Gradignan: Lo château di Tauzia

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Ancora più di 30 gradi in questo 20 settembre mentre  risalgo il viale fiancheggiato da vecchi platani; lo château si trova in cima ad un’altura in mezzo ad un parco di 20 ettari…

Un secolo fa, Gradignan era un paese di campagna, oggi è una frazione anonima della metropoli bordolese, una città dormitorio se volete. Gradignan è sopratutto conosciuta per accogliere il centro penitenziario regionale chiamato appunto “Gradignan”. Dicevo che una volta questo paese a sud ovest di Bordeaux era in campagna, ma era anche qualcosa d’altro, il paese marcava il confine tra Bordeaux e l’inizio dell’inferno: il deserto landese. Durante mille anni, Il priorato di Cayac fu l’ultimo posto  in cui i pellegrini di Compostela potevano riposarsi prima di morire di malaria o annegati attraversando le paludi delle Lande di Guascogne. Quasi di fronte al priorato, c’è lo château di Tauzia che vorrei farvi scoprire oggi perché vale veramente la pena. E poi, lo château ha “ospitato” gli ufficiali italiani della  Regia Marina quando c’era la Betasom a Bacalan durante la guerra.

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Lo château Tauzia è la classica certosa bordolese del XVIII secolo, quando si parla di certosa significa semplicemente che il corpo principale dell’edificio ha un unico piano; è qualcosa di tipicamente bordolese. La certosa è raccordata alle due estremità da due ali simmetriche di due piani coperte da un tetto spiovente in ardesia. L’ardesia era un materiale raro e costoso a Bordeaux nel XVIII, un segnale di ricchezza che il proprietario doveva assolutamente mettere in evidenza. D’altronde potete notare che l’ardesia si vede solo sopra le due ali e sopra la rotonda centrale, il resto del tetto è nascosto da una balaustra. C’è un altro modo di chiamare questo tipo di château in francese, si dice una casa tra corte e giardino.

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Lato giardino, la famosa  rotonda che permette di accedere ad una vasta terrazza antistante alla facciata che apre sul parco e la grande scala diritta che permette di raggiungere il parco. Da un parte e l’altro di questo avancorpo centrale semicircolare tre finestre rettangolari e ogni finestra è sormontata da una ghirlanda ritenuta da nastri allacciati…

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L’ingresso dello château Tauzia, lato corte

Nel 1768, un certo Jean-Joseph de Castéra, avvocato al parlamento di Bordeaux, fa l’acquisto del feudo di Tauzia che appartenava allora alla famiglia de Pomiès. Nel 1784, i suoi eredi lo rivendono ad un negoziante, Jacob Diaz Pereyra, che farà distruggere la vecchia casa per costruire una casa padronale. Il feudo è rivenduto nell’anno XII (1803-1804) al direttore della dogana di Bordeaux che farà finalmente costruire la casa. Poi – non dimenticate che i tempi erano oscuri – gli eredi vendono Tauzia al console di Svezia e Norvegia, Gustave Petersen, che trasformerà la casa in château aggiungendo la rotonda al centro, creando il portico lato corte e prolungando le ali ad angolo retto sempre verso il lato corte.

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Il corpo dell’edificio centrale presenta un avancorpo centrale a tre lati e catene angolari che precede un portico sostenuto da due paia di colonne con capitello ionico. Anche su questa facciata potete notare la balaustra che nasconde il tetto e i vasi agli angoli dell’avancorpo e sopra ogni spazio tra due finestre. Quei vasi sono chiamati  in francese “pot à feux” da non confondere con il “pot au feu” che è un’altra roba!

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Ovviamente, una certosa è una casa semplice. Dopo il portico, penetrate nel vestibolo di piano rettangolare che comunica con il salotto circolare che si trova nella rotonda. Da una parte e l’altra del salotto tutte le stanze comunicano tra  loro.

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Le due bellissime scene dipinte nel vestibolo fanno pensare a delle opere di Watteau. I proprietari, dopo anni e anni di ricerche storiche, sono riusciti a ricostituire il vestibolo e il salotto come erano nel XVIII secolo. Pensate che lo château fu completamente saccheggiato durante l’occupazione; ne restava quasi niente dentro quando i proprietari legittimi hanno ricuperato la casa…

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Il salotto nella rotonda che apre sul parco. Sono le due stanze che si visitano all’occasione perché sono state completamente ristrutturate come erano nel XVIII secolo. Il resto della casa non si visita, anche perché non è un museo ma un casa privata.

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I leoni che sorvegliano il parco e che non hanno niente potuto fare quando si sono ritrovati davanti  a 150 soldati tedeschi venuti per confiscare lo château…ma quanto sembrano lontane queste vecchie storie di guerre mentre sto passeggiando nel parco di Tauzia in questa giornata splendida!

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Gli stagni ricoperti di lenticchie d’acqua nel fondo del parco….

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Si vede, con questo chalet tipicamente incongruo e del più bello stile di Arcachon, nel fondo del parco, che la vecchia strada di Arcachon si trova soltanto a due passi. Spero che la passeggiata vi sia piaciuta!

 

 

 

 

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8 thoughts on “Gradignan: Lo château di Tauzia

  1. L’autunno è propizio alle passeggiate e questa è magnifica. Non c’è niente di meglio di un castello con un bel parco. Vista la forma, quei pot à feux sembrano l’ideale per cucinare un pot au feu!
    Ben tornato Alex

    dragor (journal intime)

    • Buongiorno Dragor!
      Non conoscevo questo castello, è un lettore italiano incontrato a Bordeaux, l’anno scorso, che lo aveva visitato e che mi ha dato voglia di scoprirlo. Ho utilizzato “pot à feux” perché non conosco il termine italiano, d’altronde è stata una difficoltà per scrivere questo post: come diavolo si dice: “entablement à frise nue et corniche à denticule” in italiano! 🙂

      Alex

    • Più scrivo su questo blog, più mi innamoro di Bordeaux.Ormai, anche allontanarmi dall’oceano o dall’estuario sta diventando per me una difficoltà! 🙂

      Buongiorno Monica!

      Akex

    • È stato un po’ improvvisato, è leggendo il programma delle giornate europee del patrimonio che ho visto che il castello spalancava le porte per questa occasione. Sono tutti adorabili dal nonno che ti racconta come la famiglia si è ritrovata una mattina con l’esercito tedesco nel giardino venuto per confiscare la casa, al nipote che ti parla con passione del lavoro della nonna e dei suoi genitori per ristrutturare all’identico, cioè come nel settecento, il vestibolo e il salotto…Devo dire che ho trascorso un pomeriggio stupendo 🙂

      Alex

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