In Guascogna, anche gli alberi fanno della politica!

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Sauternes, albero di maggio “onore alla nostra eletta”  in un giardino al crepuscolo.

E’ una tradizione che risale alla Rivoluzione francese, quella di piantare degli alberi per festeggiare la Libertà e per ringraziare i rappresentati del popolo che hanno permesso ai francesi di liberarsi dai tiranni. E’ la ragione per cui, in ogni città di Francia, troverete una via della Libertà oppure una piazza della Libertà dove, talvolta, troneggia ancora un antico platano, piantato più di due cento anni fa e che simboleggiava la libertà nuovamente conquistata. Tradizione ancora molto vivace in Guascogna in cui, in maggio, la gente va in foresta tagliare dei pini marittimi, chiamati appunto “maggio” e piantarli nei giardini dei sindaci e degli assessori (che siano di destra o di sinistra perché gli alberi di maggio non hanno colore politico), l’operazione si fa quando l’eletto è  assento. Quando torna, il tizio (o la tizia) si ritrova con un albero adornato ai colori francesi con lo scudo tricolore al centro dove è scritto: onore al nostro eletto (o alla nostra eletta). Per ringraziare gli elettori (e le elettrici) che hanno offerto l’albero di maggio, l’eletto si deve di pagare a bere a tutti i suoi concittadini. Bella questa tradizione, no? Poi, in autunno arriva il tempo di togliere il maggio e l’eletto per ringraziare la gente che è venuta partecipare all’operazione si deve di nuovo di annaffiare la gola a tutti 🙂

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Arte : In cui l’autore di questo blog vi invita ad un viaggio multimediale in compagnia di Claude Monet !

Avete mancato, nel 2010-2011, la mostra dedicata a Claude Monet al Grand Palais di Parigi ? Allora, vi invito ad una viaggio virtuale di recupero su internet organizzato dalla Riunione dei Musei Nazionali. Sapete utilizzare il tasto del mouse ? perché durante questo viaggio nell’universo di Monet, bisognerà rovesciare un calamaio, spaventare una gazza, giocare con dei papaveri e delle ninfee, suonare una campana…ecc… Ci sono due modi complementari  per esplorare l’opera di Monet : prima, un angolo cronologico che si chiama “Galerie” in cui potete scoprire tutti i quadri di Monet esposti durante la mostra del Grand Palais ; Poi, un’invitazione ad un delizioso viaggio multimediale attraverso i quadri di Monet, che non dovete assolutamente mancare, cliccate “Voyage”. Siete pronti ad immergere nell’universo di Claude Monet ? Allora, cliccate sotto l’immagine di Claude Monet nel suo giardino di Giverny  !

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CLICCATE L’IMMAGINE E BUON VIAGGIO !

Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda : terza parte

Se avete mancato la prima parte di questo viaggio, cliccate qui ; se avete mancato la seconda parte dove abbiamo visitato la straordinaria città troglodita di Meschers, cliccate qui. Non è possibile andare a Meschers e non fermarsi a Talmont, uno dei più bei villaggi di Francia. Invece non vi consiglio di andare a Talmont in estate quando la città è piena zeppa di turisti e di visitatori. E’ peggio di San Gimignano. Ma se avete la possibilità di scoprire Talmont in primavera quando ci sono quattro gatti nel paese, allora è un rapimento ! E’ un meraviglioso giardino a strapiombo sul più bell’estuario del mondo : la Gironda. Non lo dico perché sono sciovinista, anzi mi costa un po’ riconoscerlo. Credetemi, per un abitante del Médoc, sulla riva sinistra della Gironda, dire che c’è qualcosa di più bello, sulla riva destra, nel dipartimento della Charente marittima mi strazia il cuore. E ancora non vedete i turisti inglesi che scoprono, esterrefatto, che il più fiorito dei villaggi inglesi non potrà mai competere con Talmont. E’ già tardi e rischio di mancare l’ultimo traghetto per Lamarque nel Médoc, ma cosa non farei per i lettori di Bordeaux e dintorni. Comunque non è grave perché la strada verde, lungo l’estuario, per raggiungere Bordeaux è stupenda. La deviazione vale realmente la pena.

Talmont è una penisola rocciosa che domina la bocca dell’estuario della Gironda. Da Talmont vedete il Verdon sulla riva sinistra e la città di Royan sulla riva destra. La città è stata fondata nel XI secolo, prima c’era un castello circondato da un deserto dove sorgeva un’antica cappella dedicata a Santa Radegonda che apparteneva ad un certo Guillaume Laier. Nel 1094, Guillaume Laier  offrì la cappella ai monaci dell’abbazia di Saint Jean d’Angély. Sempre nel 1094, il signore di Talmon offrì un terreno vicino a suo castello per costruire un borgo : Talmont. Fortunati questi monaci ! Il borgo si ingrandisce velocemente fino a diventare una tappa obbligata  per i pellegrini di Compostela. I benedettini costruirono la nuova chiesa che potete vedere ancora oggi, anche essa dedicata a Santa Radegonda. Volete fare una piccola passeggiata con me nelle vie di Talmont ? Tutte le vie portano alla chiesa sulle scogliere che dominano il più grande estuario d’Europa.

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Non siamo in Inghilterra o in Normandia, ma nel sud-ovest della Francia !

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Nel lontano, le mura di Talmont. La città è situata su una penisola rocciosa a strapiombo sull’estuario, una posizione strategica che permetteva di controllare tutto il trafico marittimo sul fiume.

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Il porto di Talmont a bassa marea. Questa volta, non sono sperduto perché i porti nel Médoc, sulla riva sinistra sono identici e assomigliano spesso a dei rivoli !

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Tipicamente francese !

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Una via di Talmont. Ammirate la casa che crolla sotto i fiori. Il giardiniere dilettante che sono crepa di invidia davanti agli acanti perché da me non riescono a crescere.

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Un’altra via di Talmont. Tutti gli abitanti di Talmont sono giardinieri e fioriscono non solo i loro giardini ma anche le vie, le piazze e anche…il camposanto.

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Una casa tipica della Charente marittima con i muri bianchi e le imposte blu. Talmont è il paradiso delle malvarose con le loro infiorescenze magnifiche, sono ovunque, colonizzano ogni pezzo di terreno. Ovviamente, è vietato raccoglierle, ci sono dei cartelli che invitano gentilmente ma fermamente a non farlo.

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E non potete nemmeno prelevare i semi ! Siamo in Charente marittima e nessuno vi regalerà mai niente ! Credetemi i genovesi e gli scozzesi sono spreconi nei confronti degli abitanti della Charente !

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Il paese è minuscolo ma dovrei arrivare alla chiesa verso mezzanotte, devo fermarmi ad ogni passo per studiarmi i fiori !

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Non solo le malvarose fioriscono a Talmont !

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I giardini all’aperto dietro le case.

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la stupenda chiesa di Talmont sul promontorio roccioso a nord di Talmont. A destra l’estuario della Gironda, sull’altra sponda : la penisola del Médoc.

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A Talmont anche i camposanti sono dei giardini ! I capitelli e le pietre della chiesa che raccontano un mondo popolato da draghi, coccodrilli, diavoli, mostri non spaventano nemmeno i bambini. Perché parlare dell’inferno ? siamo in paradiso sotto il sole dell’Aquitania.

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Nel cimitero, ci sono strani cenotafi, dei piccoli altarini da vedere assolutamente, che ricordano i marinai morti in mare.

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Nel Médoc le chiese sono dei fari, in Charente marittima, gli ex-voto sono delle navi !

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La veduta verso la bocca dell’estuario che conclude il mio viaggio sulla riva dell’estuario della Gironda. Ma, ovviamente, ci saranno altri viaggi di questo tipo sulla riva destra. Adesso devo sbrigarmi se voglio tornare a casa con l’ultimo traghetto della giornata.

Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda. Prima parte.

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Fa 30 gradi, il caldo è soffocante. La percentuale di umidità nell’aria deve raggiungere il 90%. Solo i vigneti non si lamentano. La mia vecchia Ford non ha il climatizzatore e il riscaldamento è rotto da mesi e ne esce solo aria calda. Ho aperto i finestrini e così posso riempirmi i polmoni di questa deliziosa poltiglia bordolese che i trattori stanno polverizzando nei vigneti. L’odore è caratteristica e non sarà ancora quest’anno che soffrirò di fillossera. La strada dei castelli è deserta, i turisti non sono ancora arrivati oppure sono prudenti e hanno trovato rifugio nelle cantine naturalmente climatizzate dei castelli. Giro a destra in direzione di Lamarque perché devo prendere il traghetto per raggiungere la riva destra dell’estuario, poi continuare verso nord. E’ una lettrice di Bordeaux e dintorni, Merry, che mi ha dato l’idea di questa passeggiata chiedendomi via mail : “cosa c’è da vedere nell’estuario della Gironda” e io ho risposto : Talmont e Meschers sulla riva destra. E adesso vi porto a vedere queste due città che sono uniche al mondo. Se fossimo in luglio o in agosto, forse non l’avrei fatto e comunque avrei dovuto prendere il traghetto al Verdon, ma i turisti non hanno ancora sbarcato e posso permettermi di prendere il traghetto a Lamarque. Nel Médoc, i piccoli porti che siano Margaux, Soussans, Arcins, Lamarque, Saint-Julien….ecc…si assomigliano tutti : Dovete imboccare una lunga e stretta via scassata che sembra portare da nessuna parte e che vi ricorda che dovrete, un giorno o l’altro, decidervi a cambiare gli ammortizzatori della macchina. Francamente, io me ne frego, è come il riscaldamento e poi mancano i soldi. Quando avete raggiunto la fine della via, potete lasciare la macchina sulla banchina, siete arrivati. Lamarque non è diverso dagli altri porti del Médoc. Il parcheggio è più grande, c’è un bar-ristorante. Per il resto è la stessa cosa : come altrove  i carrelet e la palude costeggiano l’estuario, quattro barche finiscono di marcire nel vaso e, come altrove, il comune ha sistemato quattro tavole e un bocciodromo per la gente che vorrebbe venire una dominica  fare un picnic. Dal lettore CD della mia auto esce un vecchio blues di Skip James nel quale il tizio racconta che gli piacerebbe essere un pesce gatto. Due pellegrini di compostela camminano sulla via e devo rallentare perché decisamente la via non è abbastanza larga per due pellegrini e una vecchia Ford. In qualche centinaia di metri, i pellegrini torneranno a sinistra nella palude. Dovrei essere un buon samaritano e avvertirli : Non entrate nella palude ! Se volete posso tornare indietro e portarvi in auto fino a Margaux. Ma sarebbe inutile, non mi ascolterebbero e non mi sento di privare le zanzare di questo pasto. Il parcheggio è quasi vuoto, ma c’è quasi ancora un’ora da aspettare prima di potere imbarcare con la vecchia Ford sul traghetto. Leggo le targhe delle altre macchine che indicano che la gente che sta aspettando vive sull’altra sponda. I due impiegati del traghetto sono al bar, guardano e commentano la tappa del Tour de France alla T.V. Sul molo due vecchi tentano di pescare dei gamberetti, ma anche i gamberetti sono troppo stanchi per abboccare all’amo. E’ una di questa giornata d’estate che potrebbe durare mille anni. Mi sedo su un banco per aspettare il traghetto. Una vecchia signora inglese ha lasciato i suoi due cani gironzolare sul molo. I due piccoli cani sono davvero brutti e di più sono vestiti con magliette. Devono mangiare salmone affumicato ogni giorno, ma per il momento inghiottiscono voracemente gli escrementi che le nutrie hanno lasciato sul molo. Cosa state mangiando ? chiede ai cani la vecchia signora. Come non possono rispondere le designa le nutrie sulla riva. La vecchia donna si mette allora a correre dietro i cani, stava ancora correndo quando ho imbarcato sul traghetto. Non mancate la seconda parte : Meschers (pronunciate Mesce) un paese unico al mondo dove certi abitanti vivono nelle grotte sui pendii della falesia a strapiombo sull’estuario. Vi racconterò anche qualche leggenda locale a proposito di queste grotte.