Vino: il vino 2014 è arrivato!

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Non a Bordeaux però perché la vendemmia non è ancora iniziata. Ma trovate già il vino bourru su tutti i mercati di Bordeaux; la roba deve venire dalla Provenza oppure dall’Alsazia. Non so per le altre regioni francesi o per l’Italia, ma qui, a Bordeaux, è la tradizione di bere quantità astronomiche di  vino bourru da settembre fino a novembre o dicembre. E’ il primo vino dell’anno, un vino dolce, torbido, non finito e che sta ancora fementando. Un casino da trasportare in macchina perché è semplicemente chiuso con una capsula forata per permettergli di respirare e dovete fare tutto il tragitto fino a casa con il vino tra i ginocchi. Non vi lasciate ingannare dalla parola “bourru” che significa aspro e rude in francese e che designa qui un vino dolce. Semplicemente “bourru” viene dal fatto che il vino sia torbido e fa riferimento alla “bourre” (la borra in italiano) cioè, secondo l’enciclopedia Treccani che ne dà la stessa definizione del francese, all’origine:  la tosatura, la cimatura, il cascame di lana usato per fabbricare feltri per imbottiture o per trame grossolane; oppure la fine e abbondante peluria che in certe razze di capre è coperta dal pelo lungo, la lanugine che in alcuni animali da pelliccia sta al disotto della giarra”. Notate che l’aggetivo “bourru” è usato anche per il latte appena munto. Di solito, dovete accompagnare il vino bourru con le caldarroste. Ma non è ancora arrivato il tempo delle castagne, anzi sembra ad un anno luce; annunciano ancora 31 gradi per oggi!

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Va bene si berrà comunque al dessert con un po’ di formaggio…

Salute!

 

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