Alex nel paese di Francesca : seconda parte

Se avete mancato la prima parte di questo racconto, cliccate qui. Dall’oceano, spira un vento di tempesto. Per una volta, le previsioni meteo non hanno sbagliato annunciando raffiche di vento a 100 km ! Fortunatamente, non piove malgrado il cielo grigio piombo. Ci vedo un segno incoraggiante. Ma cosa fare ? Non posso restare sul ponte di Pietra a guardare il fiume e la riva sinistra di Bordeaux ! Potrei andare fino alla Gare d’Orléans per vedere al cinema l’ultima pizza di Gérard Depardieu. L’idea mi fa sorridere, ma sono un po’ all’antica e non sopporto i multiplex e la gente che rumina mega secchi di pop corn davanti allo schermo ; ognuno ha i suoi limiti. Potrei tornare a casa e andare a recuperare la bambina a fine pomeriggio… Ma su Alex ! Non sarà un po’ di vento a fermarti e comunque avrai sempre la possibilità di trovare rifugio nel giardino botanico di La Bastide ; lo adori questo giardino, no ?

la bastide

Seguo un po’ il “quai des Queyries” e torno subito a destra “rue Fourteau” dove tutto il lato sinistro è occupato da magazzini anneriti da secoli di inquinamento. Se cliccate sulla foto, vedrete sul frontone uno strano personaggio dai tratti tipicamente africani, vedrete ugualmente delle piante tropicali. Avete indovinato di cosa si tratta ? L’uomo è uno schiavo di Saint Domingue e le piante tropicali sono della canna da zucchero. Ricordo di un tempo in cui la patria di Montesquieu si  arricchiva con la tratta dei neri. I segni dell’ignobile commercio di schiavi africani sono ovunque a Bordeaux. Basta aprire gli occhi. Non lontano da questi vecchi magazzini, lungo il fiume,  troverete anche una modesta statua di Toussaint Louverture inaugurata qualche anno fa. Se siete interessati potete visitare anche la mostra permanente, al museo d’Aquitaine, consacrata al ruolo del porto di Bordeaux nella tratta dei neri e il commercio triangolare (ingresso gratuita).

la Bastide

Qui, su un marciapiede di La Bastide, al piede di una passiflora anemica, crescono delle euforbie ! Pensavo che fosse qualcosa di spontaneo ma, nascosto nel fogliame della passiflora, c’è un cartello con una scrittura infantile che ci avverte : ” ♥Giardino dei bambini. Non toccare per favore♥”  Comunque quei bambini mi hanno dato un’idea per il mio giardino !

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Le nuove case popolari che sorgono dietro la chiesa Sainte-Marie. Invece la chiesa Sainte-Marie non è nuova ! È stata costruita tra il 1864 e il 1867 con tutto un sacco di problemi perché il quartiere di la Bastide è una zona paludosa. Qualche anno fa, il comune ha deciso di ripulire la chiesa…adesso quando c’è un raggio di sole, siete accecati dalla bianchezza del campanile ! Le case popolari danno già dei sintomi di stanchezza, sicuramente a causa dell’umidità che risale dal sottosuolo, della prossimità del fiume e anche, secondo me, a causa della scarsa qualità dei materiali utilizzati…

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Dietro la chiesta Sainte-Marie, il comune ha offerto agli abitanti del quartiere un pezzo di terreno  dove possono venire piantare e coltivare degli orti. Ma non solo per loro perché tutti i frutti di questi orti sono lasciati a disposizione dei passanti o dei vicini. Evviva di comunismo ! Credo all’origine sia un’idea inglese chiamata “food to share”. Ormai, questi orti condivisi li troverete ovunque in Francia. A due passi, ci sono altri orti di questo tipo addirittura all’interno del giardino botanico ! Forse, vi ricordate che ne avevo già parlato l’anno scorso perché anch’io faccio l’orto condiviso ma fino ad adesso i miei pomodori non hanno incontrato un grande successo !

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Un vecchio bar di quartiere. Se cliccate sull’immagine, potete ancora leggere mezzo cancellato  sul muro : biliardo….anche la parola café si indovina sopra la porta…

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Alla finestra di questa casa, un babbo natale messo in croce. I francesi adorano questi babbi natale di plastica “made in Cina”. Ancora quello li è abbastanza discreto, ma ce ne veramente di tutte le altezze !  Dopo Natale, i babbi natale agonizzano per mesi alle finestre oppure appesi ai camini. Il mio vicino detiene un record mondiale : un babbo natale di 2 metri che si arrampica, ogni anno,  sul tetto della casa da dicembre a luglio !

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La vecchia caserma Niel che ospiterà il progetto Darwin. Tutto un quartiere eco sostenibile sorgerà di questa zona abbandonata della Bastide. Per il momento, si sente il rumore assordante degli operai che lavorano all’interno, il fracasso dei martelli pneumatici e quello dei bulldozer che demoliscono le case e le vecchie fabbriche nei dintorni della caserma….

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Una vecchia échoppe rasata a suolo ! Ne rimane niente solo due portasaponi fissati al muro…

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Alla Bastide ci sono anche le bouganville ! E io sono geloso perché dove abito sono costretto di fare svernare il mio bouganvillea nel garage !

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Belfast, Marsiglia oppure Bordeaux ? Difficile da immaginare ma la piazza della Borsa, lo specchio d’acqua…Insomma : tutto il bordello dall’aspetto settecentesco – classificato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco – che attira i turisti del mondo intero ogni anno….si trova  solo a 5 minuti con il tram di questo bellissimo affresco !…

Non mancate la terza e ultima parte di questa passeggiata alla Bastide perché ci saranno altre meraviglie !

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7 thoughts on “Alex nel paese di Francesca : seconda parte

  1. Bonjour Alex, scusa se arrivo un po’ in ritardo.
    Avevo un collega, proprio alla Bastide, di colore, che ripeteva sempre che in quella scuola lo facevano lavorare proprio come “un negro”…Bordeaux era come scrivi tu, uno dei principali porti attraverso il quale si “spedivano” per le Americhe, gli schiavi presi dall’Africa. Le Pays des Droits de l’Homme ! Charles-Louis de Secondat (Montesquieux) scrive a proposito degli usi e costumi della tratta dei neri e della Francia del XVIII secolo nelle sue Lettres Persanes.
    I primi BabboNatale crocifissi sulle inferiate dei balconi o penzoloni sulle grondaie o canali di scolo, li ho visti proprio a Bordeaux, tanti tanti anni fa.
    Le euforbie fanno i fiori?
    Irriconoscibile il campanile, io lo ricordo tutto tutto nero. …Il resto illustrato dalle tue immagini mi è nuovo e continuo a leggere e guardare e ricordare…
    P.S. As-tu déjà écrit du Château à la Brède ?
    P.S.1 Belli i tuoi pomodori verdi! (…fritti alla fermata del treno)

    Bonne soirée.

    • Travailler comme un nègre ! c’est une expression très courante en français pour dire “lavorare sodo” et en même temps un “lavoro che abbrutisce”. Je pense que j’évoquerai encore la traite des noirs dans le blog parce que les signes de ce commerce sont partout à Bordeaux….

      La chose la plus ridicule qui soit ces pères Noël ! Et en plus après les fêtes, les gens ont la flemme de monter sur les toits pour les détacher et les baudruches agonisent pendant des mois accrochées aux cheminées.

      Les euphorbes sont de la même famille que ton poinsettia. La plante est toxique. N’importe quelle terre même médiocre. Du soleil ou de l’ombre peu importe ça fleurira quand même ! Les fleurs sont vertes ou jaunâtres .

      La troisième partie du post sera encore plus déconcertante surtout pour les lecteurs qui ont la vision : Bordeaux, patrimoine de l’Unesco…

      Le film s’appelle beignets de tomates vertes en français. Jamais vu.

      Le post sur le château de la Brède (j’ai écris deux autres post sur Montesquieu : la setta degli adoratori di Montesquieu ; Verona vs Bordeaux) :

      http://alexdebordeaux.wordpress.com/2012/07/24/il-viticoltore-bordolese-che-invento-la-democrazia-rappresentativa/

      Bonne soirée Francesca !

      Alex

      • Bonjour, hai ragione, scusa, avevo letto (e dimenticato) il castello dell’estate scorsa (c’est au moment où je partais pour la France) …Autrement je lirai les autres …mais s’agit-il vraiment d’une secte ?
        Merci Alex et bonne journée.

  2. P.S.2 J’ai lu quelque part en bas qui quelqu’un m’a fait mourir …je souris…Heureusement tu m’a résussitée, Alex (dopo tutti i dovuti scongiuri del caso) et j’ajoute que ce n’est pas de ta faute : tu écris parfaitement bien en italien, que le verbe employé est correct et qu’il faudrait plutôt, pour ce quelqu’un, apprendre à bien lire.

    • Si je vivais en Italie, mon italien serait plus idiomatique. Mais bon, je me débrouille pas si mal que ça 🙂 C’est vrai qu’en lisant le fil des commentaires, on s’aperçoit qu’il s’est établi un dialogue quasiment exclusif entre toi et moi. La deuxième saison de Bordeaux e dintorni ne reçoit quasiment pas de visites alors que la première saison continue à avoir un succès d’audience. Cela dit, je préfère un commentaire à cent visites anonymes. Les mystères d’internet !

      Alex

      • Ton italien est parfait ! Mon français est de petite négresse (per restare in tema di post).
        Oui, les mistères d’internet !

  3. Pingback: Alex nel paese di Francesca : terza parte | Bordeaux e dintorni, stagione II

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