Bacino di Arcachon : la ragazza che sognava una città senza inverno.

Prima dovete leggere il racconto in nero, poi quello in rosso

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Arcachon in marzo, città d’estate.

La macchina divora i chilometri della vecchia strada provinciale tra Lacanau e il Bacino di Arcachon. Il sole splende e la temperatura è quella di un mese di maggio. Ho aperto il finestrino per respirare la trementina dei pini marittimi, il profumo delle ginestre in fiore e quello della salvia selvatica. Non te lo voglio raccontare nel dettaglio, le dico, ma quando ero a Parigi, inchiodato a letto dalla polmonite, ho fatto uno strano sogno. Poi, quando sono tornato a Bordeaux, una sera, ho sentito i miei polmoni bruciare di nuovo e ho rifatto lo stesso sogno. In questo sogno, c’è un personaggio che mi dà un rimedio e che mi avverte che la terza volta che ci incontreremo, lui non potrà più fare niente per me e l’uomo mi ha consigliato di fare un viaggio nei Paesi Immobili. Vuoi dire che mi porti ad Arcachon perché hai fatto un sogno ? lei scherza. Poi, intrigata, ma cosa sono i Paesi Immobili ? Credo sia un’espressione di Mauriac per designare la foresta delle Landes di Guascogna oppure l’ho inventata io, rispondo a malincuore, irritato di aver lasciato sfuggire un’espressione che riservo ai lettori del blog. Ma ci sono i pini marittimi anche a Lacanau, allora perché Arcachon ?

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Arcachon è divisa in quartieri chiamati città (inverno, estate, primavera e autunno). Fare una passeggiata tra le famose ville della città d’inverno di Arcachon è come fare un viaggiare nel tempo e ritrovarsi tra il secondo Impero e la prima guerra mondiale. Il quartiere ha mancato essere distrutto negli anni 1970 per costruire gli stessi brutti  palazzi che troverete ovunque sulla Costa Azzurra, solo la mobilitazione degli abitanti di Arcachon ha permesso di preservare questo sogno di una città utopica senza inverno. Sopra, la passerella che calvaca il baratro tra la duna di Sainte-Cécile e la duna di Saint-Paul. E’ stata costruita nel 1862 da un collega di Gustave Eiffel, Paul Régnault, e porta all’osservatorio Sainte-Cécile, la torre Eiffel di Arcachon se volete.

Veramente, non lo lo sai ? L’inverno è la migliore stagione per andare ad Arcachon, sopratutto i mesi di febbraio e marzo quando le mimose fioriscono. Tutta la città si macchia di giallo e lo spettacolo è incantevole. Forse non lo sai, ma Arcachon è nata da un altro sogno, il sogno di una ragazza, Cécile, che soffriva dei polmoni e che immaginava una città senza inverno in cui farebbe sempre caldo. Per lei, il padre e lo zio, i fratelli Péreire, hanno creato la città d’inverno, cioè senza inverno, sulla montagna di Arcachon, correva l’anno 1860.

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L’osservatorio di Sainte-Cécile, 35 metri di altezza. Una scala a chiocciola, tre funi e una piattaforma. Ci vuole del coraggio per salire su sopratutto quando il vento soffia, ma vale la pena perché il panorama è davvero mozzafiato !

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Il panorama verso la città d’estate.

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A sinistra verso il Cap Ferret sull’altra riva

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Verso la foresta di la Teste

Stai ancora delirando ! lei ride. Non c’è la montagna ad Arcachon ? No, rispondo, c’è la montagna ad Arcachon tranne che oggi la montagna si chiama la città d’inverno, la montagna è sempre là, è una montagna magica capace di guarire tutte le malattie polmonari. D’altronde è lo scopo di nostra passeggiata. Va bene, lei sospira, ho capito che preferisci utilizzare la parola “montagna” invece di dire “grande duna”, ma cosa ha di magica questa montagna ?

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Ovviamente, la città d’inverno è conosciuta nel mondo intero per le sue ville e delle biblioteche intere sono state dedicate all’architettura di Arcachon. Lo scopo di questo post non è di elencare le innumerevoli ville di Arcachon : le scoprirete se venite ad Arcachon. D’altronde, non ho scattato la più famosa : la villa Faust che rende omaggio al soggiorno di Charles Gounod ad Arcachon, una strana villa in stile gotico-rinascimento da vedere assolutamente. Sopra la villa Bremontier costruita nel 1863 da Paul Régnault, è la prima villa costruita dalla compagnia ferroviaria del Midi sulla montagna di Arcachon. D’altronde la villa ha un po’ lo stile “stazione ferroviaria”. 

Correva l’anno 1857 quando è stato creato il comune di Arcachon ; la civiltà è arrivata da Bordeaux con il treno. C’era già la foresta ma non estesa come quella di oggi. La dune di Pilat non esisteva ancora. Sulla montagna  di Arcachon campavano 400 indigeni  : pescatori, boscaioli, pastori su trampoli, raccoglitori di resina e raschiatori di ostriche e questa povera gente non moriva mai di malattie polmonari e non prendeva nemmeno un raffreddore. Mentre tutta l’Europa, i ricchi come i poveri, crepavano di polmonite e di tubercolosi polmonare, sulla montagna di Arcachon la gente godeva di una salute di ferro. I fratelli Péreire che possedevano la compagnia ferroviaria del Midi decisero di fare arrivare il treno fino ad Arcachon e di creare la città d’inverno per Cécile ed i ricchi malati di tutta l’Europa. Poi, Arcachon è diventata rinomata grazie al medico della regina Victoria, Dominic Corrigan, che percorreva il mondo alla ricerca del clima ideale, capace di guarire i malati affetti di tubercolosi polmonari, e che affermava che l’aria di Arcachon, un misto di sale e di trementina, era unico al mondo e la gente da tutta l’Europa si è messa a venire respirare la nostra trementina….Ecco perché facciamo questo piccolo viaggio ad Arcachon.

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La villa Alexandre Dumas in stile Art Nouveau costruita nel 1895. La cosa divertente con queste ville è che gli architetti hanno osato tutto, ma veramente tutto e possiamo affermare che l’hanno fatto fino al delirio. Secondo me, anche loro come i tubercolari dovevano sniffare la trementina. La città di Arcachon è stata un laboratorio architetturale del secolo dell’industria. Immaginate che l’idea di base era di realizzare dei chalet svizzeri. Quando un architetto presentava il suo progetto alla compagnia ferroviaria del Midi, il tizio diceva  semplicemente “voglio fare un chalet svizzero in stile Art Nouveau”. Appena il tizio della compagnia ferroviaria sentiva le parole magiche “chalet svizzero”, l’architetto aveva l’accordo. E’ la ragione per cui la città d’inverno è piena di chalet svizzeri in stile medievale, rinascimentale, Art déco, Art Nouveau, neogotico..ecc…ecc…

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Il delizioso chiosco nel parco Moresco. Il parco moresco è un bellissimo parco nel cuore della città d’inverno. Quando siete ai piedi della montagna potete prendere l’antico ascensore che vi monta all’ingresso del parco….

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Una volta, al centro del parco, dove oggi c’è questa nave tipica di Arcachon chiamata Pinasse, c’era il casino Moresco costruito da Paul Régnault nel 1863 : un misto tra l’alhambra di Granada, l’alcazar di Toledo e la moschea di Cordoba. Allora, la moda era all’orientalismo. 

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Il casino moresco nel 1913, purtroppo è stato distrutto da un incendio nel 1977. Cosa facevano i ricchi tubercolari ad Arcachon ? Niente. Si accontentavano di restare sdraiati  su lettini nei giardini delle ville, a respirare l’aria salata e la trementina dei pini. Raramente, andavano fino all’osservatorio o scendevano con l’ascensore verso la spiaggia. Le vie non erano asfaltate e quando i malati dovevano spostarsi, utilizzavano degli asini perché queste simpatiche bestiole potevano arrampicarsi sulla montagna. Ogni dieci metri, c’era una bancarella che proponeva del latte e dei prodotti a base di trementina. Alla sera, i ricchi tubercolari venuti da tutta l’Europa, bruciavano le loro fortune al casino… Spero che questa passeggiata ad Arcachon vi sia piaciuta e che la mia polmonite sia definitivamente guarita !

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13 thoughts on “Bacino di Arcachon : la ragazza che sognava una città senza inverno.

    • Bonjour chère Francesca, Non ce n’était pas le médecin de la reine Victoria…peut-être qu’un jour, je te raconterais ce rêve.

      Alex

  1. Anch io l ho fatta in treno e conservo ricordi molto belli, lontani e che scaldano il …petto (vista la tua notizia a proposito dell aria e della tua polmonite). La’, je vais lire les lignes rouges…prima peró voglio farti i complimenti per il tuo italiano e lo stile impiegato: bravissimo!

  2. Del vate pescarese hai già scritto…ma una fotografia della duna dove l’hai sistemata? Mi sembra di sentire ancora tutto quel vento…devo avere delle riprese su una pellicola e sicuramente delle foto. (Je suis toute émue)
    Merci Alex!

    • Non sono andato al Pilat, Francesca. Già perché la duna non esisteva quando la città di Arcachon è stata creata e poi perché in inverno tolgono la scala e la rimettono solo per le vacanze di Pasqua 🙂 Comunque ritengo l’idea per un prossimo post.

      Alex

  3. Sono salita fino in cima all’osservatorio di Santa Cecilia! E ho passeggiato in quelle strade tra le ville. Non so se abbia giovato ai polmoni, ma di certo alla mente.
    Buona domenica, m.

    • E’ un posto magico, c’è sempre qualcosa da scoprire, un dettaglio architetturale che ti era sfuggito, una pianta….Anche in estate quando la vegetazione è lussureggiante deve veramente valere la pena. Io la conosco soltanto in inverno quando le mimose sono fiorite, raramente dopo Pasqua mi avventuro fino ad Arcachon. Anche perché è troppo lontano da casa mia ed è più comodo per me di andare all’oceano a Lacanau oppure al Porge….

      Buona settimana cara Monica !

      Alex

  4. Favoloso. Non vedo l’ora di avere la tubercolosi per andare ad Arcachon. Là c’è un po’ di architettura decente, altro che i brutti palazzi della Costa Azzurra 🙂

  5. Pingback: Bacino di Arcachon: La melancolia di uno sguardo abruzzese nella città senza inverno. | Bordeaux e dintorni, stagione III

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