La cucina dei moschettieri: lo hamburger di D’Artagnan!

La cucina dei moschettieri è stata una trasmissione di cucina faro della televisione regionale d’Aquitania che poi ha avuto un successo nazionale che ha fatto della cuoca, Maïté, una star della televisione francese. Mi ricordo che quando tornavo dal liceo a mezzogiorno, mia nonna mi mandava dal greco che faceva l’angolo con quattro soldi per comprare un panino perché lei aveva preparato un bel niente e comunque non voleva essere disturbata durante la cucina dei moschettieri. In questa trasmissione si cucinava soltanto cucina guascone quindi dimenticate il cliché sui francesi che cucinano tutto al burro perché in Guascogna si cucina tutto al grasso d’anatra. Le ricette presentate erano anche adattate dal libro scritto da Alexandre Dumas sulla cucina e anche se la nonna aveva il libro a casa, si sedeva con un quaderno per notare le ricette. La trasmissione metteva anche in valore i prodotti tipici del Sud Ovest della Francia e si diceva che alla televisione regionale d’Aquitania c’era la più bella mensa di Francia. Il successo della cucina dei moschettieri non era solo dovuto a questa cucina regionale, ma anche alla cuoca, Maïté, e alla sua comare, Micheline, che la assisteva. Le due donne erano quasi dei personaggi di commedia, di carnevale bordolese. Maïté, la cuoca, veniva da un paese sperduto, Rion, nelle Landes di Guascogna; è la guascone tipica. Lei parla con un forte accento landese, è generosa, punteggia le sue frasi di termini dialettali, fa delle digressioni, si arrabbia quando le cose non vanno come lei vorrebbe, non segue le ricette e cucina tutto all’istinto ma non transige su due cose cioè un piatto guascone deve sempre contenere uno dei due ingredienti seguenti : Armagnac o grasso d’anatra, è la regola. Un’altra regola è che questi piatti guasconi devono essere sempre pantagruelici. Prima di questa trasmissione di cucina, Maïté  cucinava per gli impiegati della SNCF. Lei ha una passione per i cani e ha un marito chiamato Pierrot. Una coppia un po’ felliniana perché Maïté è generosa e questo Pierrot deve pesare quaranta chili tutto bagnato come diciamo in francese. Secondo Maïté il marito è sempre al lavoro è la ragione per cui non lo vediamo mai nella trasmissione. Ma il telespettatore dietro lo schermo indovina bene che il tizio deve essere a funghi oppure a cacciare il colombaccio. Micheline che assiste Maïté in cucina senza mai toccare una padella ha un ruolo essenziale cioè canalizzare il temperamento volcanico di Maïté; è Micheline che conosce le ricette e guida Maïté che altrimenti annaffierebbe tutto con litri di Armagnac. Micheline spiega anche al telespettatore cosa sta facendo la sua fottuta comare landese e cosa significano le imprecazioni in dialetto di Maïté. Il lato divertente della trasmissione è che le due donne provengono da due universi agli antipodi e anche se Micheline parla con un leggero accento guascone, è un accento bordolese e Micheline si esprime sempre in un francese sostenuto e anche prezioso che talvolta Maïté ha delle difficoltà a capire. Micheline è un’intellettuale, specialista e critica rinomata di musica classica, che durante la trasmissione con Maïté fa sempre delle battute pieno di spirito che placano gli impeti di Maïté. L’incontro improbabile di queste due donne ha fatto il successo della trasmissione. Poi quando la trasmissione è stata diffusa al livello nazionale, le due donne hanno troncato i rapporti e la trasmissione, senza Micheline, ha perso tutto il sale. Di più le ricette sono diventate più elaborate e hanno perso il loro carattere guascone e quando Maïté è diventata una star, mia nonna non guardava già più la trasmissione. La ricetta scherzosa proposta dalle due comari all’occasione della centesima puntata della cucina dei moschettieri è quella di uno hamburger, ma non un volgare hamburger tipo McDonalds, uno hamburger rivisitato alla moda di Guascogna!

 

Micheline: Allora, avrete diritto ad una ricetta eccezionale….

Maïté: Inedita.

Micheline: Inedita. Una ricetta che non troverete in nessun libro di cucina. Questo ve lo assicuro. Che vedrete fare raramente. Che non mangerete quasi mai. Ma cose in fondo che ci preparate, Maïté?

Maïté: Bene, vado a cucinare uno hamburger di Rion perché non siamo in America qui, siamo a Rion. Euh…Assolutamente come si fa a casa nostra.

Micheline: Allora, Maïté, di cosa abbiamo bisogno per preparare questa ricetta?

Maïté: Poca roba. Un piccolo pane di campagna, un medio. C’è più grosso. Ecco…che tagliamo in due…è di questo che abbiamo bisogno. Dopo, di sopra, ci metto qualche foglia di insalata, dei ventrigli, delle lamelle di magret e del foie gras caldo. Richiudiamo il coperchio e possiamo mangiare.

Micheline: Ma questo è uno hamburger che prova la buona salute dei landesi!

Maïté: Esattamente…

Micheline: Allora procediamo.

Maïté: ho fatto rosolare il mio foie gras, i magret…

Micheline: i ventrigli prima che avevamo già versato sull’insalata…

Maïté: Va da sé che ci vuole un’insalata…

Micheline: Allora, voi disponete cosi…

Maïté: Non è tanto difficile. Non togliamo il grasso perché è buono…

Micheline: Nutrisce!

Maïté: Nutrisce il suo uomo.

Micheline: Allora, uno strato di magret…

Maïté: Ma non è difficile…

Micheline: “Voglio” come si dice qui!

Maïté: Ne resta un piccolo qui…

Micheline: E dopo il foie gras?

Maïté: Ecco. Non possiamo dire che sia nutriente, nutriente, ma non è brutto. Ecco, mio piccolo là.

Micheline: E il coperchio sopra. Ma è questo che lei da a Pierrot ogni giorno?

Maïté: Nella Gavetta…

Micheline: E lui porta questo al suo lavoro?

Maïté: Sì è per lo spuntino…

Micheline: Ma io vi ho portato quello di Bordeaux, così avrete la scelta!

Maïté: Santa Vergine Maria. Ma chi sono i malati che hanno fatto questo!

Micheline: Anche voi avrete la scelta adesso : lo hamburger classico, tradizionale, il modello del genere. Non ridete! Oppure lo hamburger di Maïté di Rion des Landes.

Maïté: Santa vergine Maria. Bisogna aver ucciso padre e madre per mangiare questo….

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4 thoughts on “La cucina dei moschettieri: lo hamburger di D’Artagnan!

  1. Bonsoir mon très cher Alex,
    Che divertente la trasmissione…dimmi la verità: hai imparato a cucinare guardando Julien Courbet!?
    Sai che è di Eysine? A me piaceva in Sans aucun doute, sebbene facesse un po’ l’antipatico!
    Ti abbraccio, buona serata.

    • Bonsoir ma chère Francesca !
      Non parce que l’on regardait l’émission pour le numéro de duettiste genre Laurel et Hardy de Maïté et Micheline et pas tellement pour les recettes de cuisine qui étaient simples mais irréalisables d’un point de vue financier pour une famille moyenne. Une simple omelette aux truffes et Maïté utilisait 3 kilos de truffes, les poulets étaient noyés dans le champagne, les sauces pour les viandes étaient faites avec des grands crus de Saint-Emilion et ainsi de suite…
      Je ne savais pas qu’il était de cette commune ! Par contre, moi aussi je le trouve extrêmement antipathique à la télé, mais je connais quelqu’un qui habite à côté de chez lui au Ferret et il paraît que c’est une crème, toujours prêt à rendre service, d’une gentillesse incroyable, comme quoi l’image que l’on peut donner à la télé…

      Alex

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