Vino di Bordeaux e Coca-cola, una vecchia storia d’amore !

Forse l’idea, cari lettori, di associare il vino di Bordeaux e la Coca-cola può sembrarvi strana, assurda, pazza, ma la storia della Coca-cola è legata strettamente al vino di Bordeaux. Perché forse non lo sapete, ma la Coca-cola è un’invenzione francese. Siamo nel 1863, quando un farmacista e chimico corso, originario di Pero-Casevecchie, Angelo Mariani, crea e commercializza a Parigi una bevanda fortificante a base di vino di Bordeaux addizionato di foglie di Coca, chiamata vino Mariani. A partire dal 1868, il vino Mariani conosce un successo mostruoso. Questo vino è assimilato ad un farmaco e tuti i medici lo prescrivono per lottare contro l’influenza, i mali di stomaco, l’anemia, la depressione e l’impotenza sessuale. L’intruglio era un misto tra il Viagra e un Red Bull potenza mille. L’accademia di Medicina di Parigi assegna al vino Mariani il titolo di “vino degli atleti” e vanta anche le sue virtù per le corde vocali. Quando pensate, oggi, al putiferio sollevato appena un atleta è preso a fumare uno spinello e immaginate tutti questi atleti negli anni 1860 che mandavano giù litri e litri di vino alla cocaina prima ogni gara ! La cocaina veniva allora considerata come  l’aspirina oggi. Ogni epoca ha le sue usanze.

vinomariani

Ovviamente, non solo gli atleti erano sotto l’effetto del vino Mariani, ma quasi tutti i VIP del XIX secolo erano diventati cocainomani e schiavi del vino Mariani : gli artisti, i cantanti, la regina Victoria, lo zar di Russia, il Re di Svezia, il  Papa Leone XIII, Sarah Bernhardt, Thomas Edison ; i presidenti degli Stati uniti : Ulysse Grant (che consumava il vino Mariani per curare il suo cancro della gola) e McKinley, gli scrittori Anatole France, Emile Zola, Edmond Rostand…ecc…

Il povero Angelo Mariani si pensava protetto e garantito contro le falsificazioni con una clientela di questa importanza, ma un furbo, un piccolo farmacista di Atlanta, un certo John Pemberton, si mette a fare un falso vino Mariani che lui chiamava : “French wine coca”. Poi, l’alcol è vietato in Georgia e Pemberton sostituisce il vino di Bordeaux con del soda e aggiunge delle noci di cola. Nel 1886, Pemberton depone un brevetto per un trattamento dei disordini nervosi e dell’impotenza : la Coca-cola. Sarà solo nel 1903 che la coca verrà tolta dalla Coca-cola.

vininca

Insomma associare il vino di Bordeaux e la Coca-cola non è qualcosa di nuovo. D’altronde, se venite nel Sud Ovest della Francia, in estate, durante le feste di Bayonne, di Dax, di Mont-de-Marsan e fino a Pamplona, vedrete che la gente si prende delle sbornie al kalimutxo, una mistura composta da una metà di vino e una metà di Coca-cola. Di recente, un negoziante di vino, Haussmann, ha avuto l’idea di rispolverare questa vecchia idea del vino alla Coca-cola. Senza le foglie di Coca, ovviamente. La ricetta è semplice : Prendete dell’acqua del rubinetto, filtratela e addolcitela, aggiungete del sciroppo di zucchero aromatizzato alla Coca-cola e mescolate il tutto con del  vino rosso e ottenete  una nuova bevanda : il Rouge Sucette. Il prodotto è stato presentato all’ultimo Vinexpo di Bordeaux. Ma non è la prima volta che una cosa del genere succede perché tre anni fa, sempre al Vinexpo, è stata lanciata la moda del rosé pompelmo.

Qualche giorno fa, leggevo che tutta la stampa italiana si congratulava perché l’Italia con 45 milioni di ettolitri ha superato la Francia nella vendemmia 2013. Però, il problema della Francia non è di superare l’Italia in ettolitri di vino ma già di vendere il suo vino e anche a Bordeaux non è così facile per i piccoli produttori. La realtà è che i giovani e la gente in generale non bevono più di vino e che i negozianti devono trovare delle strategie per riconquistare il pubblico. Allora sì, potete storcere il naso con il vino alla Coca-cola. Ma quest’anno, in Francia, si venderanno 40 milioni di bottiglie di rossi, di bianchi e di rosé, profumati alla Coca-cola, alla pesca, al frutto della passione, alla ciliegia, al pane di spezie e altri speculoos. Abbiamo anche già incontrato, su questo blog, un produttore a Montbazillac che proponeva del Bergerac al cioccolato o ai petali di rose. Allora a quando in Italia i vini aromatizzati  ?

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6 thoughts on “Vino di Bordeaux e Coca-cola, una vecchia storia d’amore !

  1. Ciao Alex,

    e il Barolo Chinato dove lo mettiamo? Ho delle amiche dalle parti di Grinzane Cavour che ne fanno pochissime bottiglie per il piacere di casa propria e pochi, selezionati clienti affezionati.

    Roba da infusione artigianale di – dicono, e non ho motivo di non creder loro – 38 erbe e radici differenti. Ti assicuro che perfino io, non amante ne’ di barriques ne’ di vini aromatici, lo trovo delizioso.

    Se passi da Cuneo te lo faccio assaggiare!

    A presto,
    HP

  2. Grazie per l’invito HP 🙂 A Bordeaux non siamo settari. Nella mia cantina, ho una bottiglia di vino aromatizzato piemontese che deve risalire ai merovingi e che si chiama Elixir d’erbe ed è prodotto da un certo Giorgio Barbero (forse dovrei pubblicare una foto ?). Ma è tutta un’altra filosofia perché nel caso del vino aromatizzato alla coca-cola non si tratta di fare qualcosa di artigianale e di qualità, ma di smaltire gli stock di vino ! E poi i vini aromatizzati italiani hanno un sapore amaro che non piace ai francesi (neanche ai giovani italiani di oggi, penso). La gente vuole bere dei vini aromatizzati “dolci”….

    Buona giornata HP !

    Alex

    • Se non ti piace il cola, ci sono mille altri profumi perché ormai, in Francia, non c’è una cantina o un supermercato che non abbia il suo spazio dedicato ai vini aromatizzati oppure BABV (bevande aromatizzate a base di vino) come vengono chiamati nel gergo dei negozianti.

      Buona domenica Monica !

      Alex

  3. Dans l’affiche du Vin Mariani je vois la touche incomparable du grand “quasi-Niçois” Jules Chéret. Notre petite contribution .à la ratatouille brune qui a inondé le monde!

    dragor (journal intime)

    ..

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