Médoc : arrampicarsi sulla scala di Umberto Eco per scoprire il paese di Alex !

Cari lettori, forse non troverete la vegetazione troppo rigogliosa per un mese di maggio, è normale ho fatto la passeggiata in marzo quando tutto il Médoc è un immenso formicaio. Formiche cicale  che si affrettano a finire la potatura della vigna prima la ripresa della vegetazione ; formiche ragni che legano i tralci della vigna ai fili di sostegno formando chilometri di ragnatela alla forma geometrica perfetta ; formiche piromani che estirpano i vecchi tralci e li fanno bruciare in mezzo ai vigneti ; formiche puzzole che ammorbano l’aria spargendo concime ; formiche formiche che hanno già cominciato l’aratura ;  formiche della domenica cioè di tipo bordolesi che pensano già ai barbecue estivi e raccolgono i sarmenti lasciati nei vigneti ; formiche padroni che sorridono alle formiche della domenica e ringraziano per il lavoro gratis….

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Forse vi chiedete perché vi racconto tutta questa storia di formiche ! Semplicemente perché le vedono lavorare dalla cima di un faro ! Lo vedete sull’immagine sopra. Oggi siamo a Lamarque dove ho accompagnato un amico che ha preso il traghetto per raggiungere la città di Blaye sulla riva destra della Gironda. Pensateci bene al traghetto quando siete nel Médoc ! Secondo me, non è molto più caro : per l’auto vi costerà 13 euro più 3,20 euro a persona. Il traghetto mette appena 21 minuti per fare i 7 chilometri tra le due città. Per la strada sono 85 chilometri e quasi 2 ore perse. E poi, c’è il piacere della passeggiata sull’estuario della Gironda, no ?….

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D’accordo, non è esattamente un faro tipico come quello che abbiamo visto più a nord sull’estuario : Il faro di Richard a Jau-Dignac-et-Loirac. So che pensate che stia delirando perché è il campanile di una chiesa. Allora, dovete sapere, cari lettori, che nel Médoc le campanile delle chiese sono dei fari ! La chiesa si chiama Saint-Seurin. Questo nome di Saint-Seurin lo troverete ovunque in Aquitania. Ci sono dei paesi che si chiamano Saint-Seurin, dei quartieri, delle strade, delle chiese…Questo Saint-Seurin è l’equivalente del  Saint Patrick irlandese perché l’amico Seurin (all’orecchio la parola significa anche canarino in francese !) è il tizio che ha evangelizzato l’Aquitaine. In realtà, si chiamava Séverin (Severino), ma il nome era impronunciabile per i guasconi. Notate che è la stessa cosa per il nome del paese ! Il paese si chiama Lamarque perché i guasconi non sapevano pronunciare la parola francese : marche (che significa : confine) e dicevano Lamarque. Sicuramente, Lamarque era un confine. C’è ancora il castello medievale, un avamposto che aveva  il compito di proteggere Bordeaux contro le invasioni marittimi. A qualche chilometro più a nord, a Cussac-Fort-Médoc abbiamo già visitato una parte del  catenaccio del Médoc, una fortezza che ha resistito meno di 5 minuti davanti alla rivoluzione francese….

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Dunque dicevo, il campanile era un faro perché una volta la chiesa era situata in riva all’estuario e il campanile aveva una doppia funzione : sorvegliare un’ipotetica invasione inglese e guidare le navi sull’estuario. La chiesa di oggi è stata costruita tra il 1830 e il 1870, ma in realtà, gli abitanti hanno spostato la vecchia chiesa del XVII secolo e l’hanno ricostruito all’identico. Un po’ come fanno i ricchi americani con i castelli scozzesi smontati e ricostruiti in America, se volete.

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Ovviamente una volta, non c’era la scala per salire fino in cima. D’altronde non c’era la cupola in piombo che vedete oggi. Quando la gente voleva sorvegliare l’estuario, utilizzava delle scale portatili. La scala che vedete sopra è stata realizzata dalla confraternita dei compagni del dovere (associazione che raggruppa i migliori artigiani di Francia). La scala non è soltanto una scala elicoidale. Ad ogni piano, c’è una scala diversa. Per costruire la scala, i carpentieri si sono ispirati dal libro di Umberto Eco : il nome della Rosa. A me piace immaginare questi carpentieri leggere il romanzo di Eco fino alla follia per tentare di trovare la scala perfetta. Tutti i carpentieri devono sognare della scala impossibile come quella di Escher

Volete arrampicarvi sulla scala di Umberto Eco e scoprire il Médoc ? Vi costerà 2 euro a persona. In Francia, le chiese appartengono alle comuni e le comuni sono povere. I due euro servono per il mantenimento della chiesa ed a organizzare dei concerti di musica. Quindi, se spendete 2 euro, posso, per esempio, andare ad un concerto di musica classica gratis questo inverno. Non sono soldi sprecati !    

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Dovete calcolare un po’ prima di salire, voglio dire non vi ritrovate al piano della campana quando essa suona le ore. Roba da diventare sordo (come una campana) ! In cima il rumore della campana è molto attenuato…. Sotto la cupola, c’è un panorama mozzafiato che abbraccia il Médoc. Sull’immagine sopra vedete i vigneti del castello Cap de Haut, la città sulla riva destra dell’estuario (noi siamo riva sinistra) si chiama Blaye e l’isola in mezzo all’estuario si chiama l’isola Paté…

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I vigneti che si estendono ai nostri piedi sono quelli del castello Vieux Gabareye. Poi, in riva all’estuario, c’è il porto di Lamarque. Di fronte, sull’altra riva della Gironde, c’è la regione vinicola delle Côtes de Blaye ; a destra, c’è un paese che abbiamo già visitato : Plassac. L’isola in mezzo all’estuario, è l’isola verde…

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A sinistra, non lo vedete sull’immagine, ma possiamo vedere il bec d’Ambes, il paese dove si incontrano la Garonna e la Dordogna per formare l’estuario della Gironda. Se avessi portato i binocoli, avrei potuto vedere anche il ponte d’Aquitaine. I vigneti che si estendono ai nostri piedi a perdita d’occhio ? Il vigneto più famoso del mondo : Margaux !

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Il comune di Lamarque, un paese tipico del Médoc con le sue case costruite in pietra calcarea. Nel fondo, le zone vinicole di Listrac e di Moulis e, al di la, c’è la foresta landese e l’oceano….

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La foresta. Ai nostri piedi, il parco del castello di Lamarque purtroppo gli alberi nascondono il castello. A destra c’è la strada che porta a Pauillac. Ma prima di arrivare a Pauillac, ci sono i famosi vigneti di Saint-Julien- de-Beychevelle. Poi dopo Pauillac comincia la zona vinicola di Saint-Estephe. Dopo Saint-Estèphe lasciamo il Haut-Médoc per il basso Médoc e mi fermo qui, altrimenti potrei elencare tutti i paeselli fino alla bocca della Gironda situata ancora a 70 km da Lamarque….

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3 thoughts on “Médoc : arrampicarsi sulla scala di Umberto Eco per scoprire il paese di Alex !

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