Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda. Prima parte.

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Fa 30 gradi, il caldo è soffocante. La percentuale di umidità nell’aria deve raggiungere il 90%. Solo i vigneti non si lamentano. La mia vecchia Ford non ha il climatizzatore e il riscaldamento è rotto da mesi e ne esce solo aria calda. Ho aperto i finestrini e così posso riempirmi i polmoni di questa deliziosa poltiglia bordolese che i trattori stanno polverizzando nei vigneti. L’odore è caratteristica e non sarà ancora quest’anno che soffrirò di fillossera. La strada dei castelli è deserta, i turisti non sono ancora arrivati oppure sono prudenti e hanno trovato rifugio nelle cantine naturalmente climatizzate dei castelli. Giro a destra in direzione di Lamarque perché devo prendere il traghetto per raggiungere la riva destra dell’estuario, poi continuare verso nord. E’ una lettrice di Bordeaux e dintorni, Merry, che mi ha dato l’idea di questa passeggiata chiedendomi via mail : “cosa c’è da vedere nell’estuario della Gironda” e io ho risposto : Talmont e Meschers sulla riva destra. E adesso vi porto a vedere queste due città che sono uniche al mondo. Se fossimo in luglio o in agosto, forse non l’avrei fatto e comunque avrei dovuto prendere il traghetto al Verdon, ma i turisti non hanno ancora sbarcato e posso permettermi di prendere il traghetto a Lamarque. Nel Médoc, i piccoli porti che siano Margaux, Soussans, Arcins, Lamarque, Saint-Julien….ecc…si assomigliano tutti : Dovete imboccare una lunga e stretta via scassata che sembra portare da nessuna parte e che vi ricorda che dovrete, un giorno o l’altro, decidervi a cambiare gli ammortizzatori della macchina. Francamente, io me ne frego, è come il riscaldamento e poi mancano i soldi. Quando avete raggiunto la fine della via, potete lasciare la macchina sulla banchina, siete arrivati. Lamarque non è diverso dagli altri porti del Médoc. Il parcheggio è più grande, c’è un bar-ristorante. Per il resto è la stessa cosa : come altrove  i carrelet e la palude costeggiano l’estuario, quattro barche finiscono di marcire nel vaso e, come altrove, il comune ha sistemato quattro tavole e un bocciodromo per la gente che vorrebbe venire una dominica  fare un picnic. Dal lettore CD della mia auto esce un vecchio blues di Skip James nel quale il tizio racconta che gli piacerebbe essere un pesce gatto. Due pellegrini di compostela camminano sulla via e devo rallentare perché decisamente la via non è abbastanza larga per due pellegrini e una vecchia Ford. In qualche centinaia di metri, i pellegrini torneranno a sinistra nella palude. Dovrei essere un buon samaritano e avvertirli : Non entrate nella palude ! Se volete posso tornare indietro e portarvi in auto fino a Margaux. Ma sarebbe inutile, non mi ascolterebbero e non mi sento di privare le zanzare di questo pasto. Il parcheggio è quasi vuoto, ma c’è quasi ancora un’ora da aspettare prima di potere imbarcare con la vecchia Ford sul traghetto. Leggo le targhe delle altre macchine che indicano che la gente che sta aspettando vive sull’altra sponda. I due impiegati del traghetto sono al bar, guardano e commentano la tappa del Tour de France alla T.V. Sul molo due vecchi tentano di pescare dei gamberetti, ma anche i gamberetti sono troppo stanchi per abboccare all’amo. E’ una di questa giornata d’estate che potrebbe durare mille anni. Mi sedo su un banco per aspettare il traghetto. Una vecchia signora inglese ha lasciato i suoi due cani gironzolare sul molo. I due piccoli cani sono davvero brutti e di più sono vestiti con magliette. Devono mangiare salmone affumicato ogni giorno, ma per il momento inghiottiscono voracemente gli escrementi che le nutrie hanno lasciato sul molo. Cosa state mangiando ? chiede ai cani la vecchia signora. Come non possono rispondere le designa le nutrie sulla riva. La vecchia donna si mette allora a correre dietro i cani, stava ancora correndo quando ho imbarcato sul traghetto. Non mancate la seconda parte : Meschers (pronunciate Mesce) un paese unico al mondo dove certi abitanti vivono nelle grotte sui pendii della falesia a strapiombo sull’estuario. Vi racconterò anche qualche leggenda locale a proposito di queste grotte.

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4 thoughts on “Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda. Prima parte.

  1. Décidément je me croyais dans un film…et de plus je ne connais pas cet endroit mystérieux.
    Sinon, mon cher Alex…j’ai trouvé !

    • C’est un endroit magique et plein de légendes. J’y suis allé il y a deux semaines mais je n’ai pas encore écrit le post. J’essaierai de le publier avant la fin de la semaine. Pour aller à Meschers ou à Talmont, si tu es dans le Médoc, tu peux prendre le bac à Lamarque ou au Verdon. Depuis Bordeaux, tu prends l’autoroute de l’estuaire et tu sors à la sortie Royan. Si tu n’es pas pressé, tu peux prendre la départementale à partir de Saint-André de Cubzac et remonter toute la rive droite de l’estuaire. La départementale s’appelle la “route verte” tellement le paysage est enchanteur.

      Tant mieux ! comme ça, je pourrais t’inviter au restaurant 🙂

      Alex

  2. Pingback: Il viaggio di Alex sulla riva destra della Gironda. Seconda parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

  3. Pingback: Il viaggio di Alex sulla riva destra dell’estuario della Gironda : terza parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

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