In cucina con Alex: tartellette magiche dei korrigan di Bretagna!

Conoscete i korrigan? Sono folletti bretoni. Per dire la verità, il korrigan è solo una specie di folletto bretone tra gli innumerevoli popoli di folletti che vivono in Bretagna. I francesi che non conoscono la lingua bretone, utilizzano la parola korrigan per dire “folletto bretone”. Ma, in realtà, i folletti che chiamiamo korrigan sono i korils o korriks, korrigan essendo un folletto di questa razza, ma femmina. Non è possibile di fare un elenco di tutti i folletti bretoni. Esistono korrigan, korriket, poulpiquet, poulpican, polpegan, kornandon, kourican, torrigan, bouléguéan, ozigan, nozégan…ecc…ecc…Ovviamente, i folletti non sono gli stessi secondo i paesi e i luoghi dove vivono. Per esempio : il bolbiguéandet è un folletto delle rocce, i feins sono folletti che vivono a prossimità dei megaliti, il kornigan è un folletto dei boschi, i morgan vivono sotto il mare…ecc…ecc…Non sono affatto malvagi, anzi è una benedizione di aver un folletto a casa: la notte quando la gente dorme, stirano, fanno le pulizie, curano i cavalli, preparano il pane. Hanno solo un piccolo difetto, sono permalosi e quindi bisogna assolutamente evitare di offendere un folletto, altrimenti fanno degli scherzi e anche peggio.

Dunque i più conosciuti dei folletti sono i korrigan che hanno l’abitudine di danzare freneticamente in cerchio al chiaro di luna, intorno ad un fuoco, cantando solo i primi di una canzone; la canzone completa è: dissul, dilun, dimeurs ha dimerc’her, diriaou ha dirguener (domenica, lunedì, martedì e mercoledí, giovedí e venerdí). Se attraversate la landa, non dovete assolutamente fermarvi quando sentite la canzone dei korrigan, altrimenti i korrigan vi trascinano nella danza fino alla morte. Ovviamente, c’è un metodo per scappare a questa sorte: aggiungere un giorno della settimana alla canzone oppure trovare una rima alla canzone che possa piacere  ai korrigan. Non solo i korrigan vi lasceranno andare, ma vi daranno anche una ricompensa. Tutti i racconti a proposito dei Korrigan hanno più o meno questa trama. Volete un esempio? Il racconto che ho scelto si chiama gli stregoni di Knéa.

Una volta, gli stregoni di Trêvé (i korrigan sono chiamati anche stregoni oppure gatti-stregoni) avevano l’abitudine di riunirsi per danzare intorno alla croce di Knéa e per accompagnare la loro danza, cantavano invariabilmente: Dissul ha dilun! Dissul ha dilun!…(domenica e lunedì!)

Una sera, un gobbo di Trêvé che passava di qua, si nascose dietro una ginestra per osservarli e finì per annoiare di sentire sempre cantare la stessa cosa, e quindi, di una voce chiara dice : Dimeurs ! (martedì). Gli stregoni si impadrono della parola per vedere se potesse entrare nella canzone e si mettono a cantare Dissul ha dilun, Dimeurs! Dissul ha dilun, Dimeurs! Ecco, il nostro cerchio allungato, dissero gli stregoni quando furono sicuri che la cadenza non ne fu cambiata. Chi ha detto : Dimeurs?

Sono io, rispose la voce del gobbo, che si accorgeva bene che gli stregoni erano contenti. Dove sei? Dietro la ginestra. Gli stregoni raggiunsero il cespuglio ed esclamarono : Ah!  E’ un piccolo gobbo! per ringraziarlo dobbiamo togliergli la gobba.  E’ il gobbo si  ritrovò dritto come un palo. Tornando a casa, egli incontra un altro gobbo di Trêvé che gli dice : Ah! amico mio, non hai più la gobba! Come hai fatto? Sono andato a vedere gli stregoni danzare intorno alla croce di Knéa e come ripetevano sempre “Dissul ha dilun!”, ho gridato “Dimeurs” e come ricompensa mi hanno tolto la gobba. Quando fu la notte, l’altro piccolo gobbo andò a Knéa e appena gli stregoni cominciarono a cantare: Dissul ha dilun, Dimeurs! il gobbo esclamò : dimerch’her (mercoledí). gli stregoni, sorpresi, aggiunsero dimerch’her, ma la cadenza era persa, furiosi andarono nei campi per ricuperare quello che aveva gridato Dimerc’her. Ah!  E’ ancora un piccolo gobbo! Cosa facciamo per castigarlo di aver rovinato la canzone. Bisogna mettergli da davanti la gobba che il suo amico aveva da dietro. E il povero piccolo gobbo che era venuto con una gobba, tornò a casa con due.

Caramello, burro e sale, oggi, vi propongo una ricetta tipicamente bretone che ammansirà anche i korrigan più scherzosi!

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Gli ingredienti :

Per la pasta brisè :

  • 250 g di farina
  • 125 g di burro morbido
  • 5 cl di acqua
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno :

  • 15 cl di latte condensato non zuccherato
  • 30 cl di panna acida liquida
  • 4 uova
  • 30 g di burro
  • 180 g di zucchero
  • 3 cucchiaini di fecola
  • qualche goccia di limone
  • 2 cucchiai di fior di sale

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Potete scegliere di fare una pasta frolla, io ho preferito realizzare una pasta brisè. Comunque sia, pasta frolla oppure pasta brisè, c’è una sola regola da rispettare : mai utilizzare un robot da cucina ! Per il procedimento, vi invito a cliccare qui.

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Ritagliate la pasta brisè e foderate gli stampini per tartellette. Lasciate riposare gli stampini in frigo.

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In una casseruola, fate bollire il latte condensato per circa 15 a 20 minuti con 80 g di zucchero.

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Preparate il caramello scaldando 100 g di zucchero con un po’ d’acqua.

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Ritirate il caramello dal fuoco, aggiungete tre gocce di limone.  Unite il latte condensato al caramello e stemperate con la metà della panna acida liquida.

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Stemperate la fecola con due cucchiai di acqua e unitela alla preparazione.

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Rimettete la preparazione a fuoco vivo e fatela addensare mescolando di continuo. Aggiungete il burro. fuori dal fuoco, incorporate le uova sbattute e il resto di panna acida liquida.

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Versate la preparazione negli stampini e fate cuocere termostato 7 (210°) per circa 35 a 40 minuti.

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Lasciate intiepidire e cospargete le tartellette di fior di sale.

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Potete anche fare un po’ di decorazione con dei lamponi o delle bacche di ribes.

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Buon appetito !

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