Estuario : il vignaiolo pazzo che sussura ai cavalli !

 

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Da qualche settimana mi sta succedendo una cosa non banale, mi sono messo a vedere dei cavalli ovunque. E’  vero che la penisola del Médoc e tutto l’estuario della Gironda è una terra di cavalli. Li troverete ovunque a pascolare in libertà nei prati e sopratutto tra Saint-Estephe e Le Verdon, in queste terre alla fine del mondo, conquistate dall’uomo tra l’estuario e l’oceano, che gli abitanti del Médoc chiamano :”mattes” in gergo locale e che altrove si chiamano polder. Ma non sono questi nobili cavalli, discendenti di Bucefalo, che mi sono messo a vedere, ma cavalli da tiro ; e non nelle terre alla fine del mondo, ma nelle vigne a due passi da casa mia !

La cosa abbastanza divertente è che senza il blog, Vite di vino, che frequento di recente, probabilmente non avrei mai notato i cavalli. L’autore di questo blog, Ioannis, non parla solo di vino, ma racconta delle fiabe vere a proposito di vignaioli che sembrano sciamaniparla di vitigni  unici al mondo e che non si trovano nemmeno nel famoso vigneto di Bordeaux che raggruppa tutti i vitigni coltivati sulla superficie della Terra, Ioannis utilizza delle espressioni strane tipo “pratica biologica”, “agricoltura sostenibile” o ancora “biodinamica”. L’altro giorno, avevo lasciato un commento piuttosto ironico su un post in cui un viticoltore  di Châteauneuf -du-Pape, utilizzava cavalli da tratto per lavorare il suo vigneto. Roba da fantascienza ! Ecco, cosa scrivevo nel commento : “…mi sorprenderebbe molto se la tenuta Ogier facesse l’aratura di 25 ettari con dei cavalli o allora questo vino costa un occhio della testa”. ¨Poi, qualche giorno dopo aver scritto questo commento, ho cominciato ad avere queste visioni di cavalli nelle vigne del Médoc…

Tranne che non sono visioni e che, recandomi sul posto, mi sono accorto che non si trattava semplicemente di una storia di  cavalli oppure di una epifenomeno surfando sull’onda della moda per il vino biologico, ma di un’avventura umana e di un progetto di vita per dieci persone.

“All’inizio, tutti mi prendevano per un pazzo furioso, oggi il mio metodo è compreso da tutti”, racconta naturalmente, Ramon Garcia, che sta dirigendo, dall’inizio di marzo, un corso di  formazione alla tecnica di aratura di un vigneto con un cavallo da tiro. Corso destinato ad adulti in riconversione professionale al Château Dillon nel comune di Blanquefort. Dovete sapere, cari lettori, che Blanquefort è il paese dove parte la strada dei castelli del Médoc e che questo Château è la proprietà del liceo agrario di Blanquefort  dall’altra parte della strada. Il Château Dillon non produce soltanto un ottimo vino nell’appellazione Haut-Médoc, ma forma tutti gli allievi del liceo ai lavori della vigna dal bracciante fino all’enologo.

Questo signor Garcia è davvero un personaggio straordinario. Già aveva riuscito a convincere le aziende vitivinicole le più prestigiose tipo Château Latour  a fare tornare i cavalli da tiro nei vigneti, ma non gli bastava. Il signor Garcia non voleva fermarsi dopo questo primo successo e , sempre alla ricerca di nuove sfide, si è lanciato in questa nuova avventura. Dice ancora il Signor Garcia : “Quando, io stesso, dieci anni fa, ho scelto di riconvertirmi in questa attività, non era per una qualsiasi nostalgia del passato, ma ero convinto, dopo un’esperienza di direttore in una tenuta in Dordogna, che il cavallo poteva ritrovare un posto per mantenere le vigne e avevo visto che la Romanée Conti ci aveva già ricorso…” Oggi, il signor Garcia possiede una scuderia con una decina di cavalli di razze diverse : “ho fatto questo investimento nello scopo di sistemarmi in modo durevole e qualificante”, aggiunge il signor Garcia.

Restava a trovare un quadro per questa formazione. Il liceo agrario di Blanquefort ha aderito all’idea e dal dieci marzo, Ramon Garcia, dirige la sua prima formazione al Château Dillon, cinque uomini e cinque donne, tra 25 e 50 anni, che sono in ricerca di una riconversione professionale. “Vengono tutti da orizzonti diversi, precisa Ramon Garcia, c’è un cuoco e anche un direttore d’azienda in ricerca di una migliore qualità di vita e tutti non avevano un’esperienza del cavallo. Ho voluto che la formazione possa sfociare su un diploma (certificato di specializzazione agricola) e permette di acquistare tutte le basi di guida di un cavallo da tiro nelle vigne…

Devo dire che il discorso di Ramon Garcia mi ha completamente convinto e anch’io penso che il cavallo debba (ri)trovare un posto nelle vigne. Il cavallo non inquina, fornisce del concime e rispettoso dell’ambiente ; il cavallo non rovina i suoli e permette di lavorare anche quando i terreni sono inzuppati ; il cavallo è più redditizio per le piccole superficie. Francamente, ci sono solo vantaggi ! In bocca al cavallo a Ramon Garcia e alle dieci persone che seguono la formazione fino a giugno.

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10 thoughts on “Estuario : il vignaiolo pazzo che sussura ai cavalli !

    • Grazie Ioannis ! Sono davvero ammirativo di queste persone che hanno deciso di cambiare completamente di vita e di lanciarsi in questa nuova carriera ; ci vuole un coraggio che certamente non avrei mai. E poi come ho scoperto chiacchierando con un stagista, c’è veramente un interesse dei viticoltori per il ritorno dei cavalli nei vigneti e quindi gli stagisti avranno un lavoro dopo la formazione, è qualcosa di molto concreto.

      Buona sera,

      Alex

  1. Bonjour mon cher Alex, mi regali la foto del pont de pierre avec la bastide che hai messo come incipit? MERCI
    (Je vais lire ton post)

  2. Non ne sapevo assolutamente nulla di questa storia equina. Mi domando se in una possibile visita guidata per gli châteaux sarà permesso di fare una corsa agli ostacoli per pmagari per accompagnare gli estimatori italiani e poi dissetarsi con i vari assaggi. Trêve de plaisanteries trovo la trovata utile, originale e certamente innovativa. Bonne soirée mon cher Alex.
    (Connais-tu ce jeune groupe de Toulouse ? http://www.youtube.com/watch?v=X3hJYDGSXt4)

    • Cela se pratique dans d’autres régions viticoles de France et cela commence à arriver dans le Médoc. En tout cas, l’emploi du cheval suscite un grand intérêt….Déjà que la route de Pauillac est infernale avec les gens qui s’arrêtent n’importe où pour photographier les châteaux alors maintenant si on y rajoute les chevaux !

      Non, absolument pas et pourtant 4 millions de vues sur Youtube ! Carrément hallucinant le nombre de choses que tu me fais découvrir, tu vas finir par croire que je ne vis pas en France 🙂

      Alex

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