100 soldati. Queste topaie, focolai d’epidemia, avevano un suolo in terra battuta, erano aperte ai quattro venti e alla pioggia. Non c’era il riscaldamento e solo il piccolo “ospedale di campagna” disponeva dell’elettricità. Per quanto riguarda l’acqua potabile e i sanitari, non esistevano. I soldati dovevano utilizzare il canale che collega il bacino di Arcachon al lago di Sanguinet.

Quando si sa gli autunni umidi che possiamo avere nei paesi immobili con questa pioggia che può cadere per mesi, gli inverni freddi e le estati africane non è sorprendente che dei soldati possano morire di polmonite. Ma il clima solo non può spiegare perché 1200 soldati morirono al ritmo di 2 a 3 ogni giorno dal 1916 al 1917.

Perché l’incubo non finisce qui. I soldati neri non avevano diritto a vestiti invernali, stivali, copertine, soffrivano della mancanza di cure, di maltrattamenti, venivano addirittura affamati. Ma il più terribile è che servirono probabilmente di cavie umane per delle sperimentazioni mediche in vista di trovare un vaccino per fermare l’epidemia di polmonite. E non pensate che inoculare il pneumococco a dei soldati malnutriti e vivendo in queste condizioni precari non vi decima 1200 uomini in qualche mese.

Volevo ricordare questi soldati dimenticati dalla Storia perché, oggi, esiste solo questo monumento e qualche tomba al cimitero di Arcachon. Spero che l’anno prossimo, i soldati seppelliti ai piedi della duna del Pyla, sulla strada tra Arcachon e Sanguinet, possano finalmente ritrovare i loro nomi.

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2 thoughts on “11 novembre : i negri seppelliti ai piedi della duna del Pyla

  1. Una guerra è sempre straziante, mi auguro sempre che la morte sia stata meno dolorosa possibile e che le loro vesti possano riposare in pace. Ovviamente non ne sono immune, ciononostante mi domando di sovente come mai l’essere umano spesso a causa della paura, faccia del male a se stesso e agli altri. Doveroso ricordare anche questi soldati.
    Buona giornata

    • La paura, il nazionalismo, l’imbecillità, il razzismo, le religioni, le leggi che ci governano, gli interessi di qualche industriale…gli uomini troveranno sempre qualche motivo per fare la guerra.

      Buona giornata Londarmonica,

      Alex

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