In Guascogna, anche gli alberi fanno della politica!

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Sauternes, albero di maggio “onore alla nostra eletta”  in un giardino al crepuscolo.

E’ una tradizione che risale alla Rivoluzione francese, quella di piantare degli alberi per festeggiare la Libertà e per ringraziare i rappresentati del popolo che hanno permesso ai francesi di liberarsi dai tiranni. E’ la ragione per cui, in ogni città di Francia, troverete una via della Libertà oppure una piazza della Libertà dove, talvolta, troneggia ancora un antico platano, piantato più di due cento anni fa e che simboleggiava la libertà nuovamente conquistata. Tradizione ancora molto vivace in Guascogna in cui, in maggio, la gente va in foresta tagliare dei pini marittimi, chiamati appunto “maggio” e piantarli nei giardini dei sindaci e degli assessori (che siano di destra o di sinistra perché gli alberi di maggio non hanno colore politico), l’operazione si fa quando l’eletto è  assento. Quando torna, il tizio (o la tizia) si ritrova con un albero adornato ai colori francesi con lo scudo tricolore al centro dove è scritto: onore al nostro eletto (o alla nostra eletta). Per ringraziare gli elettori (e le elettrici) che hanno offerto l’albero di maggio, l’eletto si deve di pagare a bere a tutti i suoi concittadini. Bella questa tradizione, no? Poi, in autunno arriva il tempo di togliere il maggio e l’eletto per ringraziare la gente che è venuta partecipare all’operazione si deve di nuovo di annaffiare la gola a tutti 🙂

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Lingua: le parole vuote che manipolano il pensiero!

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Basta accendere la televisione per essere asfissiato dalla lingua di legno, questa neolingua descritta da Orwell e utilizzata ogni giorni dai politici, giornalisti, esperti, economisti…ecc…per manipolare mentalmente la gente. L’altro giorno, ascoltavo un discorso della ministra dell’ambiente che, per spiegarci che lei aveva calato le braghe e abbandonato l’ecotaxe sotto la pressione della lobby dei camionisti, utilizzava l’espressione “decidere in responsabilità”. Siate sicuri che quando un politico francese, che sia di destra o di sinistra, dice “abbiamo deciso in responsabilità di …blablabla” il senso è “abbiamo capitolato in rasa campagna”. Mi sono divertito a notare qualche esempio di politichese in francese. Anche voi, cari lettori italiani, potete partecipare al gioco e arricchire il mio vademecum (e il mio vocabolario italiano) proponendo  qualche esempio i di questa lingua pietrificata che vuole ingannarci.

Non dite più sciopero, ma presa di ostaggi!

Non dite più licenziamento, ma piano di salvaguardia dell’occupazione!

Non dite più contadino, ma imprenditore agricolo!

Non dite più controllo, ma valutazione!

Non dite più quartiere popolare, ma zona sensibile prioritaria!

Non dite più servitù, ma flessibilità!

Non dite più capitalismo, ma sviluppo sostenibile!

Non dite più utente di un servizio pubblico, ma cliente!

Non dite più cittadino, ma consumattore!

Non dite più guerra, ma conflitto!

Non dite più ministero dell’armata, ma ministero della difesa!

Non dite più stoccaggio dell’uranio, ma trattamento dell’uranio!

Non dite più prodotto fitosanitario, ma prodotto verde!

Non dite più insicurezza, ma flessicurezza!

Non dite più lavoratore, ma dipendente!

Non dite più abbassare lo stipendio, ma abbassare i contributi sociali!

Non dite più costruire uffici, ma dinamizzare il tessuto economico!

Non dite più chiusura di scuole, ma ristrutturare il tessuto scolastico!

Ecc…

 

 

 

Lingua: il deputato che discuteva sul sesso degli angeli!

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Sembrano i Re magi! Sono i membri dell’Accademia francese offrendo il dizionario dell’Accademia al Re.

No, caro Julien Aubert, deputato del Parlamento francese, ha fatto bene la Presidente Sandrine Mazetier di sanzionarti di un quarto della tua indennità mensile (1.378 euro) per esserti, più volte, rivolto a lei chiamandola sardonicamente “Madame LE Président” mentre lei ti chiedeva di utilizzare l’espressione in uso nel parlamento francese e prevista dal regolamento dell’Assemblea Nazionale cioè “Madame LA Présidente”. Inutile andare in tutte le televisioni per arrampicarti sugli specchi e spiegarci, con un dizionario in mano, che sei nel giusto e che i patriarchi antidiluviani dell’Accademia francese ti danno ragione. Perché non è soltanto il “Madame LE Président” che la signora Mazetier non ha accettato, ma anche il tuono sprezzante che accompagnava questo “Madame LE Président”, questa voglia di urtare a tutti i costi la Presidente di turno dell’Assemblea Nazionale. Adesso, devi assumere e smettere di rompere i corbelli, in modo indecente, a tutti con la tua sanzione pecuniaria abbastanza modesta per un deputato della Repubblica, caro Julien Aubert, La civiltà francese non è crollata con il matrimonio gay e non crollerà perché dirai: deputata, signora Presidente, sindaca…ecc. I tempi sono cambiati e la Francia patriarcale e maschilista in cui la farmacista, la deputata, la presidente, la sindaca…ecc…erano semplicemente le mogli di mariti che esercitavano queste professioni, non esiste più!

 

Politica : 21 aprile, un giorno storico per tutte le francesi !

 

 

70 anni fa, il 21 aprile 1944, il diritto di voto era accordato alle francesi da un’ordinanza del governo provvisorio sistemato ad Algeri e che autorizzava per la prima volta le donne a votare ea presentarsi alle elezioni. Il 29 aprile 1945, le francesi votarono per la prima volta all’occasione delle elezioni amministrative. Qualche mese dopo, il 21 ottobre 1945, loro parteciparono allo scrutinio nazionale.

Ovviamente, gli oppositori al diritto di voto alle donne erano gli stessi che, l’anno scorso, si sono opposti alla legge sul matrimonio gay. Queste Cassandre annunciavano addirittura la fine della famiglia e della “civiltà” francese. Risultato ? Niente. La “civiltà” francese non è crollata dopo le elezioni del 1945 e non è crollata dopo la legge sul matrimonio gay. Francamente, se dovessi fare un elenco di tutte le cretinate sparate durante i dibattiti sulle leggi che hanno rappresentato un progresso sociale nella storia di Francia dalla Rivoluzione francese, una vita non mi basterebbe. Ma, comunque, all’occasione dei 70 anni di questo compleanno, vi ho tradotto il brano di una tesi, scritta all’inizio del novecento da un deputato della Champagne – danno alla testa le bollicine di Champagne -, Emile Morlot, intitolata : Della capacità elettorale.

Invano si pretende che l’uguaglianza civile accordata alla donna ha come corollario necessario la sua emancipazione politica. E’ ignorare completamente il ruolo della donna nell’umanità. Destinata alla maternità, fatta per la vita di famiglia, la dignità della sua situazione sarà quanto più grande che lei non andrà a comprometterla nelle lotte del forum e nei casi della vita. Dimenticherebbe fatalmente i suoi doveri di madre e i suoi doveri di moglie, se abbandonasse il focolare domestico per correre sul podio. Non ci apporterebbe  d’altronde la moderazione del linguaggio e la nitidezza delle concezioni, che sono indispensabili negli usi parlamentari. D’altra parte, introdurrebbe nella famiglia un elemento di scioglimento, che le farebbe perdere la legittima influenza che esercita sul padre di famiglia la donna rispettabile, che è l’onore della casa. Da nessuna parte il ruolo della donna fu meglio compreso che a Roma ; venerata e venerabile nella vita privata, la matrona romana non era niente nella vita pubblica e mai ella sognò di compromettere la maestà del focolare domestico nel fango dei comizi. Queste usanze, fortunatamente, sono ancora le nostre e la condanna della teoria che combattiamo è quella che pronuncia ogni giorno la stragrande maggioranza delle donne. Abbiamo dunque perfettamente ragione di escludere le donne e le persone che, per la loro scarsa maturità mentale, non possono prendere una parte intelligente nella condotta degli affari pubblici…(Emile Morlot).

 

 

 

 

Francia : Elezioni amministrative francesi e stampa italiana !

Francia, trionfa l’ultradestra di Le Pen (il Messaggero)

Trionfo Le Pen (la Repubblica)

Boom del Fronte Nazionale (La Stampa)

Vince il Front National (il Sole 24 ore)

Dilaga estrema destra (Ansa)

Il Front National affonda il PS di Hollande (Quotidiano.net)

Stravince il Fronte Nazionale di Marine Le Pen (il Fatto Quotidiano)

Sulla Francia si abbatte il ciclone Le Pen (La Stampa)….ecc…ecc…

Ovviamente, non vorrei raffreddare l’entusiasmo della stampa italiana davanti al fenomeno Marine Le Pen e la voglia di metterla al centro del dibattito, purtroppo c’è la freddezza dei numeri  : il Front National ha ottenuto solo il 7% dei voti con un’astensione record di quasi 40%, il partito di Marine Le Pen è riuscito a presentare liste solo in 600 comuni mentre ci sono più di 36.700 comuni in Francia ! Al massimo il Front National  può vincere 6 comuni. Avete letto bene : il Front National, nel migliore dei casi, avrà sei sindaci su un totale di più di 36.700 sindaci e un po’ meno di 500 assessori su un totale di 568.000  ! Altro che tsunami e ciclone devastante…

Francia : oggi, si vota per le elezioni municipali !

 

A Echigey, in Costa d’Oro, lo scontro elettorale è stato rovente. Echigey simbolo lampante della superiorità femminile, possedeva, infatti, un comune in sottogonna in cui gli assessori erano delle assessore e in cui il sindaco (oggi, diciamo la maire cioè la sindaca), la signora Ainoc, regnava, potenza incontestabile. Gli uomini, ritrovando coraggio, hanno contrattaccato. Di nascosto, hanno ordito la loro strategia di campagna, costituito una lista. Donne contro Uomini, la lotta si ingaggiava. L’indomani, le truppe femminili d’assalto di Echigey raccoglievano la sfida e lasciando le loro cucine, pattugliavano. Lotta spietata in cui tutti i mezzi erano buoni. Gli uomini, dalla loro parte, le loro tenere compagne cambiate in amazzoni del suffragio universale, minacciati delle peggiori restrizioni, passavano alla difesa passiva. La febbre montava : Uomini o Donne ? Tocca al popolo sovrano. Nella sala dello scrutinio, sotto la presidenza della sindaca, Echigey ha votato. Chi ha vinto tra la sottogona e la barba ? La barba ha trionfato ! Echigey avrà un sindaco. Ma, attenti alle rappresaglie !

Vicenda Hollande : La DEONTOLOGIA del giornalista francese !

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La  caporedattrice al fotografo : Siamo per il rispetto assoluto della privacy…ma, adesso che è diventato pubblico, voglio degli scatti della Trierweiler uscendo dalla clinica ! (mercoledi 15 gennaio, vignetta di Pétillon, pubblicata in Le Canard enchaîné)

Bismarck e le elezioni italiane

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Non ci sono solo Angela Merkel e Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze tedesco, ad immischiarsi  nelle elezioni italiane, c’è anche il buon vecchio Bismarck con la sua fottuta legge ! D’accordo, conoscete la legge di Murphy oppure quella di Godwin, ma c’è anche la legge di Bismarck, legge universale che si è ancora verificata l’anno scorso durante le elezioni presidenziali francesi. Questa legge è molto semplice e dice : ” NON SI DICONO TANTE BUGIE QUANTE SE NE DICONO PRIMA DELLE ELEZIONI, DURANTE UNA GUERRA E DOPO LA CACCIA”  (Otto Von Bismarck). Adesso, se volete vi invito a cliccare sull’immagine per cambiarci un po’ le idee !