Il ragazzo dell’estuario della Gironda che diventò principe del sogno : seconda parte

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Odilon Redon, Le barche, olio su tela, 53 x 80 cm. Bordeaux, musée des Beaux-Arts.

Se avete mancato la prima parte, cliccate qui.

Due barche abbandonate. Un paese dai cieli immensi, la vista che abbraccia un orrizonte infinito e sopratutto l’impressione di una totale solitudine. Un paese costituito da paludi, lande, stagni cupi, laghi insondabili, pozze, fiumi, prati salati, deserti di sabbia e foreste impenetrabili. Questo paese è il Médoc del XIX secolo, ma non quello dei vigneti che si estendono a perdita d’occhio lungo l’estuario della Gironda, ma quello a ridosso dell’Oceano che forma un triangolo tra Lacanau, Soulac e Castelnau. Un paese dove non c’erano ancora le dune e la foresta di pini marittimi che scende fino ai Pirenei. Nella solitudine di questo paese desolato, uno strano pittore ha creato i suoi famosi “noirs”, disegni e litografie dove in un universo oscuro si svegliano esseri strani : mostri, angeli caduti, occhi, fiori di palude, uova con naso e bocca, occhi, sfere, soli neri. Questo pittore si chiamava Odilon Redon.

La scelta del quadro, Le barche, per illustrare il post non è casuale. Guardate le nuvole sopra il cielo del Médoc. Odilon Redon scrive :   Mio padre mi diceva spesso: “Guarda quelle nuvole. Ci vedi anche tu forme in continuo mutamento ?”. E allora mi indicava nel cielo in rapida evoluzione esseri bizzarri, chimerici e meravigliosi” Il mondo surreale di Redon è nato osservando il cielo del Médoc. Odilon ha passato la sua enfanzia a guardare, sdraiato sui prati, le nuvole correre nel cielo ; anche dopo la morte del padre. Odilon Redon scrive : “«Da bambino, cercavo le ombre; mi ricordo una grande gioia a nascondermi sotto le tende, negli angoli bui della casa. E fuori, in campagna, che fascino il cielo esercitava su di me ! Ho passato ore, o meglio giornate intere, disteso a terra, a guardare passare le nuvole, a seguire, con un piacere infinito, lo splendore fiabesco dei loro fugaci cambiamenti. Non vivevo che dentro di me, con una repulsione per qualsiasi sforzo fisico».

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Médoc, Listrac : il paese di Odilon Redon, mercoledi 28 febbraio.

Odilon Redon è nato a Bordeaux il 20 aprile 1840. In realtà si chiamava Bertrand-Jean, ma la mamma era soprannominata Odile, i genitori l’hanno chiamato Odilon. Appena nato, il bambino è portato in campagna da uno zio, nei dintorni di Listrac, dove la famiglia Redon possedeva una tenuta vinicola. Odilon Redon era un bambino gracile, malaticcio, di poche parole. Da raggazino Odilon Redon, soffriva di una specie di malattia, forse  l’epilessia, che  gli impediva tutto sforzo fisico ed emozioni forti. Il ragazzo è cresciuto solitario nella proprietà di famiglia a Peyrelebade. Se venite un giorno a Listrac da Bordeaux, vedrete a destra un oceano di vigneti ed a sinistra, ovviamente, non ci sono più le paludi come ai tempi di Redon, ma la foresta. Odilon Redon non era interessato dalla vigna, ma lasciamo il ragazzo evocare il suo Médoc tra Listrac e l’oceano !

Fine seconda parte. Vi piace, volete la terza parte ?

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2 thoughts on “Il ragazzo dell’estuario della Gironda che diventò principe del sogno : seconda parte

  1. Si, si, mi piacerebbe anche la terza parte.
    Le nuvole di Odilon mi hanno portato alla memoria un episodio di tantissimi anni fa. Ero a Pomerol, ospite di un amico studente di italiano, mentre mi mostrava i vigneti e discuteva sul nome da dare al suo prossimo vino (che poi fu Perle) ricordo di aver alzato il capo al cielo perché attratta dal movimento possente e frequente della massa di nuvole sopra di noi, che si spostava velocemente cambiando forma dimensione e colore. Ho assistito a questo spettacolo solo nei pressi dell’Océan.
    (merci Alex)

    • Très belle l’évocation des nuages au dessus des vignobles de Pomerol ! Dans la troisième partie, à partir d’un tabeau, Odilon Redon évoquera son Médoc (enfin, si j’arrive à le traduire correctement ! c’est pas si simple). J’insèrerai également un diaporama des “noirs” qui l’ont rendu célèbre.

      Bonsoir Francesca !

      Alex

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