Bacino di Arcachon: Il tizio che preferiva le rondini del Cap Ferret ai gatti dei cimiteri.

Attraversare l’antica foresta di sughero sulla riva orientale del Bacino di Arcachon ed ammirare il sottobosco con i corbezzoli che si piegano sotto il peso dei frutti, la bellezza dei fiori bianchi dei falsi alberi da cotone che riesce a fare dimenticare per un attimo che la pianta è un disastro per la flora locale. Seguire, camminando su un sentiero di ostriche frantumate, il corso del vecchio canale di Lacanau che convoglia  torpidamente le sue acque rosse e che sfocia in questo punto nel Bacino di Arcachon. Dirsi, come ogni volta, che sarebbe un’idea in primavera di scendere tutto il canale in canoa da Hourtin fino al lago di Biscarrosse; progetto che non si realizzerà mai per mancanza di tempo. Divertirsi ad osservare due uomini, il fango fino alle anche, raccogliere ostriche selvagge e granchi intrappolati dalla bassa marea. Diventare quasi sordo dai latrati continui degli uccelli di mare che vengono svernare sul Bacino di Arcachon. Avventurarsi nell’immensità dei prati salati ed essere attento agli orari delle maree per non ritrovarsi in una brutta situazione. Esplorare le centinaia di sentieri che portano da nessuna parte e che formano un gigantesco  labirinto. Alzare gli occhi ed essere rassicurato dalla presenza nel lontano sull’altra riva della città di Arcachon e dietro dalla bianchezza nevosa della montagna di Arcachon. Masticare un po’ di salicornia e ritrovarsi con la bocca piena di amaro. Arrivare alla vecchia capanna su palafitte che minaccia di crollare, abbandonata dagli uomini e corrosa dal sale. Camminare ancora un po’ verso una vecchia barca nonostante il buio che scende e le nuvole minacciose. Scorgere per la prima volta tra le erbe una semplice piastra con il nome di un uomo, la data di nascita e di morte e una frase che dice: “Zitto ! Osservo le rondini passare”. Tornare indietro nel silenzio e sentire già l’oceano che sale di nuovo e ricoprirà presto la piastra…

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Pubblicità: perché la mamma sarà sempre la mamma!

Siete un sito internet francese che propone di mettere in relazione persone che hanno bisogno di qualcuno per fare la baby sitter, fare la spesa, pulire l’appartamento, cucinare, stirare – insomma quello che in francese si chiama: i  servizi alla persona – con dei lavoratori. Quindi dovete dissuadere la gente di ricorrere alla mamma, questa pessima abitudine francese di considerare la mamma come una schiava moderna. E cosa c’è di più dissuasivo, di più repulsivo, che un vecchio cliché sui nostri vicini italiani, quei eterni mammoni…Vecchia storia della pagliuzza e della trave.

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Contesto: Una coppia francese torna da un concerto in compagnia di un’altra coppia: il modo di parlare, l’accento, l’appartamento, la biblioteca, indica che la coppia vive a Parigi e appartiene ad un ceto alto borghese. Insomma la coppia non è come il comune dei mortali e non ha problemi di soldi il quindici del mese. Notate che accade bene per il sito internet che vuole convincere questa categoria di popolazione.

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La moglie: Era geniale questo concerto…

Il marito: musicalmente, non era tanto straordinario (notate che in Francia, i borghesi  utilizzano “transcendant” per dire boh!)

La moglie: Ooooooh…hai torto, non sono d’accordo.

L’altro tizio che ha un leggero accento indefinibile: uscite, lavoro, casa impeccabile…ma come fate? (notate che, secondo me, il tizio è francese; è solo il suo modo di pronunciare IMPeccable che tradisce le sua italianità)

Il marito che si cambia in rappresentante di commercio: Famihero.com!

La moglie dell’italiano (lei ha un accento francese DOC; è una coppia mista!): E per i figli?

Il marito sempre nello stesso trip sfodera il suo computer già acceso sul sito internet : Famihero! Qui, scegli il tuo servizio, il codice postale e hop (oplà).

L’italiano che non ha mai sentito l’onomatopea “hop”: E hop! (!?!)

Il marito: Sì, vedi le persone disponibili vicino a casa tua.

La coppia francese (che sta diventando addirittura perfida): E voi, come fate?

L’italiano (fiero come un Artabano): Noi, abbiamo la mamma! (E il tizio di mostrare un orribile donnone in home page sul cellulare).

La coppia francese imbarazzata come la gallina che ha un solo uovo (come dice il proverbio francese): Ah sì, hum, sì…è bene anche aver la famiglia così…accanto…disponibile…diretto…no…è…veramente…sì…e poi sono sicuro che lei è una buona cuoca….

Detesto questa pubblicità, non solo per il cliché nei confronti degli italiani, ma anche perché potrebbe dare l’idea a mia madre di mandarmi a quel paese oppure ad esigere uno stipendio ogni volta che le chiedo qualcosa. Brivido. 

Médoc : un airone a caccia fra le iridi !

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lunedì primo Aprile. Mentre sto osservando un airone cenerino a caccia nella palude dietro casa mia. Mi sta tornando in mente i versi di una favola di La Fontaine imparata a scuola ed intitolata : l’airone. La conoscete ?

L’Airon dal lungo collo e dal più lungo becco,
che sta su gambe lunghe, a spasso iva nel secco
d’un torrentello e a riva;
come nei giorni belli erano l’acque chiare
e i miei dolci carpioni vedevansi a guizzare
coi lucci in comitiva.

Venian tanto dappresso, che avria potuto al solo
mover del becco, e come se li pigliasse a volo,
mangiarseli in buon’ora.
Ma volle invece attendere d’aver più fame. Assai
egli era in ciò metodico e non usava mai
mangiare fuori d’ora.

Tornato pien di fame più tardi sulla sponda,
non vide altro che tinche a diguazzar nell’onda
e fece il disgustato…

cliccate qui per leggere il seguito.

Niente di più falso di questa favola. Ma, possibile che La Fontaine non abbia mai osservato un airone ? E non lo dico perché, bambino, sono stato traumatizzato da questa favola. Dovete sapere, cari lettori, che tutti i bambini di Francia devono imparare a memoria, un giorno o l’altro, una favola di questo fottuto La Fontaine e recitarla davanti tutta la scolaresca. Che incubo ! Quanti pianti ho versato per imparare questi maledetti versi. Certe persone hanno una memoria da elefante, io ho piuttosto una memoria da pesce rosso ! Comunque, dicevo che La Fontaine non aveva mai osservato un airone, se fosse il caso, il tizio si sarebbe reso conto che l’airone non fa mai il difficile oppure il disgustato come dice lui. Anzi, è un ghiottone  temibile che inghiottisce, a tutte le ore, tutto quello che gli passa in prossimità : carpe, lucci, anguille, vermi, rane…ecc…In inverno, gli aironi fanno anche strage di topi nei prati vicini alla palude e riducono i poveri gatti alla fame….

Il francese che odiava i gatti

Si chiamava Jean de La Fontaine e non troverete mai nelle 14 favole dove apparisce la bestiola qualcosa di positivo. Francamente, Il bravo La Fontaine avrebbe odiato internet : un universo pieno di immagini e di film dedicati ai gatti. La Fontaine fa del gatto un ritratto poco lusinghiero nel quale il gatto viene sempre chiamato : Alessandro, Attila, Mangialardo, Grippe-fromage, Raminagrobis…ecc…Il gatto caccia con furberia e crudeltà ;  la bestiola è sempre pronta a tradire i suoi amici per i propri interessi…ecc… Sotto un esempio con la favola intitolata : il Gatto e il vecchio Topo dove un gatto nazista sopranominato l’Alessandro di tutti i gatti vuole sterminare tutti i topi del mondo.

Cliccate qui per la traduzione della favola in italiano.

A Bordeaux, i gatti sono ormai fuori moda !

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Un angolo di cielo blu, un timido raggio di sole, chiudo l’ombrello. Sicuramente non la migliore idea del mondo perché dopo due minuti si mette di nuovo a piovere. Impossibile riaprire l’ombrello : il vento si è alzato e la via Sainte-Catherine, a quest’ora di fine pomeriggio, convoglia un fiume di gente verso i negozi e i grandi magazzini per le ultime spese di natale. Sono spintonato, travolto, rotolato dall’onda umana ; manco scivolare cento volte sul pavimento bagnato e immagino già il mio corpo calpestato dalla gente. Che fine orrenda ! Finalmente, completamente fradicio, riesco ad entrare alle galeries Lafayette. Ovviamente, non ho nessuna idea per un regalo ! E non pensate che io sia il solo procrastinatore ! Una masnada di ragazzi ha invaso il reparto profumeria e gioielleria alla ricerca di qualcosa  da offrire. Facciamo veramente pena ! mendichiamo lo sguardo delle venditrici, imploriamo un consiglio, annusiamo i profumi senza mai deciderci. Sono disperato. Cosa fare ? prendere la scala mobile ed esplorare i reparti dedicati all’abigliamento ? Già che non sono capace di scegliere un profumo ! All’ultimo piano, ci sono gli ustensili da cucina, ma non posso tornare a casa con una pentola ! Tieni, ho pensato ad una pentola per natale. Brivido. Va bene, devo ancora riflettere, ho ancora tempo. Esco dalle galeries Lafayette e mi dirigo verso la piazza della Commedia per prendere un caffè nel bar che si trova dentro il Grand-Théatre. Poi, vado a fare un giro sulle viali di Tourny per vedere il mercatino di natale. Non dovrei scrivere il mercatino di natale ma piuttosto il mercatino cinese di natale ! Tutto mi sembra roba cinese tranne ovviamente gli chalet che propongono leccornie regionali : Canelé, bouchons de Bordeaux, Noisettines…oppure alsaziane : Kouglof, vino caldo, pan di spezie, Bretzel dolci…Invece lo chalet che vedete nella foto sopra mi ha davvero incuriosito. A sinistra non lo vedete ma c’è un cartello dove è scritto : “il vostro nuovo animale da compagnia”. Quindi lo chalet è una specie di pet shop. Ma non indovinerete mai di quale animale si tratta anche se doveste vivere mille anni. E’ impossibile ! Siamo alla follia ! Ma, potete comunque tentare di rispondere alla domanda : quale animale di compagnia la coppia sulla foto sta acquistando ? Risposta : domani sera !

La bestiola che sta acquistando la coppia è un Bernardo l’eremita, un piccolo paguro terrestre di origine asiatica. Non vive nei mari come quelli che troviamo da noi, ma nella sabbia.  È questo l’animale di compagnia che sta spodenstando i nostri ormai troppi banali cani e gatti.  È sapete perché ? Perché il Bernardo l’eremita asiatico è un fashion victim, gli piace cambiare spesso di conchiglia…e lo chalet che vedete sopra oltre al Bernardo l’eremita vende tutto un assortimento di conchiglie “customizzate”, ce n’erano centinaia : volete un Bernardo l’eremita spiderman, un Bernardo l’eremita babbo natale, un Bernardo l’eremita Berlusconi….Basta scegliere secondo i vostri gusti le conchiglie di ricambio. Come volete che i gatti possano lottare ! Di più il Bernardo l’eremita è abbastanza affetuoso e piuttosto ascetico secondo la venditrice.

Buon weekend a tutti !