Parigi : gli sposini cinesi

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Si vede che non sono un ragazzo romantico o forse c’è qualcosa che mi è completamente sfuggito in questa scena. Ci ho pensato più volte, ma c’è un mistero che non riesco a risolvere. Siamo una domenica mattina sul ponte Alexandre III. Il tempo è grigio, la pioggia minaccia e d’altronde comincia a cadere qualche goccia ; soffia un piccolo vento gelido che mi trafigge le ossa. Lungo il porto degli Champs Elysées, gli alberi spolpati dall’invero hanno un aspetto lugubre. Un gruppo di turisti è arrivato e si è messo a scattare ogni angolo del ponte ; lo fanno molto seriamente, professionalmente, come se dovessero fare un rilievo topografico di questo fottuto ponte. Alcuni parigini fanno il loro jogging e mi dico che preferirei suicidarmi piuttosto che indossare dei colori fluorescenti. Mi diverto ad immaginare tutti questi sportivi correre nelle antiche dune ricoperte di querce dei Pirenei dietro casa mia e mi viene un po’ di nostalgia. Comunque, non dovrei fare lo spaccone perché i quattro passi per raggiungere il ponte mi sono costati una fatica enorme e ho i polmoni in fiamme. Parlate di uno sportivo ! Un’altra scena attira il mio sguardo. L’autista di un’auto di lusso americana ha azionato il pulsante di segnalazione luminosa di pericolo prima di tranquillamente fermarsi sul marciapiede del ponte. Che faccia tosta !  Meno male che siamo una domenica mattina, che non c’è la polizia, e che la circolazione è quasi inesistente ! Un gruppo di cinesi esce dalla macchina. Ci sono i due sposini, tre ragazze e un fotografo. Si vede che questo fotografo è un professionista, il tizio si mette a posizionare gli sposini sul ponte secondo i suoi desideri, fa dei gesti incomprensibili per i comuni dei mortali. Non è mai soddisfatto e lo sento gridare più volte in una lingua piena di vocali. Finalmente, il fotografo ha trovato il suo scatto che ho chiamato : “mentre lei contempla le acque della Senna, egli le dice qualcosa nell’orecchio”. Le tre ragazze si sono un po’ allontanate  con le loro borse Louis Vuitton e i loro sacchetti traboccando di prodotti di lusso e fanno dei grandi gesti  alla coppia. Non ho capito perché non hanno lasciato tutto il bazar nell’auto, forse le ragazze hanno avuto paura che l’autista sia un ladro e se ne vada con le valigie ! Il fotografo continua a fare sempre lo stesso scatto. Non cerca a cambiare la prospettiva e io che pensavo che tutti gli sposini cinesi volessero la torre Eiffel nello sfondo. Quelli si accontentano delle acque della Senna e devo dire che non mi sembrano particolarmente felici. Niente è naturale, tutti i dettagli sono studiati. Poi dopo un momento tutti risalgono in auto e partono verso gli Invalides, forse per altri scatti. Mi dico che i cinesi hanno la stessa tradizione di noi, quella di fare degli orrendi scatti di matrimonio. Mi ricordo ancora il matrimonio di mio fratello quando la coppia si è eclissata per andare a fare delle foto. Abbiamo aspettato delle ore e, qualche giorno dopo, siamo stati invitati per vedere le foto : mio fratello e la moglie presso un piccolo lago ; mio fratello e la moglie accanto ad un cavallo ; mio fratello e la moglie accerchiato da bambini…e  dopo una centinaia di foto di questo tipo, mio fratello di chiedermi : allora, hai scelto una foto per esporre nel tuo salotto ?  Che incubo ! Ho mancato morire. Ma non è possibile nel caso degli sposini cinesi, voglio dire non hanno fatto il giro della Terra per un banale scatto davanti ad un fiume francese. Attraverso il marciapiede e mi piazzo esattamente dove c’erano gli sposini cinesi. Non noto niente di particolare tranne i cayoc (parola bordolese per dire gabbiano). Non hanno il mare a Parigi, ma hanno i gabbiani, sorprendente, no ? Una vecchia chiatta tutta arrugginita risale le acque della Senna. Quando penso che un ex sindaco di Parigi e ex presidente della Repubblica volesse attraversare a nuoto la Senna per provare che il fiume non fosse inquinato. Mi dico, vedendo questa miscela gialla che gorgoglia e increspa l’acqua, che il tizio ha fatto bene a non mantenere questa promessa ! Sul lungo Senna noto ancora che i netturbini non sono ancora passati e i cassonetti traboccano. No decisamente, non riesco a capire cosa hanno visto gli sposini per fermarsi e fare degli scatti qui. Mistero. O forse sono io, con tutto il mio cinismo, che non riesco a vedere la magia di Parigi.

Bonnie Raitt, John Lee Hooker : I’m in the mood

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