Politica : 21 aprile, un giorno storico per tutte le francesi !

 

 

70 anni fa, il 21 aprile 1944, il diritto di voto era accordato alle francesi da un’ordinanza del governo provvisorio sistemato ad Algeri e che autorizzava per la prima volta le donne a votare ea presentarsi alle elezioni. Il 29 aprile 1945, le francesi votarono per la prima volta all’occasione delle elezioni amministrative. Qualche mese dopo, il 21 ottobre 1945, loro parteciparono allo scrutinio nazionale.

Ovviamente, gli oppositori al diritto di voto alle donne erano gli stessi che, l’anno scorso, si sono opposti alla legge sul matrimonio gay. Queste Cassandre annunciavano addirittura la fine della famiglia e della “civiltà” francese. Risultato ? Niente. La “civiltà” francese non è crollata dopo le elezioni del 1945 e non è crollata dopo la legge sul matrimonio gay. Francamente, se dovessi fare un elenco di tutte le cretinate sparate durante i dibattiti sulle leggi che hanno rappresentato un progresso sociale nella storia di Francia dalla Rivoluzione francese, una vita non mi basterebbe. Ma, comunque, all’occasione dei 70 anni di questo compleanno, vi ho tradotto il brano di una tesi, scritta all’inizio del novecento da un deputato della Champagne – danno alla testa le bollicine di Champagne -, Emile Morlot, intitolata : Della capacità elettorale.

Invano si pretende che l’uguaglianza civile accordata alla donna ha come corollario necessario la sua emancipazione politica. E’ ignorare completamente il ruolo della donna nell’umanità. Destinata alla maternità, fatta per la vita di famiglia, la dignità della sua situazione sarà quanto più grande che lei non andrà a comprometterla nelle lotte del forum e nei casi della vita. Dimenticherebbe fatalmente i suoi doveri di madre e i suoi doveri di moglie, se abbandonasse il focolare domestico per correre sul podio. Non ci apporterebbe  d’altronde la moderazione del linguaggio e la nitidezza delle concezioni, che sono indispensabili negli usi parlamentari. D’altra parte, introdurrebbe nella famiglia un elemento di scioglimento, che le farebbe perdere la legittima influenza che esercita sul padre di famiglia la donna rispettabile, che è l’onore della casa. Da nessuna parte il ruolo della donna fu meglio compreso che a Roma ; venerata e venerabile nella vita privata, la matrona romana non era niente nella vita pubblica e mai ella sognò di compromettere la maestà del focolare domestico nel fango dei comizi. Queste usanze, fortunatamente, sono ancora le nostre e la condanna della teoria che combattiamo è quella che pronuncia ogni giorno la stragrande maggioranza delle donne. Abbiamo dunque perfettamente ragione di escludere le donne e le persone che, per la loro scarsa maturità mentale, non possono prendere una parte intelligente nella condotta degli affari pubblici…(Emile Morlot).

 

 

 

 

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