Anafora

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Bordeaux, la via Montbazon. Sotto la targa, potete leggere, inciso nella pietra, il nome della via durante la rivoluzione francese : via adoro l’uguaglianza.

Anafora

Nel paese in cui vivo, stasera la temperatura scenderà sotto gli 0 gradi e ci saranno persone e famiglie, che dormiranno per strada…

Nel paese in cui vivo, votare per un governo di sinistra significa votare per una politica di destra…

Nel paese in cui vivo, un uomo si è dato al fuoco davanti ai colleghi perché era incalzato dai suoi superiori….

Nel paese in cui vivo, ci sono file davanti ai restos du coeur….

Nel paese in cui vivo, ci sono milioni di persone che rinunciano a curarsi perché non si possono pagare la mutua….

Nel paese in cui vivo, quando vado al supermercato, ormai  faccio un po’ di spesa per il banco alimentare….

Nel paese in cui vivo, la bolletta energetica è aumentata del +80% in cinque anni….

Nel paese in cui vivo, ci sono 10 milioni di persone che non hanno un alloggio decente….

Nel paese in cui vivo, ci sono delle statistiche spaventose che non interessano nessuno  tipo : ogni due giorni, una donna è uccisa per mano del suo compagno ;  o ancora  : in Francia, una donna è stuprata ogni 8 minuti….

Nel paese in cui vivo, il ministro in carica della lotta all’evasione fiscale è sospettato di avere un gruzzolo in svizzera…

Nel paese in cui vivo, gli integralisti tartassano le donne che manifestano a favore del matrimonio gay…

Nel paese in cui vivo, mi vergogno di spendere quattro soldi per natale….

Nel paese in cui vivo, ci gargarizziamo di parole : liberté, égalité, fraternité, droits de l’Homme…ecc…

Nel paese in cui vivo, un trentenne disoccupato non ritroverà mai più un contrato di lavoro a durata indeterminata ; troppo vecchio.

Nel paese in cui vivo, ci sono degli adolescenti che escono dalla scuola senza formazione, e tavolta senza sapere leggere….

Nel paese in cui vivo, solo i ricchi hanno una coscienza di classe e difendono i loro interessi a spada tratta….

Nel paese in cui vivo, stasera mi sento stanco…

Alex

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8 thoughts on “Anafora

    • Noi ci capiamo bene, cara Don(n)a…adesso, vado a leggere il nuovo episodio di chi è l’assassino. Mi piace da morire questo appuntamento 🙂

      Buona sera !

      Alex

  1. Anche qui, anche qui. Temo che ormai sia “nel mondo in cui vivo”.
    Sto pensando ai regali e anche io mi vergogno. Desidero sobrietà.
    L’altro giorno in reparto è arrivato un pensionato con un’anemia spaventosa: avrebbe dovuto fare prima delle analisi, ma ha preferito attendere un paio di mesi per avere qualche soldo in più per il ticket. La gente non si cura; votare di sinistra non significa più niente; eccetera.

    • Grazie per il commento ! Penso che viviamo nello stesso paese. Come l’ho detto sotto, l’altro giorno, ho letto un articolo in cui si diceva che, in Italia, la metà della ricchezza nazionale appartiene ad una minoranza pari al 10% della popolazione mentre gli altri 90% si dividono l’altra metà. In Francia è la stessa cosa, ma la cosa davvero intollerabile è che sono questi 90% che pagano il prezzo della crisi !

      A presto !

      Alex

  2. La seconda anafora (ti ho lasciato un saluto su quello di sarko-Hollande) mi fa ricordare (e sorridere) a jacques et lionel …les guignols de canal+ d’il y a 13 ans !
    Ma in Francia non c’è la sécu? So che hanno fatto dei tagli importanti anche là, ma sicuramente voi state meglio di noi. (certo non è una gara!)
    …il resto è un po’ simile al mio ‘Paese’ …ma scusa in Francia a proposito degli homo, non c’è il PACS? E poi, avete i restos di Coluche, la CAF (so che è un po’ mutata anche quella) …le chômage e altre cose che qui sono impensabili…certo, lo ripeto, non si tratta di fare a gara a chi abbia di meno…pero’ sarebbe “utile” in questo periodo di crisi e di povertà spirituale e materiale, vedere cosa si ha di buono e cercare di guardare all’essenziale.
    Scusa, Alex, sono stanca, e forse scrivo delle bêtises, non dare troppa importanza. Pero’ mi dispiace leggerti amareggiato…”Tout va pour le mieux dans le meilleur des mondes possibles” (Pangloss, “Candide”, Voltaire, ma la citazione è in realtà di Leibnitz)
    E’ meglio che vada a letto. Bonne nuit.

    • Peut-être qu’en France, il y a plus d’amortisseurs sociaux, mais la situation me semble comparable à celle de l’Italie. Je lisais un article l’autre jour, je ne sais plus où, qui disait qu’en Italie une minorité de 10% de la population possédait la moitié de la richesse nationale et que les 90% restants devaient se partager l’autre moitié. c’est la même chose en France et je peux te dire que ce ne sont pas les 10% les plus riches qui payent le prix de la crise, mais bien les 90% restants. Dans un pays où la devise est liberté, égalité, fraternité….voir au journal télévisé un acteur se plaindre parce qu’il paye trop d’impôts, apprendre qu’un patron à un salaire de 12 millions d’euros par an…alors que 5 minutes avant, tu as appris qu’un couple avec un enfant de un an risquait de dormir dehors ; que 15% des français vivent sous le seuil de pauvreté….ce sont des choses intolérables….Bon, je m’arrête là, autrement je vais devenir ennuyeux et je ne voudrais pas perdre mes lectrices 🙂

      Bonne nuit Francesca !

      Alex

  3. Due giornalisti dialogano alla Radio: –
    – Nascono in Grecia mense dei poveri tipo Banco Alimentare in Italia.
    [solo per i Greci, if you’re black, get back get back get back] disse il primo giornalista ignaro della spaventosa replica dell’altro.
    – In Inghilterra di “Banco alimentare” ci sono 110 000 ed esistono da anni ormai.
    [Non c’è paragone, l’Inghilterra è un paese avanzato, moderno, ricco, preparato e vanta(vanta!) più poveri in base alla popolazione rispetto alla Grecia]

    • Non ho capito il senso di questo dialogo ! I greci non dovrebbero lamentarsi perché gli inglesi sono più poveri ? Siamo tutti paesi ricchi popolati da poveri ma questa cosa i giornalisti non la denunciano mai…

      Alex

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