Il viticoltore bordolese che salvò il suo castello grazie a qualche bottiglia di Graves

Questo slideshow richiede JavaScript.

Conoscete l’espressione francese “donner (offrir) un pot de vin” che significa dare una bustarella, un pizzo, una mancia ? Oggi, vi porto in un paesino vitivinicolo, Mazères, nelle Graves tra Langon e Bazas e anche se la cittadina di Sauternes si trova a meno di dieci chilometri, a Mazères siamo nell’appellazione Graves. In questo paese di Mazères, un viticoltore è riuscito a salvare il suo castello dal rogo  corrompendo una masnada di rivoluzionari grazie a qualche bottiglia di vino e l’espressione “donner un pot de vin”  è entrata nella lingua francese. Ma cominciamo dall’inizio e perché mi sono ritrovato a Mazères da una gelida e tempestosa giornata di febbraio. E’ la diabolica figlia di mio fratello, che conoscete già, che ha voluto guardare, una sera, la serie poliziesca : Sulle tracce del crimine, che si svolge nei dintorni di Bordeaux. Che delusione ! Dopo dieci stagioni a risolvere crimini nei posti più turistici del Sud-Ovest della Francia, i protagonisti hanno chiesto il trasferimento sulla Costa Azzurra ! E noi, non possiamo più praticare il nostro gioco favorito : riconoscere i luoghi e notare tutte le incongruenze tipo la questura che si trova nella città mondiale del vino, i protagonisti che si trovano a Bordeaux e due minuti dopo sono sulla scena del crimine a Sauternes oppure che riescono a fare la strada tra Arcachon e Saint-Emilion in un lampo, il viticoltore morto durante la vendemmia tranne che la vegetazione della vite indica che siamo in primavera…ecc…ecc… Adesso che l’azione si svolge sulla Costa Azzurra, la serie ha perso tutto interesse per noi. Sai, ho detto alla ragazzina, che ho un collega che ha fatto, qualche anno fa, la comparsa nell’episodio a Roquetaillade e il tizio ci rompe ancora i corbelli con….Wow ! esclama, la bambina. Lo conosco questo episodio, è il mio preferito ! C’è una rievocazione storica davanti al castello di Roquetaillade in cui l’attore principale che gioca il ruolo dell’eretico viene veramente bruciato sul rogo. Dobbiamo andare a Roquetaillade ! Ti prego zio, voglio visitare il castello ! Perché no, mi sono detto, Roquetaillade è un alto luogo del turismo in Aquitania e anche se ho sentito parlare del loro vino, non conosco il castello. Ecco, come mi sono ritrovato una fredda e ventosa giornata di febbraio con la bambina e quattro altri gatti davanti al castello di Roquetaillade per la visita.

La cosa davvero divertente a Roquetaillade è che il castello è l’archetipo dei castelli medievali come potete sognarlo a tale punto che hanno girato un sacco di film di cappa e spada (l’ultimo è stato il patto dei lupi), che fanno delle rievocazioni della guerra dei cent’anni, delle guerre di religione, che, ogni anno, dei tizi travestiti da cavalieri danno l’assedio al castello, ma in realtà, a Roquetaillade non è mai successo niente. Il castello è riuscito l’exploit di evitare tutte le guerre, non troverete nella storia di Roquetaillade nemmeno un piccolo scontro. Niente, proprio niente. Come se il castello non avesse di storia. Pensate un po’ che è la stessa famiglia di viticoltori, la famiglia de Baritault du Carpia discendente della famiglia de la Motte, che possiede il castello da 700 anni   !

In realtà, ci sono due castelli che sono stati eretti a Roquetaillade su un isolotto di roccia calcarea che domina la piccola vallata di Bazas. Un primo castello è eretto nel XII secolo all’estremità dello sperone roccioso per difendere il borgo di Roquetaillade. Il borgo era situato tra la cappella attuale e questo primo castello. Di questo castello ne rimane un torrione in rovina, due cento metri di muro di cinta e la vecchia porta del borgo. Una delle persone che faceva la visita ha chiesto, piena di speranza davanti a queste rovine : cos’è successo qui ? è la guerra che ha distrutto il castello ? No, ha risposto la guida, il vecchio castello è stato ristrutturato nel XIV secolo dai proprietari, la famiglia de la Motte di cui discende il papa Clement V. Poi, il castello, diventato troppo piccolo, è stato abbandonato e distrutto per erigere il nuovo castello. Il secondo castello è stato eretto nel XIV sotto l’impulso di Clément V. Si tratta di un castello fortificato di tipo edoardiano con un imponente torrione al centro. È vero che il castello ha un lato scozzese d’altronde per l’aneddoto è stato girato anche il film Fantomas contro Scotland Yard a Roquetaillade. Il castello (e anche la cappella) è stato completamente ristrutturato nel XIX secolo dall’architetto Viollet le Duc quindi se vi piace il medioevo alla salsa XIX secolo, se vi piacciono le false chimere e doccioni medievali, il castello di Roquetaillade vi piacerà sicuramente. In ogni caso, i bambini adorano tutti i gadget tipo il finto ponte levatoio nella sala pranzo, le sedie medievali a rotelle…e le favole a proposito di cavalieri e di principesse raccontate dalla guida. E non solo ai bambini perché anche a me la guida mi ha raccontato una bellissima storia. Alla fine della visita, le ho chiesto : Ma, veramente non è mai successo niente a Roquetaillade ? è durante la rivoluzione ? allora, la guida mi ha raccontato l’aneddoto seguente : quando il comitato rivoluzionario di Bazas è arrivato a Roquetaillade per bruciare il castello, il proprietario ha risposto : prima, cari amici, dobbiamo svuotare la cantina, non vorreste perdere tutto questo prezioso vino, no ? Dovete essere assetati con tutta questa strada da Bazas ? Una volta nella cantina e dopo tante bottiglie di Graves mandate giù, i rivoluzionari avevano completamente dimenticato lo scopo iniziale cioè bruciare il castello. Così, il castello fu salvato e la lingua francese impreziosita da una nuova espressione : “offrir un pot de vin”. Una bellissima storia alla moda di Guascogna e comunque se non è vero è ben trovato  !

Annunci

15 thoughts on “Il viticoltore bordolese che salvò il suo castello grazie a qualche bottiglia di Graves

  1. Grazie per l’apprezzamento Monica ! C’è anche una cucina con una stupenda batteria da cucina in rame e stagno, in questa cucina c’è un immenso piano cottura creato da Viollet Leduc che ha un camino che evacua i fumi lateralmente e la guida di chiedere : qualcuno può dirmi quale è la particolarità di questo piano ? manca la tastiera ! ha risposto la figlia di mio fratello facendo ridere tutte le persone presenti ! (si usa la parola piano in francese per dire piano cottura o pianoforte). Devo dire che abbiamo passato a Roquetaillade un pomeriggio assolutamente delizioso…

    Buona sera Monica,

    Alex

  2. Bonjour mon très cher Alex, je viens de terminer la visite Monet : MERCI ! J’adore Monet et Giverny…il faut que je file à l’école : réunion parents-élèves, mais je reviendrai te lire : je ne peux rater ton histoire de vin 🙂 (bises Alex)

    • Et voilà ma Francesca qui doit se coltiner une réunion de parents d’élèves alors que je la croyais encore en goguette à Paris ! Alors, j’attends l’éventuel commentaire à ce post 🙂

      Bonsoir ma chère Francesca,

      Alex

  3. Adoro Viollet-le-Duc. Per me avrebbero dovuto affidargli il Foro Romano, il Colosseo e l’Acropoli. Vuoi vedere che senza di lui a Roquetaillade non andrebbe nessuno?
    Ciao Alex, buonanotte

    dragor (journal intime)

    • Probabilmente. D’altronde si visita solo le stanze rese abitabili da Viollet-le-Duc, ma forse sarebbe la stessa cosa per Nostra Dama di Parigi sensa le chimere ed i doccioni di Viollet-le-Duc e la commedia musicale ispirata dal libro di Victor Hugo…. 🙂

      Alex

  4. Pensa, buon pomeriggio Alex, che conosco Bazas e Langon (e Saviac e il Sauterne 🙂 )ma non ho mai visitato nessuno dei due castelli di cui scrivi. Quanto alla serie, la guardavo anch’io e non sapevo fosse ora sur la Médierranée. Infine tua nipote è …una forza. Divertentissima anche perché martorizza il paziente zio! Coraggio, resisti. Sorrido.

    • Moi non plus je ne le connaissais pas (seulement de nom) mais il semble qu’il soit très connu à l’étranger et que ce soit l’un des incontournables des circuits touristiques consacrés à la Gironde au même titre que la dune du pilat. Mais tu sais que j’ai pensé à toi quand je suis arrivé à Mazères, Saviac est vraiment tout près 🙂 A la billetterie du château, il y a une grande affiche avec tous les films qui ont été tournés à Roquetaillade, le seul titre de gloire du château avec les quelques pièce aménagées par Viollet-le-Duc…

      Alex

    • C’est que la personne qui nous a fait la visite raconte un nombre insensé de calembredaines pour agrémenter la visite. Je crois qu’à l’origine l’expression signifiait “donner un pourboire” puis par extension “corrompre une personne avec une somme d’argent”. Cela dit, que le châtelain ait réussi à sauver le château en offrant sa cave aux révolutionnaires de Bazas est parfaitement vrai !

      Alex

    • Le pape originaire de Bazas c’est Clément V, Celestino V (dont j’ai découvert l’existence dans ton dernier post) doit être un p’tit gars des abruzzes 🙂

      Bonjour Francesca,

      Alex

      • …scusami non so per quale arcano: invece di leggere Clément, ho letto Célestin! Forse per via del V in comune oppure ancora più semplicemente perché c’è Caroline qui veut aller le visiter. (ciao Alex e buona serata)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...