Bordeaux : i cavalli guasconi discendenti di principi arabi

Il telefono squilla, neanche il tempo di dire pronto che sono travolto da un fiume di parole. E’ la figlia di mio fratello che vorrebbe che io venissi alla sua gara dei Pony Games : Dai ! dai ! dai zio ! ti prego, ti prego, vieni a vedere la gara ! Ti supplico, ti supplico ! Sono scocciato perché la gara si svolge un sabato in un paesello del Perigord, non esattamente la porta accanto, ma come dire no ad una bambina di 9 anni ?  Appena, la signorina ha saputo camminare che i genitori l’hanno iscritta all’equitazione. So che mio fratello fa dei sacrifici per pagare i corsi. So ugualmente che la bambina partecipa raramente ad una gara perché l’iscrizione non è gratis quindi non mi sento di rifiutare l’invito.

Mentre le bambine si affrontano in giochi esoterici chiamati : tazze, postino, slalom, pietre, cartoni…ecc…Veramente, io non ci capisco niente ! Tranne una cosa : i pony sono testardi e fanno quello che vogliono. Un disastro indescrivibile, una mischia in cui mia nipote manca di essere calpestata a morte da un pony particolarmente vizioso. Mentre gli allenatori urlano ed i genitori filmano la carneficina, sto pensando che l’Aquitania è davvero il paese dei cavalli. Non lontano da questo paesello, c’è la grotta di Lascaux dove sono stati dipinti straordinari cavalli preistorici ; in ogni prato di questa regione, ancora oggi, ci sono dei cavalli. Lungo l’estuario della Gironda, nelle Lande di Guascogna : i cavalli sono ovunque. Nei paesi baschi, i Pottok  pascolano in libertà nelle montagne ; ci si dice che il piccolo cavallo rispecchia l’anima della sua gente…E poi l’Aquitania è il paese di un mito, Jappeloup, il piccolo cavallo nero di Pierre Durand che ha esterrefatto il mondo intero ai giochi olimpici di Los Angeles e a quelli di Seul.

Dopo la gara, devo portare la bambina a Bordeaux dalla nonna perché i genitori lavorano la domenica. Malgrado la medaglia, la bambina è un po’ triste : la squadra si è classificata all’ultimo posto. Sai cosa potremmo fare domani ? chiedo alla bambina per consolarla. No ? allora, te lo dico, conosco a Bordeaux un posto segreto dove ci sono dei cavalli selvaggi ! ti piacerebbe ? D’accordo facciamo cosi, vengo a prenderti dopo il pranzo, ma non dice niente alla nonna è un segreto.

Nel Médoc, dopo Saint-Estèphe fino alla bocca della Gironda, i cavalli sono ovunque a pascolare nelle maremme. Ma, i cavalli possono trovarsi anche a Bordeaux !

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Siamo a Bruges, un paese in periferia di Bordeaux, dove si trova una riserva naturale. Una minuscola palude grande come un fazzoletto da tasca (appena 265 ettari !) incastrata tra una strada, una ferrovia ed una zona industriale. Un relitto, un vestigio delle grande paludi a nord di Bordeaux che si estendevano ancora su più di 3000 ettari nel XIX secolo. Una volta, queste paludi erano spazi dedicati all’allevamento dei bovini, dei cavalli, alla caccia, alla pesca, alla raccolta del giunco e delle sanguisughe. Poi, le paludi sono state bonificate per creare delle ortaglie, delle attività industriali e non parlo dell’urbanizzazione galoppante negli ultimi 60 anni. Per farla breve, questo parco nazionale è stato creato per la salvaguardia delle specie, più di 2500 tra la testuggine d’acqua, il cavallo, la farfalla Lycaena dispar, la pulicaria (una pianta), la cicogna bianca, il visone, l’avèrla piccola…ecc…che vivono nella palude.

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I pony che vedete sulle immagine si chiamano “poney des Barthes” altezza al garrese compresa fra i 118 e i 148 centimetri. Vivono in libertà nella palude. La specie è a rischio di estinzione. E’  una razza molto antica, il suo antenato sarebbe il Tarpan della steppa. Comunque la sua presenza in Aquitania (Landes) risale alla preistoria. Spesso questo cavallo viene chiamato “purosangue arabo in miniatura” perché il “poney des Barthes” si è incrociato con i cavalli arabi abbandonati dalla cavalleria di Abd el Rahman dopo la sua disfatta di Poitiers. Poi, il “poney des Barthes” fu incrociato con cavalli anglo arabi. Esistevano due popolazioni di questi  pony in Aquitania : Il pony dei pini (estinto dopo la seconda guerra mondiale) che viveva sul litorale atlantico e il “poney des Barthes” che viveva nelle paludi. La parola Barthe designa una palude in guascone. Qui la  mandria è composta da una quindicina di cavalli che vivono all’aperto tutto l’anno. La bambina ha il sorriso stampato sul viso e non vuole più lasciare i suoi nuovi amici. Devo prometterle di tornare nella palude. Per le vancanze scolastiche, dico, quando le iridi gialle delle paludi fioriranno !

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16 thoughts on “Bordeaux : i cavalli guasconi discendenti di principi arabi

  1. Grandissimo post Alex ben documentato come sempre, da vero reporter. Almeno questi cavalli non finiscono nelle lasagne. Le lasagne non sono un territorio naturale bensì un’altra cosa.

    • Grazie per l’apprezzamento ! Purtroppo, Ziryabb, non è la carne di cavallo che finisce nelle lasagne. Ma un prodotto chiamato “minerais de viande”, elaborato a partire di carcasse e di collagene prima di essere surgelato. Un tizio, stasera, ha detto in t.v che 30 anni fa, nessuno avrebbe mai osato dare questa roba agli animali !

      A presto Ziryabb !

      Alex

    • Grazie Monica ! Anche i lettori mi danno delle idee ! Per esempio : sto pensando a fare un post a proposito di una ragazza di Firenze che fa l’occhiolino ai bordolesi da più di 300 anni. Te lo dedicherò 🙂

      A presto Monica !

      Alex

    • Grazie per l’apprezzamento Chiara ! In un prossimo post, racconterò la storia di un personaggio bordolese che ha ispirato qualche scrittore francese 🙂 Un po’ lo scopo di questo blog : fare scoprire agli italiani che la Francia non è solo la Costa d’Azzura e Parigi !

      A presto Chiara !

      Alex

    • Grazie Vale ! Racconto soltanto quello che faccio nel mio tempo libero 🙂 Devo dire che ci sono un sacco di cose che mi piacciono : il giardinaggio, gli uccelli, l’oceano, l’estuario, i libri, la cucina, la storia….

      A presto Vale !

      Alex

  2. Che bello! Buona sera Alex, che favolosa gita hai regalato a tua nipote!
    Conosco i poney di Barthes, ho anche delle foto con loro scattate in occasione di una visita ad una simpatica amica collega di Vieux Boucau, ricordo le gauffres au chocolat noir e l’odore della palude e sorrido.

    • Je crois que les poney des Barthes sont originaires de ce coin des Landes, d’ailleurs ils sont également appelés Barthes de l’Adour. J’ai découvert seulement l’année dernière que nous aussi en Gironde nous avions des poney des Barthes. Sur le marais, Ils sont très craintifs et vivent à l’état sauvage. Il ne faut pas faire de bruit, si on veut pouvoir les observer. Maintenant, moi aussi, j’ai envie de gauffres au chocolat 🙂

      Bonsoir Francesca !

      Alex

      • Dici che forse i poni fotografati, non sono quelli di Barthes?
        Per me potrebbe andare bene anche une crêpe…NON tranquille…une crêpe NATURE !

      • Non, non, les poneys que j’ai photographiés sont bien des poneys des Barthes comme ceux que tu as vu à Vieux-boucau. Je disais simplement mon étonnement d’en avoir découvert près de Bordeaux. Je vois que ma petite campagne contre le Nutella commence à porter ses fruits 🙂

        Alex

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  4. Pingback: Oceano: la guerra a Lacanau! | Bordeaux e dintorni, stagione III

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