Rochefort : In cui l’autore di questo blog cammina sul ponte fantasma dei bordolesi !

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Il ponte “transbordeur” di Rochefort con i suoi piloni che culminano 68 metri sopra il fiume Charente…

Questo post è l’ultima parte del racconto dedicato alla città di Rochefort e una risposta all’indovinello : sui moli di Bordeaux !  Siccome sono bordolese, non potevo lasciare la città delle Signorine senza realizzare una specie di fantasia : camminare sul ponte trasportatore di Rochefort che evoca un pezzo della storia di Bordeaux e direi di più : un pezzo di mitologia bordolese. A proposito conoscete Ferdinand Arnodin ? Sono quasi sicuro di no. Eppure, credetemi, il suo nome dovrebbe brillare nel firmamento del genio francese. Ma, il destino è crudele e tutti gli italiani (e anche i francesi) conoscono Gustave Eiffel e la sua inutile Torre mentre il nome di Ferdinand Arnodin e le sue realizzazioni sono cadute nel dimenticatoio della storia. Triste…

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Una volta era gratis, ma oggi è a pagamento. Ecco quanto vi costerà per attraversare il fiume. In italiano si dice ponte “trasportatore” ma in francese preferiamo il termine “transbordeur” perché “trasborda” letteralmente i passeggeri da una riva all’altra…

Ma cominciamo dall’inizio e evochiamo la seconda parte del XIX secolo in cui  l’Occidente si è messo veramente a dominare il Mondo. Sapete il perché di questa dominazione ? L’industria bellica ha scoperto dei metodi di produzione industriale dell’acciaio e l’uso dell’acciaio più resistente del ferro per produrre dei cannoni, delle fortificazioni, delle navi da guerra…ecc… ha permesso un salto di “qualità” mai osservato per ammazzare il suo vicino. Poi, l’acciaio è stato adattato per gli usi della vita civile e specialmente nel campo dello sviluppo dei trasporti : stazioni, treni, ponti stradali o ferroviari, canali tipo Panama o Suez, infrastrutture portuali…ecc…

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Il principio di funzionamento è semplice :  due piloni su entrambe le sponde del fiume sono collegati tra loro da una travatura reticolare in acciaio su cui corrono due serie di binari. Lungo questi binari è installata una serie di motori a cui è appesa una serie di cavi che sostengono la navicella per il trasporto dei passeggeri, analogamente a quanto avviene per skilift e funicolari. Piloni, travi e binari sono a loro volta sostenuti e armati da una serie di massicci cavi in acciaio, incassati nel cemento sulle due rive del fiume.

Pensate ancora a tutta questa gente che si reca alle grandi esposizioni universali per scoprire, sbalordita, il palazzo di cristallo, palazzo di vetro e di metallo, ideato dall’architetto Joseph Paxton per l’esposizione di Londra nel 1851. Oppure, l’esposizione di Parigi nel 1889  con la sua Torre Eiffel che dimostra che il ferro può essere robusto ed aereo. In quel periodo, la nostra industria metalmeccanica splendeva e gli ingegneri francesi erano tra i più famosi del Mondo. Ferdinand Arnodin era uno di quei ingegneri, inventore geniale, affascinato dalla tecnica e che sapeva come nessuno combinare il ferro, l’acciaio e la ghisa per costruire dei ponti monumentali che associavano la resistenza e la leggerezza.

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Dai due lati della navicella dei banchi per permettere alla gente di sopportare i quattro minuti di traversata…

Sì, Ferdinand Arnodin costruiva dei ponti, un talento familiare d’altronde perché anche il padre lavorava nella costruzione di ponti. Ferdinand Arnodin nasce nel 1845 a Sainte-Foy-Les-Lyons e cresce a Châteauneuf sur Loire dove il padre era capocantiere per la casa Seguin-Frères. Diventato ispettore di ponti e viadotti per la società generale dei ponti a pagamento che ha successo alla casa Seguin, Ferdinand ci acquisisce un’esperienza nella costruzione di ponti sospesi e crea la sua propria società di costruzione metallica nel 1872. Appassionato di innovazioni tecniche, Arnodin depone un sacco di brevetti : il cavo da torsione alternata (1874), la putrella armata in acciaio per i ponti sospesi (1886), una gru mobile e girevole a portata variabile (1887). Poi, sempre nel 1887, Arnodin incontra l’architetto spagnolo Alberto de Palacio che gli conduce a mettere in opera il suo famoso ponte trasportatore (transbordeur in francese), la sua più bella invenzione. Arnodin depone il brevetto nel 1887 e il primo ponte trasportatore del Mondo è inaugurato a Bilbao e collega le città di Portugalete e di Las Arenas. Il ponte funziona ancora oggi e se andate a Bilbao, vi consiglio la traversata. Arnodin ha costruito molti ponti trasportatori in Francia : Rochefort nel 1900, Nantes nel 1903, Brest nel 1909, Marseille nel 1905 credo sia il più conosciuto dopo quello di Rochefort, non potete vedere un film di Marcel Pagnol ambientati a Marsiglia senza vedere il ponte trasportatore.

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Siamo partiti ! Appena due minuti e siamo già in  mezzo al fiume ! Che meraviglia…

Anche a Bordeaux, c’era il progetto di fare un ponte “transbordeur”, il più grande del mondo. Vi ho già raccontato come gli antichi bordolesi sono sempre stati opposti alla costruzione di ponti a Bordeaux e tolleravano già a malapena il ponte de Pierre. Nel 1891 è deciso dal comune un nuovo ponte per collegare le due rive di Bordeaux. Molti progetti furono immaginati e i bordolesi sentirono parlare di questo nuovo modello di ponte trasportatore inaugurato a Bilbao (Bordeaux e Bilbao sono due città vicine). Un negoziante in vino del quartiere di La Bastide, Charles Cazalet, riesce a convincere il comune di costruire un ponte trasportatore tra il cours du Médoc e La Bastide. Tutto è pronto per iniziare i lavori, ma è come il ponte sullo stretto di Messina e i bordolesi si rimettono a discutere di questo ponte durante 27 anni.

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Pronti ad accostare sull’altra sponda ! Manca solo il piccolo bicchiere di Cognac all’arrivo per rimettersi delle emozioni…

Avete letto bene ! 27 anni per sapere se avessimo bisogno di un ponte : sì o no ? Finalmente, nel 1910, grazie alla visita di un presidente della Repubblica, la situazione si sblocca e la cerimonia, previsto nel 1891 può svolgersi. Nel 1916, il primo pilone di 95 metri è compiuto , poi, nel 1918, il secondo. Ma la travatura che doveva essere la più lunga del Mondo non fu mal realizzata. Il negoziante in vino, Charles Cazalet, all’origine  del progetto nel 1891, ha mancato strangolare il ministro dei lavori pubblici nel 1929 tanto la sua pazienza era arrivata al termine. Dopo fu la crisi degli anni 30, poi la guerra…i due piloni sono rimasti a guardarsi fino alla fine quando nel 1942 i nazi decisero la loro distruzione per ricuperarne il metallo.

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La navicella riparte ! Ma niente paura perché ho preso un biglietto andata ritorno…

Forse verrano distrutte perché il comune di Bordeaux sta ristrutturando i moli della riva destra  con un progetto di giardino e di passeggiata, ma esistono ancora due strane case in cemento armato sui moli di La Bastide e sono le case dove erano incassati i cavi in acciaio che dovevano sostenere il ponte trasportatore di Bordeaux. Adesso, devo tornare a Royan per prendere il traghetto e ritrovare la penisola del Médoc, ma torneremo a Rochefort per scoprire altre meraviglie !

Le ultime tracce del ponte trasportatore di Bordeaux nel quartiere di La Bastide

 

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9 thoughts on “Rochefort : In cui l’autore di questo blog cammina sul ponte fantasma dei bordolesi !

  1. 27 anni per decidere se fare o meno un ponte non sono così tanti.
    Da noi è in corso il processo per far luce sull’attentato al giudice Borsellino e alla sua scorta: 22 anni.
    Buona settimana,
    m.

    • Purtroppo, temo che i giudici che assopiscano sui dossier non sia soltanto una specialità italiana, la Francia è regolarmente condannata dall’Europa per questa pratica. Certo che visto dall’Italia 27 anni non sono tanti, quando si pensa al vecchio palazzo dello sport a Roma che aspetta la ristrutturazione da 2000 anni ! 🙂

      Buona sera Monica !

      Alex

  2. Per cambiare argomento,
    a me è piaciuto tanto anche attraversare il Rodano con la chiatta (o come si chiami) al Bac de Barcarin, venendo via dalle Saline de Giraud per tornare a Marsiglia. Nel 2010 c’era una sola linea, dunque si aspettava che arrivasse, scaricasse e facesse un nuovo imbarco. Nel 2011, erano diventate due e i tempi dimezzati. Lo dico così, tanto per ritornare alla velocità dei lavori pubblici.
    Questi grandi fiumi mi emozionano perché qui non ci sono – a parte il Po, e comunque non ha quell’impatto.

    • Bella la passeggiata a Saline de Giraud ! La chiatta si chiama Bac in francese. Anche qui sull’estuario della Gironda hanno appena inaugurato un nuovo bac tra Lamarque e Blaye. Si chiama il Sebastien Vauban in relazione con la cittadella di Blaye. Non l’ho ancora provato, ma quando ci saranno meno turisti, faremo la traversata 🙂

      Alex

  3. C’est vrai ce que tu dis : je ne savais rien de ce monsieur et pourtant ses pont sont à l’avant-garde ! Moi, tu le sais, j’aime bien le pont de pierre, je n’exagère pas en disant que là-bas j’ai laissé un morceau de mon coeur et c’est pour ça que je n’imagine pas quelque chose qui bouge pour transborder (?).
    Sinon je trouve très belle la photo qui fait d’incipit, puis-je la prendre STP ?
    Merci Alex et bonne soirée.

    • Dans le film des demoiselles de Rochefort, le pont a un rôle essentiel. C’est lui qui amène la caravane des forains qui va bouleverser la vie de Solange et de Delphine et c’est encore lui, à la fin, qui transporte les jumelles sur la route de Paris Le verbe “transborder” est un peu inhabituel et plutôt réservé à de la marchandise. Mais il convient très bien pour décrire le fonctionnement du pont qui fait passer des gens d’une rive à l’autre.

      Je t’envoie la photo par mail 🙂

      Bonsoir Francesca !

      Alex

  4. Posso capire l’emozione di essere tirati da una riva all’altra. In Congo ho fatto la stessa esperienza su una chiatta tirata da una corda. L’ingegnere di turno non si chiamava Arnodin ma Méthode e a metà percorso, approfittando dei coccodrilli speranzosi, ha chiesto il doppio del compenso pattuito!

  5. Pingback: Bordeaux: Passeggiata a La Bastide! | Bordeaux e dintorni, stagione III

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