Ritorno nel paese di Francesca : seconda parte

Se avete mancato la prima parte di questo racconto : cliccate qui 

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Continuiamo la nostra passeggiata a La Bastide sulla riva destra di Bordeaux. Oggi, la Bastide è un quartiere di Bordeaux ma è qualcosa di abbastanza recente e, d’altronde,  ancora oggi, gli abitanti del quartiere non si considerano bordolesi e utilizzano facilmente l’espressione “andare a Bordeaux” quando devono attraversare il ponte di Pietra. Tutta la storia del quartiere di La Bastide è legata a questo ponte e alla costruzione della stazione d’Orléans. Nel 1800, la zona era ancora un’isola tutta  piantata di vigne dove i ricchi bordolesi trascorrevano le loro vacanze. La Bastide non era una frazione di Bordeaux, ma un quartiere di Cenon. Ma perché c’era la necessità di costruire un ponte a La Bastide ? Perché la via “de la Benauge” a La Bastide è l’antica strada di Parigi e quando Napoleone raggiunge Bordeaux per andare a fare la guerra in Spagna, egli si ritrova con il suo esercito bloccato sulla riva destra del fiume. Non c’era nessun ponte a Bordeaux ed i cantieri navali erano a monte della Garonna. Un ponte in centro città avrebbe rovinato l’attività economica del porto di Bordeaux. La decisione da Napoleone di costruire questo fottuto ponte ha mancato scattare una guerra civile a Bordeaux. Diciamo che i timori dei bordolesi non erano senza fondamenti. Appena il ponte costruito, le industrie ed i cantieri navali si spostarono sulla riva destra del fiume dove i terreni costavano quasi niente e dove le tasse e i dazi doganali erano ridotti. Tutta l’attività economica legata al porto e che faceva la ricchezza di Bordeaux si spostò a La Bastide e stiamo parlando di uno dei porti più importanti del mondo all’epoca ! Mentre le città di Floirac, Cenon e Lormont conoscono un boom economico, Bordeaux è in pieno marasma. Il peggio succede nel 1853 quando la compagnia d’Orléans inaugura la sua stazione ferroviaria a La Bastide. Bordeaux rischiava di essere completamente sorpassata economicamente dai tre comuni della riva destra. Ma non è detto che la città di Bordeaux sia senza risorse e, nel 1865, con l’aiuto del governo francese, Bordeaux riesce a strappare ai comuni di Cenon, Lormont e Floirac tutti i terreni in riva al fiume che costituiscono la Bastide. All’età d’oro di La Bastide fino agli anni 1960, il quartiere contava bene 30 000 abitanti e un bar ogni 3 abitanti ! L’ironia della storia è che quasi due cento anni dopo il ponte di Pietra, l’anno scorso è stato inaugurato un nuovo ponte che collega la Bastide al quartiere di Bacalan e che il Bordeaux del futuro si costruisce di nuovo sulla riva destra !  Adesso voltiamo le spalle…

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Piazza Stalingrad, una volta piazza del Ponte, ammirate questo bello palazzo Neoclassico in perfetto stile Luigi XVI, purtroppo è l’unico della piazza. In realtà, c’era tutto un progetto per fare qualcosa che avrebbe assomigliato alla riva sinistra di Bordeaux. Ma quando la Bastide è diventata bordolese, il progetto è stato abbandonato perché era inutile di spendere un sacco di soldi per un quartiere operaio ed industriale….Adesso facciamo qualche passo verso l’antica strada di Parigi che non è l’avenue Thiers, ma la via “de la Benauge” e ci ritroviamo in Brasile !

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La vecchia caserma fatiscente dei vigili del fuoco di la Benauge. Oggi fa parte del patrimonio monumentale di Bordeaux allo stesso titolo che la piazza della Borsa o la piazza del parlamento. Ma non fu sempre il caso e la sua costruzione nel 1954 scattò un immenso putiferio. I bordolesi sono abbastanza reazionari per quanto riguarda l’architettura e di solito amano solo lo stile Neoclassico francese (presto visiteremo una casa neoclassica costruita negli anni 1860 !) e questo palazzo di cemento dalle forme geometriche dipinte con dei colori primari era un affronto a tutti i bordolesi che vivevano sulla riva sinistra e che si sentivano “schiacciati” da questo orrendo palazzo. I tempi cambiano : una volta era qualcosa da distruggere, oggi è qualcosa da salvaguardare ! Ma avviciniamo un po’ a questa caserma…

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La caserma è stata ideata dagli architetti Ferret, Courtois e Salier che hanno partecipato anche alla ricostruzione della città di Royan dopo la guerra. Ovviamente, sono stati molto influenzati da Oscar Niemeyer e la sua città di Brasilia. Questa caserma è un palazzo dove il razionalismo e il funzionalismo sono stati spinti all’estremo. Ogni componente, ogni elemento ha una ragione d’essere. Peccato che non possiamo penetrare dentro. Ma guardate le scale e chiedetevi  perché sono state concepite così. Volete la risposta ? Dentro le colonne rosse ci sono i pali di discesa che permettono ai vigili del fuoco di raggiungere i veicoli al più presto. ingegnoso, no ?

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Questa torre all’estremità della caserma viene considerata come un capolavoro di prodezza tecnica. Anche qui è la funzione che ha determinato la forma. Avete un’idea della sua funzione con le sue bocche di ventilazione tonde, le sue piattaforme e la sua scala aerea ? (che purtroppo non vediamo nello scatto). Sì, le piattaforme e la scala servono ai vigili del fuoco per addestrarsi alla manovra, ma non è la sua funzione principale. E’ la torre di asciugamento dei tubi e delle manichette che utilizzano i vigili del fuoco.

Presto i vigili del fuoco lasceranno la vecchia caserma de la Benauge per una nuova caserma nuova di zecca verso la città di Floirac. Non si sa ancora a cosa potrà servire la caserma dopo la sua ristrutturazione. Si parla di una scuola alberghiera, ma il problema è che tutta la zona è a rischio esondazione. Pensate un po’ che, nel 1870, via Montméjean, la più vecchia via di La Bastide, dove ha vissuto Francesca, l’acqua ha raggiunto i due metri di altezza nelle abitazioni.

Cari amici, spero che la seconda parte di questo racconto in un quartiere non troppo turistico di Bordeaux vi sia piaciuta. Nella terza parte, scoprirete altre meraviglie di La Bastide : il più piccolo teatro di Bordeaux, le case Art Déco di la Bastide, la prima statua eretta in omaggio ad un uomo di sinistra in Francia…ecc….

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5 thoughts on “Ritorno nel paese di Francesca : seconda parte

  1. La migliore architettura è quella determinata dalla funzione. Poveri bordolesi della riva sinistra, avevano di fronte un tesoro e non lo sapevano. In visita scolastica,mia figlia ha conosciuto un tizio che abitava nella Cité Radieuse e la trovava orribile.

    Ciao Alex, buon anno

    dragor (journal intime)

    • Non riesco ad immaginare come gli architetti potranno trovare un’altra funzione a questo edificio che è stato concepito per essere una caserma dei vigili del fuoco. Temo che la caserma diventi un volgare hôtel. Per quanto riguarda Le Corbusier, la cosa non mi sorprende. Il riconoscimento del suo talento è stato piuttosto tardivo e le sue opere suscitano ancora la polemica oggi…

      Buon anno Dragor !

      Alex

  2. A me è piaciuta tanta la descrizione e il post e le notizie che solamente in parte conoscevo. Sei passato accanto al mio liceo, al Mauriac? Un sacré coup au coeur !
    E non sapevo che i pompieri avessero lasciato quella caserma.
    Caro Alex, buona domenica e aspetto la terza parte.

    • Dans la prochaine partie, chère Francesca, retour rue Montméjean et dans d’autres rues de la Bastide où le lecteur découvrira que les fleurs peuvent fleurir ailleurs que dans des jardins. J’essaierai de publier le post d’ici Mercredi. Les pompiers n’ont pas encore quitté la caserne mais cela ne saurait tarder. On parle d’un lycée hôtelier à la place de la caserne, mais le problème c’est que la caserne a été construite en zone inondable !

      Alex

  3. Pingback: Ritorno nel paese di Francesca : terza parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

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