Il viaggio di Alex sulla riva destra della Gironda. Seconda parte

Cari lettori, c’è un senso di lettura a questo post. Leggete prima tutto il testo in nero, poi guardate gli scatti…

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Non sono le scogliere di Dover, ma le falesie di talmont e Meschers sull’estuario della Gironda ! 

Se avete mancato la prima parte di questo post, cliccate quiAdesso che siamo sulla riva destra dell’estuario della Gironda, vi porto a nord per scoprire una curiosa e vertiginosa città trogloditica a picco sulla bocca dell’estuario, che corre su più di 4 kilometri nelle falesie calcaree di Meschers (in italiano, pronunciate Mesce). Dopo Saint-Ciers sur Gironde, lasciamo il dipartimento della Gironda e la regione Aquitaine per entrare nel dipartimento della Charente-maritime nella regione Poitou-Charentes…..

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In cima alle falesie di Meschers, ai nostri piedi il più bell’estuario d’Europa : la Gironda !

Benché il Médoc sia di fronte sull’altra riva, abbiamo cambiato di pianeta. E’ un paese tutto collinare che fa pensare alla Svizzera. I viticoltori producono Pinault e Cognac. I paesaggi sono bellissimi, ma i campi di grano sembrano davvero esotici ai miei occhi bordolesi. La gente parla uno strano francese incomprensibile e spiacevole alle mie orecchie bordolesi. Le case sono diverse di quelle che possiamo trovare da noi. Ogni volta è la stessa cosa : Provo della difficoltà a respirare. Sapete perché ? Lo  shock culturale. Devo acclimatarmi. Ma presto sorgono le prime falesie che costeggiano l’estuario della Gironda e solo a vedere il fiume e il Médoc sull’altra riva, ritrovo il mio battito cardiaco normale…

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una parte della citta trogloditica di Meschers dove si trovano le grotte di Regulus

Prima andiamo a vedere le grotte di Meschers, poi al ritorno ci fermeremo a Talmont sur Gironde, un piccolo paese che tutti gli inglesi ci invidiano per la sua bellezza…

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Verso le grotte di Matata

Le grotte nelle falesie di Meschers sono state scavate dall’oceano atlantico circa 60 milioni di anni, ma allora tutto il Sud-ovest della Francia era sotto le acque ! E’ una specie di curiosità geologica perché non ci sono altre falesie di questo tipo lungo l’estuario della Gironda. Certi storici pensano che le grotte siano state popolate sin dalla preistoria. Perché no ? L’Aquitania è famosa nel mondo intero per le sue abitazioni trogloditiche ! Pensate per esempio a Lascaux oppure alla grotta di Pair non Pair che potete visitare sulla riva destra dell’estuario più a sud…

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Un passaggio scavato dall’uomo. La temperatura nelle grotte non scende mai sotto le quattordici gradi.

Comunque sia, le prime tracce di una presenza umana risalgono all’epoca carolingia. Le grotte di Meschers sono sempre state considerate come luoghi sicuri che potevano servire di nascondiglio agli uomini  ; ancora oggi, le grotte sono accessibili solo dall’alto della falesia. I primi ad occupare veramente le grotte furono i saraceni, nel 730, che ingrandirono e allestirono dei sili per lo stoccaggio dei cereali. Questi sili sono ancora visibili oggi. Una volta, i saraceni cacciati da pepino il Breve, furono i terribili viking a terrorizzare la regione nel 844 e la gente si rifugiava nelle grotte appena scorgeva un drakkar risalire l’estuario…

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Una stanza dentro le grotte di Matata racconta la storia della pesca allo storione nell’estuario della Gironda.

Durante le guerre di religione furono gli ugonotti, numerosi nella regione, a nascondersi nelle grotte per sfuggire alle rappresaglie dei cattolici sanguinari, allora le grotte erano utilizzate per celebrare il culto protestante. Vedete le grotte non sono state abitate in continuazione, ma servivano piuttosto di rifugio per tutta la povera gente del paese. Nel Medioevo fino al regno di Enrico IV, le grotte furono occupati dai pirati locali che facevano naufragare di notte le navi accendendo dei fuochi sulla falesia. Nessuna nave poteva allora raggiungere Bordeaux senza essere attaccata e Enrico IV inviò l’esercito per stanare i pirati. Le grotte furono anche utilizzate per la contrabbanda del sale. La Charente-Maritime è stata dall’antichita uno dei principali centri di produzione di sale in Francia. Il paese era esente di gabella (la tassa sul sale) e commerciava con successo con la Olanda e l’Inghilterra. I Re di Francia : Francesco primo e Enrico II soppressero l’esenzione di questa tassa e la gente si mise a fare la contrabbanda del sale utilizzando le grotte di Meschers come nascondiglio…

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Dentro la roccia, una camera da letto allestita come all’inizio del XX secolo. I mobili di questa regione si riconoscono molto bene perché hanno la particolarità di avere le serrature all’orizzontale

Non tutte le abitazioni trogloditiche di Meschers si visitano perché sono abitazioni private e credetemi ci vuole essere milionario per potere acquistare una di queste grotte uniche al mondo ed avere il privilegio di un panorama mozzafiato sulla bocca dell’estuario. Comunque, potete visitare due serie di grotte : le grotte di Regulus che appartengono al comune e le grotte di Matata che appartengono ad un albergo. Il nome Regulus viene da una nave incendiata nel 1814 davanti Meschers. In effetti, siamo nel 1814, la flotta inglese si trova a Bordeaux e Napoleone invia quattro miserabili navi per liberare Bordeaux. Dopo qualche cannonata, le navi francesi per evitare di essere catturate dagli inglesi preferiscono autoaffondarsi davanti Meschers.

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La grotta in cui fu murato vivo il giovane Permilhac di Belcastel

Le grotte di Regulus ospitano un piccolo museo dove sono state ricostituite la vita dei contadini che campavano nelle grotte alla fine del XIX secolo. Dovete sapere che, a questo periodo, tutta la regione è stata devastata dalla fillossera e la gente che lavorava alla vigna non aveva più di lavoro e quindi più i mezzi di pagare un affitto. Il comune ha dato le grotte a questi lavoratori che hanno cominciato a scavare le grotte, costruire dei viottoli, dei gradini, allestire delle camere da letto nella roccia….insomma tutta una pittoresca città troglodita si è costituita. Dico città troglodita, ma secondo me, il museo abbellisce un po’ la realta, doveva assomigliare ad una baraccopoli. Il vantaggio di vivere in una grotta, oltre al panorama è la temperatura che non scende mai sotto i quattordici gradi in inverno e la possibilità di avere il pasto gratis perché basta possedere una rete da pesca per mangiare ogni giorno.

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Panorama mozzafiato sulla bocca dell’estuario della Gironda. Non lo vedete, ma a sinistra c’è la penisola del Médoc ; a destra c’è la città di Royan nel dipartimento della Charente-maritime

Quando si è sviluppato il turismo di massa all’inizio del XX secolo nei dintorni di Royan, i bordolesi venivano in gita fino a Meschers per osservare questi strani “trogloditi” che vivevano come gli uomini preistorici. Poi, il sito è diventato alla moda. Gli abitanti delle grotte hanno cominciato a vendere delle crêpe, delle bibite, hanno aperto dei ristoranti. Se andate un giorno, sentirete sicuramente parlare della signora Guichard, “la” Guicharde come si dice nel gergo locale. La tizia è una specie di personaggio di leggenda : la prima e la sola a farsi scattare davanti alla sua grotte in diverse occupazioni : la Guicharde andando alla pesca ai gamberetti, la Guicharde davanti al suo camino, la Guicharde nella sua camera da letto. Poi, la Guicharde faceva fare delle cartoline postali che lei vendeva ai turisti. Ancora oggi, queste vecchie cartoline sono in vendita all’ingresso delle grotte.

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Le grotte di Matata viste dalle grotte di Regulus. Come l’ho detto è solo una piccola parte di questa città trogloditica che si estende su 4 chilometri.

Dopo gli anni 20, il sito ha conosciuto un successo immenso e tutta la gente benestante della regione voleva la sua grotte e mangiare del caviale di storione. Pensate un po’ che nell’estuario della Gironda negli anni venti pullulavano ancora degli storioni grandi come delle balene e poi sono arrivati i russi. Gli abitanti dell’estuario della Gironda mangiavano lo storione, ma il caviale era riservato alle galline e sono arrivati i russi pronti a pagare somme astronomiche per questo caviale. In qualche anno, la pesca di questo pesche è diventata industriale e lo storione ha mancato scomparire definitivamente. Nel 1982, la pesca allo storione è stata vietata e lo storione e tornato nelle acque dell’estuario. Se andate ad Arcachon, ci sono degli allevamenti di storioni e quindi potete mangiare del caviale in Aquitania. Le grotte di Meschers raccontano anche questa storia.

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Quando pensate che queste grotte furono una baraccopoli e adesso solo i milionari possono comprarsi una grotta a Meschers.

Le altre grotte che potete visitare sono quelle di Matata. Strano nome. Fa pensare a “mia zia” in francese ma c’è una leggenda intorno a questo nome : Charlotte di Trémoille moglie di Henri di Condé, era proprietaria a Meschers del castello Bardon. Nel XVI secolo, la giovane principessa ci faceva delle visite frequenti in compagnia di suo valletto, un certo Permilhac di Belcastel. Nell’anno 1588, Henri di Condé fu trovato avvelenato e, ovviamente, la vedova fu accusata ed imprigionata durante sei anni. Il valletto sospettato di complicità fugge e si nascose nelle grotte di Meschers. Dovete immaginare un povero tizio costretto a vivere  come un miserabile in un buco, escendo solo la notte per passare inosservato. Una mattina mentre il valletto era presso un mulino, qualcuno gli chiese il suo nome e il valletto rispose con una poesia in latino a proposito della bellezza dell’alba  : “Matuta Matutina. La parola mal compresa diventò Matata e la gente si mise a chiamare Permilhac di Belcastel  con questo nome. Un altro giorno, Matata non venne alla cerimonia per il battesimo della campana della chiesa e tutta la popolazione astiosa cominciò a parlare dei rapporti di Matata con il diavolo. Gli abitanti di Meschers vennero spiarlo all’uscita dalla sua grotta, lo lapidarono e lo murarono vivo nella grotta. Erano altri tempi. Permilhac di Belcastel aveva solo sedici anni e la sua principessa diciannove ! Per il resto, anche le grotte di Matata raccontano la storia della signora Guichard. Il post vi è piaciuto ? Non mancate la terza parte dedicata a Talmont sur Gironde, un paese a qualche chilometro a sud da Meschers.

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7 thoughts on “Il viaggio di Alex sulla riva destra della Gironda. Seconda parte

  1. E’ incredibile la differenza di culture che si puo’ trovare di qua e di là di un fiume. A Nizza siamo convinti che oltre il Var si facciano tutte le cose al contrario!
    Splendido post da centellinare come un Médoc (o magari un Cognac);
    Ciao Alex, buona domenica

    dragor (journal intime)

    • Anche perché una volta l’estuario marcava una frontiera linguistica tra la riva sinistra dove si parlava guascone e la riva destra dove si parlava una specie di gergo francese. Ma gli abitanti della Charente fanno veramente tutte le cose al contrario, Dragor ! E di pù mangiano metà delle parole. Sono i nostri ch’tis 🙂

      Buona domenica Dragor !

      Alex

  2. Il post ci è piaciuto? Ma che domande fai Alex?
    Certo che sì!
    MI chiedevo, ma credo tu ci abbia pensato prima di me, perché non raccogli i tuoi post e non li pubblichi? Penso a Un anno in Provenza spesso quando ti leggo, i tuoi post sono una sorta di guida ma hanno il pregio di far sentire la storia dei luoghi tangibile. Credo che sarebbe un successo. 🙂

    Buona settimana Alex

    Dona

    • Grazie per l’apprezzamento Dona ! No, non ci ho pensato perché questo blog è solo un divertimento e i post sono solo un pretesto per incontrare delle persone di un’altra cultura. Bordeaux e dintorni è già un immenso successo : ci siamo trovati 🙂

      Buona settimana Dona

      Alex

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