Bacino di Arcachon: Il tizio che preferiva le rondini del Cap Ferret ai gatti dei cimiteri.

Attraversare l’antica foresta di sughero sulla riva orientale del Bacino di Arcachon ed ammirare il sottobosco con i corbezzoli che si piegano sotto il peso dei frutti, la bellezza dei fiori bianchi dei falsi alberi da cotone che riesce a fare dimenticare per un attimo che la pianta è un disastro per la flora locale. Seguire, camminando su un sentiero di ostriche frantumate, il corso del vecchio canale di Lacanau che convoglia  torpidamente le sue acque rosse e che sfocia in questo punto nel Bacino di Arcachon. Dirsi, come ogni volta, che sarebbe un’idea in primavera di scendere tutto il canale in canoa da Hourtin fino al lago di Biscarrosse; progetto che non si realizzerà mai per mancanza di tempo. Divertirsi ad osservare due uomini, il fango fino alle anche, raccogliere ostriche selvagge e granchi intrappolati dalla bassa marea. Diventare quasi sordo dai latrati continui degli uccelli di mare che vengono svernare sul Bacino di Arcachon. Avventurarsi nell’immensità dei prati salati ed essere attento agli orari delle maree per non ritrovarsi in una brutta situazione. Esplorare le centinaia di sentieri che portano da nessuna parte e che formano un gigantesco  labirinto. Alzare gli occhi ed essere rassicurato dalla presenza nel lontano sull’altra riva della città di Arcachon e dietro dalla bianchezza nevosa della montagna di Arcachon. Masticare un po’ di salicornia e ritrovarsi con la bocca piena di amaro. Arrivare alla vecchia capanna su palafitte che minaccia di crollare, abbandonata dagli uomini e corrosa dal sale. Camminare ancora un po’ verso una vecchia barca nonostante il buio che scende e le nuvole minacciose. Scorgere per la prima volta tra le erbe una semplice piastra con il nome di un uomo, la data di nascita e di morte e una frase che dice: “Zitto ! Osservo le rondini passare”. Tornare indietro nel silenzio e sentire già l’oceano che sale di nuovo e ricoprirà presto la piastra…

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Oceano : Un 23 settembre intorno al lago di Lacanau

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Impressionante, dall’inizio di Bordeaux e dintorni, il numero di post che ho scritto su Lacanau. Sarà che la piccola città balneare sull’oceano Atlantico si trova solo a due passi da casa mia oppure sarà, più probabilmente, che non mi stanco mai della bellezza del lago, dell’oceano, delle dune e delle foreste. La croce luminosa sopra la farmacia indica che alle ore 17.30, la temperatura è di 33 gradi. Abbiamo già visto che, in aprile, il colore del litorale dell’Aquitania era il giallo-oro dei ginestroni e delle ginestre che sbocciano in quel periodo. In settembre, sono le brughiere che sbocciano a milioni sotto i pini marittimi. Il suolo è letteralmente tappezzato da tutte le sfumature delle brughiere che vanno dal rosa fino al viola. Mentre mi dirigo con l’auto sulla vecchia strada provinciale tra l’oceano e il lago, vedo delle vecchiette che si sono fermate per raccogliere delle brughiere intere con le radici. Mi fa un po’ pena perché le brughiere nei giardini sono sordide e mi fanno sempre pensare ai cimiteri. Forse le vecchiette vogliono un assaggio. Non care amiche, ammirate le grandi distesi di brughiera sulle dune, ma non dovete raccoglierle ! Le brughiere amano la libertà !

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Qui siamo a sud del lago : a Longarisse. Il posto dove mi trovo si chiama la punta del Bernos, ma altre persone la chiamano la punta ai cavalli. Ci troverete i soliti quattro gatti perché, di solito, la gente preferisce andare al Moutchic, a nord. Io preferisco questa parte del lago, è più selvaggio. E poi, quest’estate, ho preso l’abitudine, almeno una volta per settimana di nuotare fino all’isola degli uccelli, la più grande, che vedete sul lago. Diciamolo sono in forma olimpica !

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A destra, dalla punta del Bernos, c’è la baia delle ninfee. Volete andare sulla sponda che vediamo di fronte ? C’è la via di Compostela che costeggia il lago. Lasciatemi fare il bagno e ci andiamo. Una passeggiata di meno di due ore. Non preoccupatevi. A Bordeaux il sole tramonta più tardi.

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La via di Compostela tra il lago e l’oceano, è la via che parte da Soulac (Gironda) fino ad Irun (Spagna) costeggiando tutti i grandi laghi dell’Aquitania. Sotto gli alberi, è più respirabile. Adesso che siamo fra noi, cari amici italiani, dovete spiegatemi perché in Italia l’estate finisce dopo ferragosto ? Qui, siamo ancora in estate nonostante il calendario. Secondo me, l’ultimo giorno dell’estate è il primo giorno della vendemmia. D’accordo, ci sono dei segni che mostrano che l’autunno sta per arrivare : Il vino bourru si trova già nei mercati all’aperto ma è roba provenzale. Ci sono le fiere dei vini nei supermercati ; le bancarelle, traboccando di porcini di Bordeaux si sono sistemate lungo le strade (tranne che non sono porcini di Bordeaux perché fa troppo caldo). La domenica mattina, La rosticceria ambulante ha ritrovato il suo posto davanti alla panettiera, sotto casa mia.

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I corbezzoli sono arbusti tipici della regione, ma per il momento i frutti non sono ancora maturi. Un’altra piante è endemica e forse sarà una sorpresa per i miei lettori : il Mirto.  Ma qui non ne facciamo niente.

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Basta lasciare il cammino lungo, girare a destra e procedere attraverso le dune ricoperte di pini marittimi per raggiungere l’oceano dove i surfisti di Lacanau scavalcano di nuovo le loro onde, dopo un’estate a rodere il freno….Anche sotto gli alberi, c’è un indizio che ci indica che l’autunno sta per arrivare : Il silenzio. Non si sente più il rumore infernale delle cicale !

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Le more selvatiche che ricordano i dolci dell’infanzia. Quando, noi bambini, tornavamo con un cestino pieno di more era l’incubo di mia madre. Lei trova che le more sentono la formica. E non mi chiedete che odore hanno le formiche !

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Le acque blu del lago e la punto del Bernos che abbiamo lasciato qualche tempo fa….

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Lungo la baia delle ninfee, ci sono delle insenature da sogno. Avete capito perché la baia si chiama baia delle ninfee ? Le ninfee ancora in fiore sembrano sospese tra il cielo e l’acqua.

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Più si scende a sud, più il lago diventa selvaggio. Qui, sulla riva, ci sono addirittura delle mangrovie. Volete penetrare con me nella palude, al riparo sotto le fronde delle querce e delle felci giganti ? D’accordo, ma ci vuole camminare con precauzione perché non vorrei disturbare un animale che vive là !

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I gamberi di fiume !

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Quando vi avvicinate troppo, il gambero di fiume è ingegnoso e fa finta di essere morto ! Se avessi portato un secchio, credetemi, avrei potuto ne raccoglierne qualche chilo. Ma lasciamo le bestiole in pace perché, anche se sono un ragazzo dell’estuario della Gironda, non sono né cacciatore, né pescatore e preferisco comprarli dal pescivendolo !

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Vi lascio qui. Spero la piccola passeggiata vi è piaciuta ! Un 23 settembre intorno al lago di Lacanau.

I post scritti su Lacanau sono numerosi. Potrebbero interessarvi i post seguenti :

La spiagge alla fine del mondo : prima parte.

La spiagge alla fine del mondo : secondo parte.

Un giorno d’estate sull’isola del tesoro

Lacanau : un giorno d’estate sull’isola del tesoro

Io mi considero un ragazzo molto fortunato. Non perché ho dei soldi : non he ho.  Ma perché vivo vicino all’oceano Atlantico e ai grandi laghi che costeggiano il litorale dell’Aquitania. Nel Médoc, c’è il più grande lago di Francia quello di Carcans, scendendo a sud, sempre nel Médoc, trovate il lago di Lacanau ; ancora più a sud c’è la baia di Arcachon, a sud di Arcachon c’è l’immenso lago di Sanguinet e Cazaux, poi il lago di Biscarosse e quello di Parentis en Born, l’ultimo lago essendo lo stagno d’Aureilhan. Tutti questi laghi sono collegati tra loro grazie ad un bellissimo canale e mi piacerebbe davvero scoprire tutti questi laghi percorrendo in canoa la distanza che separa il lago di Carcans e lo stagno d’Aureilhan, circa 150 km. Ma per il momento è solo un sogno. Comunque, oggi, faremo una piccola escursione in canoa sul lago di Lacanau.

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In questo momento, abbiamo la bambina di mio fratello che sta trascorrendo qualche giorno di vacanza con noi per approfittare un po’ del mare. Oggi è un grande giorno per la bambina perché le ho promesso che questa domenica, finalmente, andremmo alla scoperta dell’isola del tesoro in mezzo alle acque del lago di Lacanau. La bambina alle otto del mattino è già pronta e viene a svegliarmi. Ma dai ! è domenica ! Ti ho detto, ieri sera, che partiremmo verso le undici ! Va bene, mi alzo. La giornata si annuncia caldissima e alle dieci fa già più di trenta gradi. Non devo dimenticare i sacchi di ghiaccio per le bevande ! Una volta che abbiamo riempito lo zaino, sembra pesare una tonnellata. Non c’è più spazio dentro e non ci siamo ancora fermati dal panettiere per comprare i mega panini per il picnic. Mi dispiace, bambina, devi sacrificare la tua collezione di bambole monster high, altrimenti non possiamo salpare.

Mentre passiamo davanti il canale di Lacanau, do un’occhiata a sinistra sapendo già che i quattro vecchietti che hanno l’abitudine di pescare hanno disertato il posto. Forse sono a casa, davanti alla T.V, aspettando impazientemente la fine dell’estate e il ritorno dell’autunno per impadronarsi di nuovo del canale abbandonato dai turisti. Per dire la verità, quando arriviamo alla spiaggia del Moutchic anche il “nostro albero” che fa una bella ombra  sul prato antistante il lago è stato preso d’assalto. Non so perché la gente si ammucchi su questa spiaggia. Io la frequento solo in primavera, in estate con la bambina andiamo più a sud dove il lago è totalmente incontaminato. Sul parcheggio della spiaggia del Moutchic si è sistemato un piccolo luna park e la musica è già assordante. La bambina ride vedendo i venditori di bomboloni che stanno già urlando sulla spiaggia e si mette a canticchiare : “Des beignets aux pommes pour les bonhommes ! Des beignets au nutella pour les nanas !” Ma lasciamo la spiaggia del Moutchic e scendiamo più a sud perché la nostra spiaggia segreta è dopo Longarisse, nella baia dei nenufari, sulla vecchia via di Compostela. La spiaggia che vedete sull’immagine sopra.

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Siamo domenica e non c’è un gatto. Raramente la gente scende  tanto a sud e non ho mai capito il perché. Il posto è selvaggio, in mezzo alla foresta di pini marittimi. Potete tranquillamente fare un picnic senza rischiare di ricevere un frisbee oppure un pallone da calcio. Non significa che non c’è rumore ma è dovuto ai cambiamenti climatici ! Quando ero bambino le nostre foreste di pini marittimi erano silenziose in estate, ormai sembra che l’Aquitania sia diventata la Provenza : le cicale hanno colonizzato tutta la regione ! Nella foto sopra, vedete un arcipelago composta da tre isole che sorgono in mezzo al lago di Lacanau. La più grande isola si chiama l’isola agli uccelli, le altre non hanno di nome.  Ogni anno, la bambina mi promette che imparerà a nuotare bene e così potremmo andare esplorare “l’isola del tesoro”. Ci spaventiamo parlando dei pericoli della traversata : squali, piranha e altre meduse mortali. Ma gli anni passano e la bambina non fa nessun progresso e guardiamo l’isola da lontano come un sogno inaccessibile. Ma quest’anno è un grande giorno perché un amico mi ha prestato una canoa e trascorreremo tutta la giornata sull’isola del tesoro. Soli al mondo.

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La vista sul lago di Lacanau verso sud dalla baia dei nenufari

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Per dire la verità, conosco bene l’isola del tesoro, ma faccio come se fosse la prima volta per me. Faccio apposto di abbordare l’isola ad ovest dove ci sono solo canne di palude, ginestroni e mangrovie. Così faccio lentamente il giro dell’isola e lascio la bambina scoprire un posto dove potremmo sbarcare.

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La bambina. Maledetta, non hai troppo usato la pagaia durante la traversata !

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L’isola del tesoro. Forse non abbiamo trovato un tesoro, ma guardate il colore oro delle acque che circondano il lago. E’ il sole che si rispecchia sull’alios nel fondo del lago che da questa straordinaria colore e vale bene tutte le acque turchesi del mondo.

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Finalmente, abbiamo scoperto un’insenatura dove sbarcare con il picnic.

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Appena arrivati andiamo a bagnarsi perché fa più di 35 gradi e l’acqua è invitante con la sua temperatura che deve raggiungere i 25 gradi. La bambina vorrebbe esplorare subito l’isola ma abbiamo il tempo. Facciamo già il bagno poi dobbiamo trovare un posto per mangiare tranquillamente sotto gli alberi, poi andremo a esplorare l’isola. Sono il capitano di questa spedizione, si o no ?

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E’ una vera isola con la sua foresta, le spiagge, le brughiere, la palude, la mangrovia. Lascio la bambina partire alla scoperta dell’isola mentre leggo, sotto gli alberi, il libro che mi sono portato. Ogni tanto, la bambina torna e facciamo il bagno insieme. Passiamo la domenica così. Siamo in paradiso.

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L’isola più piccola ad est dall’isola del tesoro.

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Sull’altra sponda dove ci sono gli alberi, c’è la spiaggia che abbiamo lasciato stamane.

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Non abbiamo visto il tempo passare e sono già le sei e mezzo. E’  tempo di tornare a casa, verso la civiltà. Una domenica di luglio a Lacanau.