Estuario : A Margaux è già l’estate !

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L’anno scorso, cari lettori, vi avevo portato in una strana palude, in mezzo alle terre di Margaux, in cui cresce una specie di  leucojum chiamato campanellino estivo in italiano e Nivéole d’été in francese. Avevo anche chiesto ai lettori di risolvere l’enigma di questa pianta e una lettrice, Vale, aveva trovato subito che si trattava di un leucojum, eppure la pianta assomiglia come due gocce d’acqua al bucaneve ! Ovviamente, il campanellino estivo non si trova solo nell’estuario della Gironda e potete trovarlo in altre regioni di Francia oppure in Italia  però non ne troverete mai altrove come nella penisola del Médoc, è un fenomeno unico in Europa anche perché l’estuario della Gironda è il più ampio d’Europa occidentale e queste piante adorano i nostri ambienti lacustri. In primavera, sono milioni e milioni di questi campanellini estivi che fioriscono nelle nostre paludi. Uno spettacolo proprio allucinante e se volete osservarli, lasciate un po’ la visita dei Châteaux e penetrate nella palude di Labarde tra il Château Giscours e il comune di Labarde. E poi, in questo periodo non ci sono ancora le zanzare, invece il mese prossimo quando inizierà la stagione delle iridi passeggiare nella palude sarà quasi impossibile…

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La parola francese, nivéole, per designare la pianta deriva dal latino “niveus” che significa neve… A questo punto, cari lettori, dovreste farmi domande tipo : perché questa pianta che fiorisce in primavera si chiama campanellino estivo ? oppure i botanici non scelgono i nomi delle piante secondo le date di fioritura, da dove viene questa incongruenza ? Rispondere a queste domande non è tanto facile e dobbiamo fare un piccolo viaggio nel tempo e recarsi in Grecia perché il termine scientifico per designare il campanellino estivo è Leucojum aestivum …

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E’ un greco, un certo Teofrasto, filosofo nato a Lesbo nel 371 a.C, successore di Aristotele al Liceo, che è il primo vero botanico interessato dalla classificazione delle piante. Diciamo che questo Teofrasto conosceva la differenza tra i campanellini e i bucaneve, ma il tizio era un po’ pigro e si accontentava di dire “Leucoion” dal greco Leukos che significa bianco per designare le due specie. Facciamo un altro salto nel tempo e adesso siamo nel XVI secolo dove i botanici Fuchs e Tabernaemontanus distinguono i campanellini dai bucaneve e danno il nome di Leucoium bulbosum ai campanellini. Ovviamente, più la scienza botanica progredisce nell’identificazione delle specie, più i nomi per designare le piante si moltiplicano. Per esempio, in un libro pubblicato nel 1623, Kaspar Bauhin elenca più di una decina di nomi per descrivere e designare il Leucoium bulbosum. Ci vorrà aspettare il naturalista svedese Linné che, grazie al suo sistema di denominazione delle piante e degli animali (sempre in uso oggi), permetterà una stabilizzazione dei nomi scientifici. Nel 1753, Linné pubblica le  Species plantarum,  bibbia dei botanici in cui sono descritte 8000 specie vegetali.  E’ a questa data che è ritenuto il qualificativo “aestivum” per il nostro campanellino della palude di Margaux. Linné ha sbagliato ! Anche per una ragione semplice e comprensibile : a quest’epoca si studiava le piante su degli esemplari di erbari accompagnati dalle osservazioni piuttosto lacunose di corrispondenti locali. Classificando i campanellini, Linné si accorge che una specie fiorisce più precocemente dell’altra e non si fa troppi scrupoli con il calendario. La prima sarà chiamata Leucojum vernum (di primavera), la seconda Leucojum aestivum (d’estate). Adesso, cari lettori, sapete perché nel Médoc l’estate comincia in primavera !

 

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10 thoughts on “Estuario : A Margaux è già l’estate !

  1. Bonjour mon très cher Alex,
    mi aspettavo: perché in latino niveus? cosi avrei potuto rispondere: perché questi delicati fiorellini, formano una distesa innevata e se non ci si avvicina non si percepisce la differenza di natura.
    Alex, una domanda a te: profumano questi campanellini?

  2. Et tu aurais donné la réponse exacte ma chère Francesca, mais j’étais plus intrigué par le qualificatif “d’été”. Cela dit nivéole est plus élégant que campanellino, je crois que les nivéoles de printemps qui fleurissent en hiver s’appellent aussi Claudinette. Elles n’ont pas de parfum particulier, même si certains leur trouvent une odeur chocolatée. C’est une plante protégée en France, j’ajoute que c’est une plante de sorcières 🙂 elle est très toxique. Si tu veux empoisonner quelqu’un, une décoction de nivéole c’est radical !

    Alex

    • Sorrido. Claude François e le sue Claudine, Claudinette et Claudette mi divertono tanto. La storia di questo cantante showman francese mi fa sorridere sempre, anche per come zompettava e si acconciava! Un parfum (odeur) de chocolat ? uhhhhh ! Super, alors moi je suis prête à m’empoisonner pour essayer son goût ! De toute façon je suis déjà une sorcière et donc je ne risque rien au contraire je vais me fortifier ! (che scema!) Ciao Alex e buon fine settimana.

  3. Adoro questo tipo di post, una boccata d’ossigeno nella vita quotidiana, una deliziosa evasione nel rassicurante ed eterno mondo della natura. Chi avrebbe mai detto che un’escursione fra le piante potesse essere così interessante? Grazie Alex.
    Buon weekend

    dragor (journal intime)

    • Grazie Dragor ! Ogni anno faccio questa passeggiata nella palude di Margaux per vedere la fioritura dei campanellini, è un specie di rito. Mi ritrovo completamente in quello che hai scritto a proposito dell’evasione nel mondo della natura. D’altronde, mi è diventato proprio intollerabile di stare a casa quando ho un po’ di tempo libero…

      Buon weekend Dragor !

      Alex

  4. Caro Alex, più ascolto la “tua” Paris e più mi piace! Pensavo che Emilie Simon dopo la pub del Breil, non cantasse più. GRAZIE, il nuovo brano è davvero bello.

    • Cela me fait plaisir de te faire plaisir. La chanson fait partie du nouvel album d’Emilie Simon qui s’appelle MUE, déjà son sixième ! Je dois dire que cette chanson en particulier est assez addictive. Après l’avoir entendue à la radio, je n’arrêtais pas de la fredonner…

      Bonsoir chère Francesca !

      Alex

  5. Pingback: Vino : A volte, ci vogliono tulipani italiani per fare un vino di Margaux ! | Bordeaux e dintorni, stagione II

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