Bacino di Arcachon: tramonto 1914.

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Tramonto al Moulleau presso Arcachon, 1914, Jacques Henri Lartigue, autocromia stereoscopico. Io, in questo bellissimo e quieto scatto, ci vedo una scena di guerra. Gli elementi che, secondo me, indicano che stiamo assistendo ad una feroce battaglia sono il recinto che impedisce ai passanti di camminare sul basso della duna che è stata sicuramente seminata dagli uomini con degli oyat; le radici scoperte del pino marittimo ci indicano che la vecchia sentinella postata dagli uomini in avamposto per combattere l’erosione  sta soccombendo e giacerà alla prossima tempesta, morta, sulla sabbia; anche la fronda particolare del vecchio soldato, in accento circonflesso, ci indica la violenza inaudita della guerra, sono il vento e il sale che hanno scolpito l’albero, battaglia dopo battaglia, costringendolo a trovare delle strategie per sopravvivere alla guerra. Qui, una volta, i rari pastori che bazzicavano le lande con le loro greggi, morivano di malaria e dovevano spostare i loro villaggi annegati oppure insabbiati dopo ogni tempesta nel golfo di Biscaglia. Poi, gli uomini hanno deciso di attaccare battaglia contro l’oceano – sapendo che sarebbe una guerra infinita e persa in anticipo perché l’oceano non ha fretta – e hanno piantato pini marittimi per milioni e milioni per fissare le dune e rendere il paese vivibile; è la ragione per cui, in Aquitania, abbiamo la più grande foresta di pini marittimi del mondo. A volte l’oceano accorda una piccola tregua agli uomini e i discendenti dei pastori di una volta dimenticano che sono in guerra e edificano, in mezzo alla foresta, una sola e minuscola città balneare in riva all’oceano chiamata Lacanau-Océan per distinguerla di Lacanau-Ville che i pastori di una volta avevano avuto il buon senso di edificare lontano dall’oceano. L’oceano, che non ha fretta di vincere questa guerra, lascia fare per qualche decina di anni o per un secolo poi la guerra ricomincia e gli imbecilli che hanno costruito una casa o acquistato un appartamento a Lacanau-Océan devono essere sgomberati perché rischiano di essere inabissati. È una buona lezione che ci da l’oceano e gli uomini si rimettono a creare delle dune e a piantare dei pini marittimi per proteggere il nostro litorale. È una guerra che non finirà mai. Ecco a cosa stavo pensando mentre guardavo questo vecchio scatto del 1914.

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