Pubblicità: perché la mamma sarà sempre la mamma!

Siete un sito internet francese che propone di mettere in relazione persone che hanno bisogno di qualcuno per fare la baby sitter, fare la spesa, pulire l’appartamento, cucinare, stirare – insomma quello che in francese si chiama: i  servizi alla persona – con dei lavoratori. Quindi dovete dissuadere la gente di ricorrere alla mamma, questa pessima abitudine francese di considerare la mamma come una schiava moderna. E cosa c’è di più dissuasivo, di più repulsivo, che un vecchio cliché sui nostri vicini italiani, quei eterni mammoni…Vecchia storia della pagliuzza e della trave.

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Contesto: Una coppia francese torna da un concerto in compagnia di un’altra coppia: il modo di parlare, l’accento, l’appartamento, la biblioteca, indica che la coppia vive a Parigi e appartiene ad un ceto alto borghese. Insomma la coppia non è come il comune dei mortali e non ha problemi di soldi il quindici del mese. Notate che accade bene per il sito internet che vuole convincere questa categoria di popolazione.

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La moglie: Era geniale questo concerto…

Il marito: musicalmente, non era tanto straordinario (notate che in Francia, i borghesi  utilizzano “transcendant” per dire boh!)

La moglie: Ooooooh…hai torto, non sono d’accordo.

L’altro tizio che ha un leggero accento indefinibile: uscite, lavoro, casa impeccabile…ma come fate? (notate che, secondo me, il tizio è francese; è solo il suo modo di pronunciare IMPeccable che tradisce le sua italianità)

Il marito che si cambia in rappresentante di commercio: Famihero.com!

La moglie dell’italiano (lei ha un accento francese DOC; è una coppia mista!): E per i figli?

Il marito sempre nello stesso trip sfodera il suo computer già acceso sul sito internet : Famihero! Qui, scegli il tuo servizio, il codice postale e hop (oplà).

L’italiano che non ha mai sentito l’onomatopea “hop”: E hop! (!?!)

Il marito: Sì, vedi le persone disponibili vicino a casa tua.

La coppia francese (che sta diventando addirittura perfida): E voi, come fate?

L’italiano (fiero come un Artabano): Noi, abbiamo la mamma! (E il tizio di mostrare un orribile donnone in home page sul cellulare).

La coppia francese imbarazzata come la gallina che ha un solo uovo (come dice il proverbio francese): Ah sì, hum, sì…è bene anche aver la famiglia così…accanto…disponibile…diretto…no…è…veramente…sì…e poi sono sicuro che lei è una buona cuoca….

Detesto questa pubblicità, non solo per il cliché nei confronti degli italiani, ma anche perché potrebbe dare l’idea a mia madre di mandarmi a quel paese oppure ad esigere uno stipendio ogni volta che le chiedo qualcosa. Brivido. 

Politica : 21 aprile, un giorno storico per tutte le francesi !

 

 

70 anni fa, il 21 aprile 1944, il diritto di voto era accordato alle francesi da un’ordinanza del governo provvisorio sistemato ad Algeri e che autorizzava per la prima volta le donne a votare ea presentarsi alle elezioni. Il 29 aprile 1945, le francesi votarono per la prima volta all’occasione delle elezioni amministrative. Qualche mese dopo, il 21 ottobre 1945, loro parteciparono allo scrutinio nazionale.

Ovviamente, gli oppositori al diritto di voto alle donne erano gli stessi che, l’anno scorso, si sono opposti alla legge sul matrimonio gay. Queste Cassandre annunciavano addirittura la fine della famiglia e della “civiltà” francese. Risultato ? Niente. La “civiltà” francese non è crollata dopo le elezioni del 1945 e non è crollata dopo la legge sul matrimonio gay. Francamente, se dovessi fare un elenco di tutte le cretinate sparate durante i dibattiti sulle leggi che hanno rappresentato un progresso sociale nella storia di Francia dalla Rivoluzione francese, una vita non mi basterebbe. Ma, comunque, all’occasione dei 70 anni di questo compleanno, vi ho tradotto il brano di una tesi, scritta all’inizio del novecento da un deputato della Champagne – danno alla testa le bollicine di Champagne -, Emile Morlot, intitolata : Della capacità elettorale.

Invano si pretende che l’uguaglianza civile accordata alla donna ha come corollario necessario la sua emancipazione politica. E’ ignorare completamente il ruolo della donna nell’umanità. Destinata alla maternità, fatta per la vita di famiglia, la dignità della sua situazione sarà quanto più grande che lei non andrà a comprometterla nelle lotte del forum e nei casi della vita. Dimenticherebbe fatalmente i suoi doveri di madre e i suoi doveri di moglie, se abbandonasse il focolare domestico per correre sul podio. Non ci apporterebbe  d’altronde la moderazione del linguaggio e la nitidezza delle concezioni, che sono indispensabili negli usi parlamentari. D’altra parte, introdurrebbe nella famiglia un elemento di scioglimento, che le farebbe perdere la legittima influenza che esercita sul padre di famiglia la donna rispettabile, che è l’onore della casa. Da nessuna parte il ruolo della donna fu meglio compreso che a Roma ; venerata e venerabile nella vita privata, la matrona romana non era niente nella vita pubblica e mai ella sognò di compromettere la maestà del focolare domestico nel fango dei comizi. Queste usanze, fortunatamente, sono ancora le nostre e la condanna della teoria che combattiamo è quella che pronuncia ogni giorno la stragrande maggioranza delle donne. Abbiamo dunque perfettamente ragione di escludere le donne e le persone che, per la loro scarsa maturità mentale, non possono prendere una parte intelligente nella condotta degli affari pubblici…(Emile Morlot).

 

 

 

 

Ma perché ho questo rapporto particolare con i prodotti lattiero-caseari ?

In questo video davvero divertente, intitolato French Fiction, per la promozione del sito ANEKDOTA, gli autori, Hervé De Wilde e Charles Bourgois, hanno raccolto alcuni aneddoti e cliché sui francesi attraverso i film americani. Per quanto mi riguarda, devo essere un francese un po’ speciale perché non ho mai ordinato una birra in un McDonald’s e per dire la verità non mi ricordo di essere entrato un giorno in un fast food. Non fumo, non pratico il nudismo sulla spiaggia dietro casa mia. Parlo un francese abbastanza comprensibile, diciamo nella media francese, ma è vero che ho un accento francese impossibile quando parlo una lingua straniera. D’accordo, il formaggio mi piace, ma non trovo che ho un rapporto particolare con i prodotti lattiero-caseari. E last but not least : non ho mai “incontrato” una ragazza francese che non si radeva le ascelle !

Buon weekend a tutti !