Alex nel paese di Francesca : terza parte

Se avete mancato la prima parte cliccate qui, per la seconda parte cliccate qui.

Il giardino pubblico di Bordeaux è stato creato nel 1746, però il giardino pubblico come potete ancora visitarlo oggi è più recente : 1856. Credo all’inizio il giardino fosse solo un giardino di semplici, poi nel 1746  fu deciso di creare un giardino alla francese inspirato da quello di Versailles e,  nel 1856, il giardino fu ristrutturato in giardino all’inglese. Nel 2002, è stato creato un nuovo giardino pubblico, sulla riva destra di Bordeaux, nel quartiere di La Bastide, tra la vecchia stazione d’Orléans e il nuovo polo universitario.

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Forse vi ricordate che ho accompagnato la bambina ad una visita alla “maison cantonale” e che ho ancora qualche ora ad uccidere. Devo dire che questo nuovo giardino botanico è una delle mie passeggiate favorite. Non per niente il giardino si chiama il “sasso” guardate l’ingresso delle serre dietro il turista svedese ! A proposito, il turista svedese si chiama Carl von Linné e per l’aneddoto, il tizio ha inventato classificazione scientifica degli organismi viventi. Il giardino botanico ospita, forse, il più bell’erbario di Francia ed io adoro aprire i vecchi libri e rovistare nei cassetti…Accanto alla statua di Linné, c’è una coppia di bretoni  che mi chiede se il giardino è aperto. Certo, certo, rispondo tra due raffiche di vento. Il marito mi racconta che volevano visitare i nuovi appartamenti verso la caserma Niel ma tutto era chiuso ! E adesso, hanno scoperto, per caso, il giardino. Vedrete Bordeaux vi piacerà ! ma non c’è questo vento bretone ogni giorno, rispondo ridendo.

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Il giardino botanico della Bastide è veramente una meraviglia ; ha vinto anche un premio internazionale ! Sono 4 ettari organizzati tematicamente : una parte raggrupa tutte le piante utilizzate dall’uomo con tutto un sistema di cultura ecologica (le stesse tecniche utilizzate nel sahel per l’irrigazione), un’altra parte riconstituisce tutti i biotopi che si possono trovare in Aquitania : la duna, la foresta, la montagna…ecc…proprio incredibile perché sembra un giardino giapponese ma in versione gigante, un altra parte riconstituisce un lago e le sue piante acquatiche…ecc…Lo scoprirete in primavera perché ho preferito entrare nelle serre dove si nasconde un tesoro.

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Le serre ospitano una vegetazione di tipo mediterranea ed australe. D’accordo, la vegetazione mediterranea non interesserà ai lettori italiani ma comunque c’è questo albero australiano davvero enigmatico : la Wollemia nobilis, un albero fossile, scoperto nel 1994 dalla guardia forestale David Noble, dal quale la pianta prende il nome scientifico, in una profonda gola del Wollemi National Park, a 150 km a nord di Sydney (Nuovo Galles del Sud).

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Adesso, siamo usciti dal giardino botanico per prendere la via della Rotonda e subito Bordeaux assomiglia ad una zona di guerra. Qui, come l’ho già detto si costruisce il nuovo Bordeaux. Sotto gli occhi, avete la carcassa di una vecchia fabbrica che sta aspettando da anni i bulldozzer. Ma radere al suolo è una cosa, disinquinare i terreni ne è un’altra. Qui, siamo in una zona Seveso e tutti i terreni sono contaminati dai metalli pesanti. Per il momento, mancano i soldi e tutto resta allo stato di abbandono…

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I graffiti urbani che adornano il vecchio muro che costeggia i vecchi binari della stazione d’Orléans, lo stesso collettivo di writers che abbiamo già incontrato nel post : quando una vecchia signora si prende per una ragazza newyorkese. A parte che questo muro sembra più il muro di Berlino…

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I vecchi binari che non portano più da nessuna parte. Nel 1906, dalla stazione d’Orléans ci voleva 7 ore per raggiungere Parigi. Nel lontano il campanile di Sainte-Marie. A sinistra, non lo vedete, ma c’è l’accapamento dei rom dell’avenue Thiers. Sembra una discarica a cielo aperto. I bambini giocano tra rifiuti, immondizie e prodotti tossici….ma il comune se ne frega di questa situazione, dei rischi sanitari che corrono questi bambini. Lasciano fare ! Non ci sono soldi per aiutare la gente, ma per costruire un nuovo stadio completamente inutile, i soldi si trovano. Oh Bordeaux come mi fai vergognare !

Spero la serie : Alex nel paese di Francesca vi è piaciuta. Nel prossimo post, scoprirete uno strano eroe bordolese !

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4 thoughts on “Alex nel paese di Francesca : terza parte

  1. Certo che mi è piaciuta la serie, tutta!
    Buon pomeriggio Alex, non ero a conoscenza di un polo universitario à la Bastide. Io sono andata via proprio alla fine del 2002, ti ho già scritto che c’erano appena les embarras du tram.
    Mi piace la giustapposizione di immagini e testo e la sequenza scelta, si potrebbe sintetizzare con la metafora: dalle stelle alle stalle, sebbene nel tuo caso sia qualcosa di negativo e non proprio ‘stalla’ visto che si arriva ai campi rom e al degrado. Mi verrebbe da scrivere che fa parte, tutto, della vita. (?)
    Caro Alex, per fortuna hai inserito due piante una più preziosa dell’altra per dare colore e …speranza e poi ci sono anche i graffiti e i tag vivaci e allegri.

  2. Bonsoir Francesca !
    Non seulement le pôle universitaire, le projet Darwin à la caserne Niel, le jardin botanique…bientôt toute la zone à l’abandon qui longe l’avenue Thiers jusqu’à la caserne Niel va être réaménagée avec des habitations, des commerces, des services publics, les nouvelles archives municipales. J’espère que des solutions de logement vont être trouvées pour le camp des roms….La Bastide c’est l’histoire d’un quartier qui grâce à un pont connait un essor économique avec l’installation d’une gare et d’industries, puis le déclin et aujourd’hui la renaissance. C’est un peu ça que j’ai voulu montrer dans cette série de post : dalle stelle alle stalle e di nuovo alle stelle. Normalement, le post finissait sur une note plus positive avec la visite au jardin botanique, mais j’en ai changé l’ordre au dernier moment (question d’humeur, probablement).

    Alex

  3. E’ vero, invece di costruire un nuovo stadio dove continuerete a perdere come in quello vecchio,potreste aiutare i bambini Rom. Peccato per la fabbrica, con una copertura adeguata potrebbe diventare un ottimo marché provençal 🙂 In ogni caso splendide foto e suggerimenti interessanti per una visita fuori dai soliti schermi
    Un abbraccio, a orestio

    dragor (journal intime)

  4. Bentornato Dragor ! Già abbiamo un velodromo che non serve a niente ! E adesso un nuovo stadio che ci costerà più del nuovo stadio della Juve, per i quattro gatti di Bordeaux che si interessano ancora al calcio ! Abbiamo già un “marché provençal”, un giorno te lo farò visitare….una visita solo a cinque minuti dei grandi monumenti di Bordeaux ma è un segreto che non vuole divulgare l’ufficio del turismo 🙂

    A presto caro Dragor !

    Alex

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