Pranzo di Natale a Bordeaux ovvero mangiare come Jacques Chirac senza spendere un capitale

Che Jacques Chirac fu un buongustaio e una buona forchetta è risaputo. Quando c’era il salone  internazionale dell’agricoltura a Parigi, il tizio trascorreva ore e ore tra le bancarelle a trangugiare preparazioni gastronomiche, testine di vitello, formaggi e insaccati e, ovviamente, ad annaffiare il tutto con litri e litri di birra e di vino. Una volta, un giornale aveva anche calcolato quanto cibo il tizio era capace di inghiottire in una sola giornata, il risultato era proprio allucinante. Per dire la verità, anche un giudice era riuscito a calcolare il costo per il contribuente delle spese di vitto di Jacques Chirac : circa 700 euro al giorno ! Inutile dire che il tizio aveva il suo tovagliolo in tutti i buoni ristoranti di Francia. Quando Jacques Chirac veniva a Bordeaux, la sua mensa favorita era il ristorante di Jean-Pierre Xiradakis : La Tupina, nel quartiere Sainte-Croix, via “Porte de la Monnaie”. Un ristorante conosciuto nel mondo intero e che è stato eletto miglior bistrot del mondo qualche anno fa. Il proprietario, Jean Pierre Xiradakis, è un personaggio interessante, un bordolese DOC che conosce la sua città come nessuno. La cucina che si mangia a La Tupina è una cucina tipica di Bordeaux , cioè spesso alla brace. Dentro il ristorante c’è un camino dal fuoco ardente e davanti un banco dove stanno aspettando tutti i tipi di carne che ordinano i clienti : uccelli, fiorentine, petti d’anatra, carne di agnello e di maiale, polli, foie gras, vitello, tricandilles, budelli …ecc…il menù non è sempre uguale, dipende dalla stagione e potete, in stagione, trovare sul banco i pesci tipici della Gironda : Lamprede, alose…ecc…Devo dire che sono diviso a proposito di questo ristorante perché anche se i piatti sono squisiti e abbastanza sostanziosi e se c’è un menù giornaliero a 18 euro dal lunedì al venerdì, diciamolo i prezzi sono esorbitanti, direi di più : stratosferici e il servizio non è sempre all’altezza. Insomma, non vedo l’interesse di spendere un capitale per mangiare la cucina di mia nonna. Oggi, per questo pranzo di natale vi porto nel Médoc, in una fattoria che fornisce il pollame al ristorante La Tupina.

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Non potete mancare la fattoria di Vertessec (la ferme de Vertessec) che si trova sulla strada tra Bordeaux e Le Verdon, quando venite da Bordeaux, la fattoria è a sinistra, un po’ prima l’ingresso di Castelnau de Médoc. Quando sono venuto per ordinare il mio cappone di Natale l’altro giorno, i capponi sgambettavano, ancora spensierati, all’aperto nel campo che vedete sopra. Avevano diritto ad una dieta degna dei migliori ristoranti : cereali e latte fresco. Dormivano in questi Chalet svizzeri che vedete nella foto. Oggi, il campo è deserto, ma lungo la via non c’è più un posto per parcheggiare la macchina.

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La fattoria di Vertessec. Sono in fila con una centinaia di altre persone sotto lo sguardo indifferente del vecchio cane. Tanta gente ! Proprio incredibile perché la fattoria non fa molto pubblicità, ma la gente viene da tutto il Sud Ovest e anche al di la, visto le targhe delle macchine. La fattoria possiede anche un negozio a Parigi, verso l’Opera. Ma questa notizia l’ho sentita nella fila perché io la conosco solo perché non è lontana da casa mia. Mentre stiamo aspettando nella fila, il proprietario ci dà dei consigli per fare cuocere i capponi e le oche. Un modo piuttosto piacevole per passare il tempo. Così non pensiamo alla tempesta che si avvicina e che dovrebbe colpire il litorale atlantico la notte di natale.

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Il negozio si trova in un antico capannone, sapete quelli con i travi in quercia a vista. Non hanno dimenticato il presepe e l’albero di Natale che non è un banale abete ma un bellissimo agrifoglio. Qui, si vende un po’ tutto i prodotti tipici della guascogna : miele, marmellate, polli, tacchini, oche, capponi, pollastre, conigli, foie gras, petti d’anatra, confits, arrosti, paté…ecc…Per esempio, il chilo di pollo costa un po’ meno di 8 euro, il cappone che ho comprato : 14 euro al chilo. Non c’è molto differenza tra questi prezzi e quelli che trovate nei mercati all’aperto. Non trovo che sia eccessivo per una bestiola che ha vissuto una vita all’aperto. Detto questo, devo dire che non mangio carne ogni giorno e preferisco mangiarne una volta ogni tanto, ma buona…

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l’immenso camino dove si potrebbe fare arrostire un bue senza problemi !

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Finalmente, dopo quasi due ore di coda sono riuscito a procurarmi la bestiola : un po’ più di 70 euro per un cappone di quattro chili. E non ho finito di mangiarne tutta la settimana  di questo maledetto cappone perché siamo soltanto in sei per il pranzo di Natale. Meno male che Natale non sia tutte le settimane !

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Non ho comprato solo il cappone ma anche un prodotto tipico della regione di Bordeaux indispensabile per accompagnare il foie gras : la gelatina di Sauternes….

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Buon Natale a tutti !

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4 thoughts on “Pranzo di Natale a Bordeaux ovvero mangiare come Jacques Chirac senza spendere un capitale

  1. Bonsoir, mon cher Alex,
    Je connais la Tupina, ma connaissance remonte à …il y a 16 ans, le restaurant était déjà bien recommandé à l’époque. Je me souviens d’y être allée une seule fois et à part tout ce que tu racontes de la nourriture, caractéristique et “specataculaire”, je me souviens du savon dans la sale de bain à forme de cube énorme et de sa couleur, c’était le même que ma grand-mère utilisait pour sa lessive !
    Sinon je suis d’acord avec toi : tant il est utile de venir en France pour manger de la nourriture italienne que d’aller à la tupina pour manger la nourriture de ta grand-mère !
    Par contre j’irais bien volontier manger à la fattoria di Vertessec. Ma quello è un cappone oppure un pollo di bresse con le zampe nere? La gelée di Sauterne (j’adore), je la connais. Una collega francese diceva che è un prodotto inutile perché invece di mangiare la gelée è più sensato e buono bere del sauterne.
    Enfin je suis folle amoureuse de Jacques, et ça tu le sais. De plus le vrai Chirac, mi faceva ridere sempre tanto quando andava alla fiera dell’agricoltura!
    Caro Alex, buona continuazione di feste e à bientôt.

    • Bonsoir ma très chère Francesca,
      Moi ce n’était pas le savon mais un autre truc des vieilles du sud-ouest : le blanc limé en apéritif (vin blanc et limonade) 🙂 Disons que je suis allé à la Tupina deux fois et la seconde fois a été désastreuse. Mieux vaut éviter ce restaurant en pleine saison touristique (mais bon maintenant c’est toute l’année !) ou quand il y a des évènements type Vinexpo, ils sont incapables de faire face quand le restaurant est plein.

      On ne mange pas à la ferme de Vertessec, on y va le vendredi ou le samedi pour acheter de la volaille (c’est cette ferme qui fournit la Tupina, enfin je crois). C’est un chapon de race Faverolles et je peux te dire que j’en ai mangé, pas seulement dimanche, mais toute la semaine !

      Quand j’étais enfant, j’avais le droit de boire un fond de verre de Sauternes avec le foie gras ou bien à un biscuit à la cuillère trempé dans un peu de Sauternes en apéritif, aujourd’hui les gens se scandaliseraient devant une telle chose, la gelée de Sauternes permet aussi de contourner cette prohibition et de donner le goût du Sauternes aux enfants 🙂 Disons que le titre du post était un clin d’oeil….

      A bientôt Francesca,

      Alex

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