In cui l’autore di questo blog vi prepara semplicemente il più famoso dolce di Francia!

Tutti i pasticcieri francesi sognerebbero di sapere fare questo dolce, ma nessun membro di questa professione è riuscito ancora a risolvere l’enigma di questo dolce. Certi sarebbero pronti a vendere la propria madre oppure la loro anima al diavolo per la ricetta di questo dolce, ma sopratutto per acquistare l’abilità dei due o tre pasticcieri francesi che ne conoscono il segreto. Ladurée e Hermé hanno proposto  miliardi  e tutti i loro macarons solo per aver un indizio sul modo di fare il dolce. Invano. Questo dolce è il segreto di una famiglia incorruttibile, segreto che si trasmette da una generazione all’altra nella famiglia Artigarrède che possiede una pasticceria a Oloron Sainte-Marie nel Béarn. Questo dolce si chiama il “Russo” perché sarebbe originario di questo paese, per essere più preciso della penisola di Crimea. Non è dunque la famiglia Artigarrède che l’ha inventato ed è anche un dolce abbastanza conosciuto in Francia dal XIX secolo. Solo che la famiglia Artigarrède ha modificato il “Russo” con qualche ingrediente segreto  fino a renderlo sublime. Il dolce è diventato mitico per tutti i pasticcieri francesi, una specie di santo Graal di cui ci vorrebbe scovare il segreto. Posso anche dirvi che la famiglia Artigarrède potrebbe essere milionaria con il “Russo” e possedere già 40.000 pasticcerie in Francia e nel Mondo, ma non è interessata perché non vuole svelare il mistero del “russo” e quindi si accontenta della piccola pasticceria di Oloron-Sainte-Marie e di due altre a Tarbes e Pau. Dunque, se volete assaggiare il più rinomato dei dolci francesi, dovete fare il viaggio in Guascogna. Io non ho la pretesa di fare un “Russo” che assomiglierebbe, anche da lontano, a quello  della famiglia Artigarrède, ma ve ne propongo una versione sul cammino della busca del “Russo” perfetto.

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Gli ingredienti:

Per la dacquoise (vi ho già parlato di questo biscotto a base di meringa che è una specialità del Sud Ovest della Francia)

  • 6 albumi d’uovo
  • 100 g di zucchero
  • 80 g di farina di mandorle
  • 10 g di farina
  • 25 g di zucchero a velo

Per la crema al burro al pralin:

  • 4 tuorli d’uovo
  • 150 g di zucchero
  • 300 g di burro freddo
  • 140 g di pralin (io ho utilizzato 100 g di pralin e 40 g di nocciole tritate)

Siete pronti? Allora, cominciamo con la dacquoise…
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Preriscaldate il forno a 180 gradi. Montate i bianchi a neve. Incorporate lo zucchero…

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Setacciate lo zucchero a velo con la farina e la farina di mandorle…

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Amalgamate delicatamente il composto ai bianchi montati a neve. E abbiamo la dacquoise: il biscotto più semplice sul pianeta Terra!…

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Avete bisogno di una semplice spatola per stendere la dacquoise su una placca rivestita di carta forno. Non dimenticate di spolverare un po’ di zucchero a velo sopra la dacquoise. Siete forti in geometria? Allora, fate un rettangolo di 1 cm di spessore…

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Fate cuocere la dacquoise per….Dipende un po’ dal forno di ognuno. Io che non ho un forno potente, devo contare 25 minuti per ottenere questo risultato. Comunque, sorvegliate il biscotto e quando ha preso un bel colore, è pronto. C’è una regola per la dacquoise: croccante sopra, morbido sotto. Bene la dacquoise è pronta. Lasciatela raffreddare.

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Adesso prepariamo la crema al burro: sbattete i tuorli con un cucchiaino di zucchero…

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fino ad ottenere un composto chiaro….

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Preparate uno sciroppo con lo zucchero e 30 g d’acqua e lasciate bollire fino a quando lo sciroppo raggiunge la temperatura di 120 gradi. E’  la difficoltà della ricetta, ci vuole aver un termometro da cucina. Lo trovate in ogni supermercato per qualche euro.

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Versate lo sciroppo nel composto senza smettere di mescolare. Poi aggiungete il burro tagliato a pezzi…

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Mescolate energicamente perché dovete ottenere una crema! Aggiungete il pralin e le nocciole tritate…

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Il risultato. Riservate in frigo almeno 10 minuti.

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Tagliate la dacquoise in due…

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Spalmate una metà della dacquoise con la crema al burro….

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ricoprite la crema al burro con l’altra metà della dacquoise. Ritagliate i bordi, se volete aver qualcosa di perfetto.

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Spolverate il “Russo” di zucchero a velo, è probabilmente lo zucchero a velo che ha dato il nome a questo dolce, non pensate? Riservate un giorno intero in frigo…

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Il “Russo” non si porta mai intero a tavola. Dovete tagliare dei quadretti! (nel mio caso sono piuttosto dei quadri!).

Buon appetito!

Vino: il vino 2014 è arrivato!

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Non a Bordeaux però perché la vendemmia non è ancora iniziata. Ma trovate già il vino bourru su tutti i mercati di Bordeaux; la roba deve venire dalla Provenza oppure dall’Alsazia. Non so per le altre regioni francesi o per l’Italia, ma qui, a Bordeaux, è la tradizione di bere quantità astronomiche di  vino bourru da settembre fino a novembre o dicembre. E’ il primo vino dell’anno, un vino dolce, torbido, non finito e che sta ancora fementando. Un casino da trasportare in macchina perché è semplicemente chiuso con una capsula forata per permettergli di respirare e dovete fare tutto il tragitto fino a casa con il vino tra i ginocchi. Non vi lasciate ingannare dalla parola “bourru” che significa aspro e rude in francese e che designa qui un vino dolce. Semplicemente “bourru” viene dal fatto che il vino sia torbido e fa riferimento alla “bourre” (la borra in italiano) cioè, secondo l’enciclopedia Treccani che ne dà la stessa definizione del francese, all’origine:  la tosatura, la cimatura, il cascame di lana usato per fabbricare feltri per imbottiture o per trame grossolane; oppure la fine e abbondante peluria che in certe razze di capre è coperta dal pelo lungo, la lanugine che in alcuni animali da pelliccia sta al disotto della giarra”. Notate che l’aggetivo “bourru” è usato anche per il latte appena munto. Di solito, dovete accompagnare il vino bourru con le caldarroste. Ma non è ancora arrivato il tempo delle castagne, anzi sembra ad un anno luce; annunciano ancora 31 gradi per oggi!

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Va bene si berrà comunque al dessert con un po’ di formaggio…

Salute!

 

In cucina con Alex : un dolce ispirato dai mondiali di calcio (Cioccolato, Armagnac e Fragole di Guascogna)

Nel precedente post, cari lettori, avete scoperto il senso dell’espressione francese “essere cioccolato” e  sono sicuro che non “sarete cioccolato” con questo dolce ispirato dalla partita Francia-Svizzera che evocherà – anche se Valbuena e suoi amici sono riusciti a scassinare la cassaforte – un’altra specialità svizzera : la Banca. In effetti, oggi facciamo un lingotto al cioccolato con qualche fragola dentro. Il cioccolato e le fragole sono due grandi specialità del Sud Ovest della Francia. Un dolce facile facile, appena 30 minuti per realizzarlo cioè meno di un primo tempo di calcio e niente cottura perché fa 10.000 gradi in questo momento a Bordeaux e l’autore di questo blog non ha nessuna voglia di stare dietro un forno. Tutti pronti per il fischio d’inizio ?  Allora, la gara può iniziare !

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Gli ingredienti :

  • 150 g di cioccolato nero
  • 150 g di cioccolato al latte
  • 150 g di burro ammorbidito
  • 2 cucchiai di panna acida liquida
  • 2 cucchiai di Armagnac
  • 60 g di zucchero a velo
  • 3 uova
  • 300 g di fragole

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Rompete il cioccolato a pezzettini, aggiungete la panna acida e fate sciogliere il tutto a bagnomaria. Poi, lisciate il cioccolato con una spatola e aggiungete l’Armagnac.

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Con una frusta sbattete il burro con lo zucchero a velo fino ad ottenere una crema spumosa….

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Aggiungete i tuorli uno per volta…

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Montate i bianchi a neve….

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Unite al composto (burro, zucchero a velo, tuorli) il cioccolato….

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Poi, i bianchi montati a neve….

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La mousse è pronta. Adesso dobbiamo fare il lingotto !

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Tappezzare di pellicola alimentare uno stampo per cake. Versate uno primo strato di crema al cioccolato, disponete qualche fragola, versate un nuovo strato di crema, aggiungete il resto delle fragole e finite con un ultimo strato di crema.

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Conservate in frigo per almeno 12 ore.

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Di solito, 30 minuti prima di servire, si sfodera il dolce su un piatto, ma con il caldo africano che imperversa….meglio sfoderarlo all’ultimo momento. Se volete, potete fare dei  trucioli di cioccolato per decorare il dolce.

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Fine della partita ! Buon appetito !

 

In cucina con Alex : Il dolce bordolese dai cento nomi !

Oggi, vi propongo un altro dolce tipico di Bordeaux e del Sud-ovest della Francia, eppure non lo troverete mai in panetteria a Bordeaux perché è un dolce familiare e ne esistono mille versioni e, ovviamente, ogni famiglia ne detiene la ricetta originale, quella autentica trasmessa da madre in figlia dalla notte dei tempi. Questo dolce si chiama Millas o mias a Bordeaux, sulla riva destra dell’estuario della Gironda nelle Charentes scrivono Milloque, nelle landes di Guascogna dicono Milhàs o millas. Sentirete ancora altri nomi per designare questo dolce : millasson oppure milhassou o millassous…ecc…ma è sempre lo stesso dolce e vi consiglio di ritenere la parola “millas” che si pronuncerà per un italiano : mi-yassss. Una volta, a Bordeaux anche i canelé,  che si scrivono con una sola N da noi, si chiamavano millas. Di solito, il millas bordolese si fa con la farina di grano e il millas landese si fa con la farina di mais. Ma non è sempre vero perché c’è gente che mescola la farina di mais e quella di grano….All’origine, il millas si faceva con la farina di miglio (milh in guascone) poi il miglio è stato superato dalla comparsa del mais (milhòc in guascone). A Bordeaux il mais è stato sostituito dal grano perché gli abitanti erano più benestanti dei loro cugini landesi. Ma non è il tipo di farina che fa la magia del millas….e adesso basta chiacchiere !

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Ho scelto una versione landese del millas legata a qualche ricordo d’infanzia nei paesi immobili. Come spesso nella cucina del Sud-ovest, la ricetta è abbastanza semplice e veloce. Direi appena 15 minuti di preparazione !

Gli ingredienti :

  • 5 cucchiai di farina di mais
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 4 cucchiai di miele d’acacia
  • 75 cl di latte intero
  • 5 uova
  • 20 gr di burro
  • qualche goccia d’Armagnac (se volete, potete sostituirlo con qualche goccia d’acqua di fiori d’arancio, darà un tocco più bordolese)
  • 1 pizzico di sale

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Versate la farina di mais in una ciotola. Scaldate il latte senza fare bollire….

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Versate il latte fremente nella farina e mescolate con una frusta  energicamente per evitare i grumi. L’impasto è liquido ? E’ normale ! Preriscaldate il forno termostato 6-7.

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Separate i bianchi dai tuorli. Unite all’impasto i tuorli, il miele, lo zucchero di canna e l’armagnac. La ricetta è quasi finita, manca solo una tappa !

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Montate gli albumi a neve con il pizzico di sale. Incorporate delicatamente gli albumi all’impasto con un cucchiaio di legno.

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Imburrate generosamente uno stampo tipo “moule à manqué” e versateci l’impasto. Infornate per circa 30 a 40 minuti.

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Il risultato dopo circa 30 minuti di cottura !

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Se avete riuscito il millas, ci saranno tre strati : la base avrà una consistenza solida, lo strato centrale avrà un aspetto morbido tra il budino e le uova al latte, lo strato superiore avrà la consistenza del clafoutis. E’  la magia del nostro millas….Buon appetito !

In cucina con Alex : un dolce francese vietato ai minori !

Oggi, vi propongo un dolce francese un po’ dimenticato, nel senso che non si trova quasi più nelle pasticcerie : il Baba (senza l’orrendo accento italiano sulla seconda a) al rum. Triste destino. Sarà perché il Baba contiene un po’ di rum che i bambini non hanno più diritto di mangiarlo ? Comunque sia, a casa mia, il Baba non è proibito ai bambini. Sono cresciuto con questo dolce e anche con un savoiardo ammollato nel Sauternes all’aperitivo domenicale dai nonni. A volte, in Francia, sentirete il nome di Savarin al posto di Baba, ma è esattamente la stessa cosa. Lo stampo per ciambella che utilizzerò nella  ricetta viene chiamato in francese : moule à Savarin (stampo da Savarin), anche la pasta del Baba viene chiamata addirittura pasta per Savarin.

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Gli ingredienti :

Per la pasta :

  • 250 gr di farina
  • 20 gr di lievito per panificazione (o di birra)
  • 6 cucchiai di latte
  • 85 gr di burro
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • la scorza di un limone
  • 1 pizzico di sale

Per lo sciroppo :

  • 25 cl di acqua
  • 150 gr di zucchero
  • 4 bicchieri da liquore di rum

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Mettete la farina in una ciotola e aggiungete il lievito sbriciolato….

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un cucchiaio di zucchero, poi diluite il tutto con il latte tiepido. Mescolate bene….

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e lasciate riposare un quarto d’ora.

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Unite alla preparazione le uova, il burro sciolto, un pizzico di sale, lo zucchero restante…

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e la metà della scorza di limone….Lavorate bene con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una pasta liscia e senza grumi. Lasciate riposare la preparazione 10 minuti.

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Imburrate e infarinate lo stampo per ciambella…

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Versate la pasta nello stampo e lasciatela lievitare almeno due ore in un luogo tiepido.

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Dopo due ore, la pasta ha raggiunto il bordo dello stampo. Adesso, dovete “rompere” la pasta cioè scavare la superficie con le dita per cacciare l’aria. Lasciate di nuovo la pasta lievitare. Dopo mezz’ora, la pasta avrà raggiunto il bordo dello stampo. Lo scopo della manovra è di rendere la pasta più leggera.

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Preriscaldate il forno a 220 gradi e mettete il dolce per circa 30-35 minuti senza mai aprire la porta. Lasciate raffreddare e rovesciate la torta su un piatto….

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Nel frattempo, preparate lo sciroppo faccendo bollire in una piccola casseruola l’acqua con lo zucchero. Quando lo sciroppo è limpido….

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Aggiungete la scorza di limone restante e il rum. Distribuite lo sciroppo al rum sul dolce versandolo lentamente alla superficie.

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Il risultato. Meglio preparare il dolce la vigilia, così il rum ha il tempo di imbevere bene il Baba.  Adesso, dobbiamo realizzare l’ultima tappa : la crema Chantilly che verrà messa al centro della corona.

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Gli ingredienti per la Chantilly : 25 cl di panna fresca liquida (in francese : crème entière oppure crème Fleurette), 25 gr di zucchero a velo e qualche goccia di aroma vaniglia. Dovete mettere, un’ora prima, la ciotola e le fruste dello sbattitore in congelatore e togliere la panna dal frigo all’ultimo momento,

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Montate la panna liquida a neve, aggiungete lo zucchero e la vaniglia. Ancora qualche colpo di sbattitore e avete la Chantilly. Niente di più facile. Lasciate riposare la crema Chantilly in frigo un paio d’ore….

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Poi riempite il cratere al centro con la Chantilly…..

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Buon appetito !

In cucina con Alex : un dolce al cioccolato tipicamente bordolese !

Un anno fa, avevo scritto un post intitolato : la Niniche, il dolce tipico di Bordeaux ! Oggi, vi ripropongo questo post perché sono un grande difensore di questo dolce al cioccolato tipicamente bordolese che potete assaggiare al ristorante Café des Arts, cours Victor Hugo, a Bordeaux. No cari lettori di Bordeaux e dintorni, i bordolesi non mangiano solo i canelé e hanno altri dolci che scoprirete man mano su questo blog. Ma cominciamo con la Niniche, un dolce che vorrei assolutamente riabilitare !

Adesso, vi invito a cliccare qui per scoprire la ricetta della Niniche di Bordeaux !

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In cucina con Alex : A Bordeaux non abbiamo i limoni ma sappiamo fare la torta al limone ! seconda parte.

Se avete mancato la prima torta al limone verde, cliccate qui. Fare delle torte al limone è la cosa più divertente al mondo perché è molto facile e le torte al limone sono davvero rinfrescati in estate. E poi ne esistono mille versioni. Oggi, sono tutto emozionato perché ho ritrovato, rovistando nella soffitta di casa, in un vecchio quaderno ingiallito, in mezzo a delle vecchie foto di persone sconosciute, una ricetta di “Tarte au citron” scritta dalla mano di mia nonna. Pubblicherò il vecchio foglio e farò la ricetta in un prossima rubrica di in cucina con Alex. Sarà un ritorno all’infanzia ! Oggi vi propongo una nuova torta al limone verde, un po’ diversa dalla precedente perché questa volta utilizzeremo un ingrediente tipico della cucina francese : la panna acida.

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Gli ingredienti :

Per la pasta brisè (ovviamente potete comprarla già pronta, ma non è esattamente la stessa cosa) :

  • 250 gr di farina setacciata
  • 135 gr di burro
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 5 cl di acqua
  • 1 pizzico di sale

La pasta brisè della precedente torta al limone era più ricca, ma il principio è sempre lo stesso e come sono un po’ pigro vi invito a riprendere la ricetta, cliccando quiSecondo me, per realizzare una pasta brisè, non dovete mai utilizzare un robot da cucina altrimenti la pasta brucia.

Per la crema al limone verde, l’apparecchio come diciamo in francese :

  • 150 gr di zucchero semolato
  • 150 gr di panna acida
  • il succo di 6 limoni verdi circa 15 cl
  • Le scorze di tre limoni verdi
  • 4 uova intere e due tuorli

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Dunque, una volta che avete fatto la pasta brisè (o che l’avete comprata), che l’avete  messa su un foglio di carta da forno, infarinata e stesa con il mattarello, una volta che l’avete cotta in bianco a 180 gradi. Abbassate il forno a 160 gradi.

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Sbattete le uova intere, i tuorli e lo zucchero ma non fino ad ottenere una crema chiara.

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Incorporate la panna acida, il succo di limone, e le scorze di limoni. Sbattete e, meraviglia delle meraviglie, la crema è già pronta.

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Versate la preparazione sulla pasta brisè. L’ideale per questa ricetta sarebbe uno stampo da torta di 22 cm per 4 cm di altezza. Io ho utilizzato uno stampo più grande ma non è grave ! Infornate per circa 40 minuti.

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Il risultato dopo 40 minuti….

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Una spolverata di zucchero a velo e buon appetito !

In cucina con Alex : A Bordeaux non abbiamo i limoni ma sappiamo fare la torta al limone !

Conoscete mia zia, quella che fa le migliori crêpes dell’universo ? Forse non lo sapete, ma lei fa ugualmente la migliore torta al limone della galassia ! Purtroppo, mia zia detesta fare la pasticceria e siamo condannati a mangiare la famosa torta al limone soltanto la settimana dei quattro giovedi come diciamo in francese cioè raramente. Non solo mia zia non vuole fare la torta al limone, ma ho provato più volte: impossibile di strapparle la ricetta ! Nemmeno la tortura oppure un soggiorno prolungato a Guantanamo potrebbe convincerla. Finalmente, dopo anni a tempestarla di domande, lei mi ha promesso che mi darà la ricetta sul suo letto di morte. Secondo me, mi sono fatto abbindolare perché mia zia non ha l’intenzione di morire prima di me. Quindi  oggi, cari lettori, non avrete la ricetta della torta al limone di mia zia, ma la mia ricetta di torta al limone verde !

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Gli ingredienti :

Per la pasta brisè (ma veramente gli italiani scrivono il francese in modo tutto loro !). Ovviamente potete comprarla già pronta, ma non sarà esattamente la stessa cosa perché la pasta brisè che propongo oggi è un po’ diversa di quella che potrete trovare in supermercato o panetteria…

  • 250 gr di farina
  • 190 gr di burro
  • 5 cl di latte intero
  • 1 pizzico di sale

Per la crema al limone verde. In francese diciamo l’apparecchio (appareil) quindi per l’apparecchio al limone verde :

  • la scorza e il succo di cinque limoni verdi
  • 150 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 160 gr di burro a pezzi
  • mandorle sfilettate e zucchero a velo per la decorazione

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La prima tappa sarà la realizzazione della pasta brisè. Riponete la farina in una ciotola e aggiungete i 190 gr di burro a pezzi. Poi, con la punta delle dita mischiate velocemente il burro con la farina. Frullate l’impasto fino ad ottenere una consistenza friabile. Non troppo e sempre con la mano leggera, altrimenti rischierete di bruciare l’impasto !
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Quando la pasta è abbastanza friabile, fate un pozzo nel mezzo e aggiungete il latte e il pizzico di sale. Mescolate con la punta delle dita facendo velocemente dei  movimenti circolari. Non dovete impastare per non sviluppare il glutine che farebbe indurire la pasta durante la cottura…
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Il risultato. Mettete la pasta brisè su un piano di lavoro. Ripiegatela e schiacciatela un paio di volte con il palmo della mano. In francese c’è un verbo per designare l’operazione : fraiser 

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Formate una palla, poi spianate subito la pasta brisè con il mattarello e mettetela  in pellicola trasparente in frigofero. Lasciate riposare per circa 45 minuti….

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mettere la pasta su un foglio di carta da forno infarinato e stendetela con il mattarello….

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Adesso dovete fare una classica cottura in bianco. Io non utilizzo legumi secchi ma semplicemente uno stampo. Non dimenticate di fare i fori con i rebbi di una forchetta….

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L’apparecchio è molto facile da fare. Mettete tutti gli ingredienti tranne il burro in una casseruola e mescolate. Lasciate addensare la crema su fuoco dolce mescolandola in continuazione con una frusta per circa 5 a 6 minuti.

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Fuori dal fuoco, incorporate il burro mixando con un frullatore ad immersione

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versate il tutto sulla pasta brisè, distribuendo la crema in modo uniforme. Riservate almeno 3 ore in frigofero….

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Dopo 3 ore in frigofero…

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Ultima tappa : decorate nostra torta al limone verde con delle mandorle sfilettate leggermente tostate e dello zucchero a velo….

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Buon appetito !

Teaser !

Cari lettori, ho le mani piene di farina perché vi sto preparando  un dolce ! Comunque, non mancate domani la straordinaria rubrica : in cucina con Alex ! Non sarà un dolce per diabetici, gente alla dieta e altri frequentatori di palestre ! Avete già l’acquolina in bocca ? Non ne potete più ? Allora vi do un indizio per farvi pazientare !

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Avete indovinato di cosa si tratta ? allora posso tornare in cucina !

A domani !

In cucina con Alex: Bordeaux, il Paese delle Meraviglie!

Cari lettori, dopo il successo strepitoso dei can(n)elés, l’entusiasmo provocato dalla ragazza di Bordeaux soprannominata La Niniche, Oggi vi propongo un altro dolce tipico di Bordeaux : le Meraviglie! Una volta, le Meraviglie si mangiavano solo per Carnevale, ma oggi a Bordeaux il Carnevale dura 365 giorni!

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Gli ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • 1 bustina di lievito del panettiere
  • 75 gr di zucchero di Canna e 1 cucchiaio di zucchero vanigliato
  • 3 uova
  • 70 gr di burro
  • mezzo cucchiaino di sale
  • un po’ di latte circa 10 cl
  • 1 cucchiaio di rum (personalmente, ne ho messo 3 cucchiai! perché c’è una regola che dice: “un composto senza profumo, darà delle meraviglie insipide”).
  • 1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio. Indispensabile! Non esistono i dolci bordolesi senza questo prodotto!
  • Se volete potete aggiungere la scorza di un limone e quella di un’arancia, ma io trovo la cosa veramente troppo esotica!

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Prima dovete prepare un lievito sciogliendo il lievito del panettiere  nel latte tiepido e un po’ di zucchero. Coprite e lasciate gonfiare il lievito 10 minuti.

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Mescolate la farina con lo zucchero di canna, lo zucchero vanigliato ed il sale.

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Aggiungete le uova uno alla volta….

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Poi il burro ammorbidito tagliato a pezzi. Impastate bene il composto!

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Aggiungete il rum, l’acqua di fiori d’arancio e il lievito. Impastate di nuovo il composto ed aggiungete della farina se avete messo, come me, 3 cucchiai di rum !

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Dovete ottenere una pasta abbastanza soffice come quella sopra. Lasciate lievitare la pasta per circa 2 ore coperta da un panno da cucina.

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Dopo due ore, continuate ad impastare per qualche minuto su una tavola infarinata, poi tiratela con il mattarello. Io faccio un po’ l’italiano e utilizzo una macchina per la pasta…

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Dovete tagliare le meraviglie a losanghe (di circa 7 cm), non mi chiedete il perché….è la tradizione!

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Scaldate abbondante olio di semi per friggere e quando l’olio arriva a temperatura, friggete le Meraviglie velocemente togliendole quando saranno ben gonfiate e dorate. Asciugatele su carta da cucina e servitele spolverizzate di zucchero a velo…

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Il risutato : una cinquantina di Meraviglie. Adesso, tocca a  voi!

Buon appetito!

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