Médoc : Il faro ma non quello di Alessandria !

Un giorno, visitando Bordeaux, Victor Hugo, in pieno delirio,  stupito dalla bellezza della città e dal colore del cielo esclamò : “prendete Versailles, aggiungete Anversa e avrete Bordeaux”. Questa citazione mi ritorna in mente mentre sto studiando un’antica mappa, al primo piano del Museo d’Aquitaine, dove il Basso Médoc, la parte più settentrionale della penisola, viene chiamato : Le Fiandre del Médoc. Trovo l’analogia divertente eppure non sono certo che Victor Hugo si sia mai avventurato in queste Fiandre oppure in questo “finistère” come dicono i bretoni per designare il fine del Mondo….

Dopo Saint-Estèphe, i vigneti ed i castelli si fanno più rari e si sente che ci avviciniamo alla bocca del più grande estuario d’Europa. La macchina serpeggia sulla strada deserta tra vigneti, paludi e prati immensi dove pascolano mucche e cavalli. Nel cielo blu, all’improvviso, un lampo accecante : è uno stormo di  voltapietre ! Se non ci fossero ancora i vigneti, qualche certosa ed il clima mite potremmo essere in Irlanda….

Raggiungiamo la nostra meta in riva all’estuario, il piccolo paese di Jau-Dignac-et-Loirac. Sulla vecchia mappa di cui vi ho parlato, sono tre comuni distinti. Volete sapete perché ? Perché erano tre isole in mezzo al fiume ! Solo per indicare come l’estuario è cambiato in quattro secoli. Difficile da immaginare, ma, allora, l’estuario era molto più largo. La punta Nord della penisola era Soulac ! Adesso andiamo a vedere il pittoresco faro di Richard…

Sicuramente nel medioevo, il Médoc non era la penisola ridente di oggi. Dovete immaginare un territorio compreso tra l’estuario e l’oceano atlantico, percorso da innumerevoli fiumi, che vengono chiamati estey in guascone, sottomessi all’alta marea. Due volte ogni giorno, le acque dell’estuario salgono di sei metri e si immettevano, allora, negli estey allagando ogni tratto di terreno. Dovete immaginare un’immensa palude. Un paese popolato da greggi di pecore ; da mandrie di mucche ; da contadini che morivano di febbre o di malaria ; da “naufrageurs” che accendevano fuochi per attirare le navi sugli scogli ed impadronarsi delle merci…

Finalmente, nel 1628, davanti a questa situazione, le autorità decisero di bonificare la palude affidando i lavori ad ingegneri olandesi.  Gli olandesi edificarono delle dighe che proteggono, ancora oggi, il Médoc ; strapparono terreni all’estuario per l’agricoltura : i famosi polder ; pulirono gli estey ; scavarono nuovi canali ; ebbero l’idea delle cataratte che si aprono solo verso l’estuario : quando le acque dell’estuario risalgono i canali, la loro forza chiudono gli sportelli….Insomma, gli olandesi trasformarono il Médoc in un giardino terrestre….

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 Il faro di Richard costruito nel 1943, sul comune di Jau-Dignac-et-Loirac sta sorvegliando le acque tumultuose dell’estuario della Gironda. Prima il faro, c’era un gigantesco pioppo che guidava le navi. Forse non lo sapete, ma l’Aquitania è un paese dove i fari sono ovunque. A Nord di questo faro, all’ingresso dell’estuario, c’è il più bel faro dell’universo : Cordouan 

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Quando vi dico che il paese assomiglia all’Irlanda….

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Le Fiandre cioè i polder creati dagli olandesi. In guascone si chiamano “mattes”. Alle mie spalle l’estuario, davanti ad una ventina di km c’è l’oceano….

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 Un cannone puntato verso l’estuario. Ma le navi inglesi non ci minacciano più da tempo….A Sud, c’è il catenaccio del Médoc che ci proteggeva dalle invasioni inglesi. Ne avevo già parlato in questo vecchio post

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Bassa marea. L’estuario della Gironda. Di fronte, sull’altra sponda, non è più il dipartimento della Gironda ma quello della Charente maritime. Se volete prenderemo il traghetto per andare fino a Talmont oppure a Meschers dove gli abitanti hanno scavato le loro case nella falesia….

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 La diga edificata dagli olandesi, quattro cento anni fa, per proteggere il Médoc. Senza questa diga tutto il Nord Médoc, da Lesparre fino al Verdon, scomparirebbe due volte al giorno sotto l’effetto della marea….Quanta gente è morta per costruire questa diga ? Un lavoro da galeotti : in estate, la gente veniva colpita da epidemia di febbre mortale ; in inverno, i lavoratori sguazzando nelle acque ghiacciate dell’estuario, morivano da raffreddori… 

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Il “Breton”, la nave pilota che guidava, una volta, le altre navi attraverso le correnti  estremamente pericolose dell’estuario. Oggi, sono i computer ed altri G.P.S che fanno questo lavoro…. 

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I carrelet che si estendono a perdita d’occhio verso il Nord. Se vi piace la pesca, potete noleggiare un carrelet per la giornata….

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Una targa fissata su una pietra dell’argine ricorda il nome di una persona  che amava a passeggiare lungo il fiume….

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Dietro i tamerici, una palude dove pascolano cavalli….

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Il Médoc assomiglia ad una scacchiera. Una delle numerose cateratte che permettono di controlare la rabbia del fiume….

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Mucche sdraiate tranquillamente in un prato. Prendono il sole !

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A Nord di Jau-Dignac-et-Loirac, il piccolo porto di Saint-Vivien-de-Médoc dove potete fermarvi per mangiare, in una capanna, i gamberetti bianchi  dell’estuario….Proseguiremo nostra passeggiata a Nord, ma nel prossimo post torneremo a sud per scoprire un’altra faro che ha un rapporto con uno scrittore italiano ! Mistero.

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2 thoughts on “Médoc : Il faro ma non quello di Alessandria !

  1. Pingback: Médoc : arrampicarsi sulla scala di Umberto Eco per scoprire il paese di Alex ! | Bordeaux e dintorni, stagione II

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